L'UNIONE PER IL MEDITERRANEO E L'APPELLO AL FUTURO SOSTENIBILE DEL BACINO - DI DOMENICO LETIZIA

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ROMA\ aise\ - L'emergenza coronavirus aiuta a comprendere che le tematiche sociali ed ecologiche non sono più rinviabili e le problematiche ambientali vanno affrontate e non più rimandate. Il Mediterraneo è un bacino dalle immense opportunità ma va tutelato e bisogna intraprendere azioni comuni di salvaguardia per consentire il proseguire armonioso della vita nel bacino.
Un recente appello alla cooperazione nel Mediterraneo giunge Isidro González, vice segretario generale dell'Unione per il Mediterraneo, che ha recentemente ribadito: "Le coste della regione del Mediterraneo sono tra le più minacciate al mondo: quasi il 40% delle coste è oggetto di speculazione edilizia e 150 milioni di persone vivono vicino al mare, generando un assurdo sovraffollamento. Secondo un recente rapporto presentato all'ultima riunione dell'Unione per il Mediterraneo dai ministri degli affari esteri è stato stimato che 15 grandi città rischiano alluvioni e problematiche ecologiche se non vengono intraprese iniziative di pianificazione urbana intelligente e sostenibile".
Bisogna trasformare tali sfide in opportunità e le premesse nella regione del Mediterraneo vi sono tutte.
"Per far fronte alla pressione esercitata sul fragile sistema dell'ecosistema marino e fornire una fonte alternativa e sostenibile all'economia del mare, le pratiche dell'acquacoltura devono essere sostenibili e rispettare i contesti geografici di appartenenza. L'Unione per il Mediterraneo sostiene l'attuazione di numerose attività per costruire l'agenda globale del Mediterraneo e soddisfare i requisiti dello sviluppo sostenibile. Nel luglio del 2020 è prevista una riunione ministeriale a Malta con esperti e attori del settore e il lancio di una dichiarazione che stabilirà il "terreno comune di azione" tra i 43 paesi, con al centro l'Agenda 2020 sull'economia blu. In questa riunione ogni paese avrà una sua autorevole rappresentanza. Nei prossimi anni continueremo ad organizzare momenti di dialogo sia a livello politico che tecnico", ribadisce il vice segretario dell'Unione per il Mediterraneo. Opportunità che trovano occasione nella cooperazione e nella formazione certificata. "Potrebbe essere importante diffondere l'utilizzo della piattaforma denominata Med Blue Economy che consente di scambiare informazioni e dati, anche pedagogici, con altri paesi e con istituzioni importanti quali l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGF che attualmente offre borse di studio per più di 30 corsi di formazione dedicati alla blue economy e alle politiche del Mediterraneo. In molte regioni del Mediterraneo la fuga di cervelli è un grave problema da affrontare subito, incentivando il mercato del lavoro", conclude Isidro González. Una visione condivisa anche da Sergio Passariello, presidente della Mediterranean Academy of Culture, Technologies and Trade di Malta, che proprio dall'isola di Malta, ubicata nel cuore del Mediterraneo, lancia la sfida a coniugare formazione certificata, digitalizzazione della formazione e cooperazione tra i vari paesi del Mediterraneo, dichiarando: "Il Mediterraneo non deve unire i Paesi che lo circondano in una sola macro area geografica, ma anche in una cultura da promuovere e affermare in tutto il mondo, che sia frutto di dialogo e progetti comuni. Una cultura che possiamo coltivare e diffondere a partire da una linea comune di progetti educativi e formativi, per costruire nelle nuove generazioni e nella classe dirigente la consapevolezza di appartenere a una vera comunità multinazionale di persone che non sia ristretta entro i confini dei nostri Paesi, ma allargata verso orizzonti più ampi, al fine di raccogliere e rilanciare sfide comuni e sempre più ambiziose nello scenario globale".
Risulta necessario rendere protagonista la comunità del Mediterraneo e sviluppare la cooperazione. Tale ottica ha un impatto positivo sulla vita di milioni di persone che vivono e producono tra le due sponde del Mediterraneo. Superata l'emergenza pandemia sarà importante innescare nuove visioni del nostro vivere comune e del nostro sistema produttivo. (domenico letizia\aise) 

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