CONSERVARE LA MEMORIA DEL NOSTRO PASSATO: IL PRESIDENTE BERRETTA (CASA D’ITALIA) SCRIVE AI CONNAZIONALI A MONTREAL

CONSERVARE LA MEMORIA DEL NOSTRO PASSATO: IL PRESIDENTE BERRETTA (CASA D’ITALIA) SCRIVE AI CONNAZIONALI A MONTREAL

MONTREAL\ aise\ - “Cari connazionali, la sottoscrizione pro-Casa d'Italia ha permesso di raccogliere finora la somma di un milione e mezzo di dollari. Metà strada è stata percorsa, resta però ancora un'altra metà da percorrere”. Inizia così la lettera che il presidente della Casa d’Italia a Montreal, Gino Berretta, ha invitato ai connazionali per ribadire “la necessità del vostro aiuto, del vostro contributo che per noi è prezioso e riveste una grande importanza”.
“Caro amico e cara amica, questa non è una lettera, bensì un appello, una chiamata a raccolta indirizzata a chi ha a cuore il destino della Casa d'Italia”, precisa Berretta. “Una chiamata nei confronti di chi è sensibile e "sente" la portata simbolica dell'Edificio. La situazione economica della "Casa" non è rosea, per cui non è l'ora delle polemiche e delle esitazioni. È l'ora dei fatti! Noi, della presente Amministrazione, abbiamo assunto il compito come una missione: salvare la Casa d'Italia! Siamo fiduciosi, poiché l'iniziativa s'inscrive nel solco luminoso ed esemplare della nostra storia comunitaria”.
“Emerge – annota il Presidente della casa d’Italia – da una tradizione che non consiste nel voler conservare le ceneri, ma nell'alimentare e mantenere viva una fiamma; non si tratta di preservare la testimonianza di un passato concluso, bensì di trarre dal passato una forza viva che anima ed informa il nostro presente! Quando accenniamo ad un cantiere ideale, non si tratta di una figura retorica, ma riflette una fase storica vissuta dalla nostra comunità dal 1936, quando, raccolta e unita, la nostra gente ha realizzato la Casa d'Italia”.
“Pietra dopo pietra. Oggi, a distanza di quasi un secolo, si apre un altro "cantiere ideale", dove ognuno è chiamato a portare la sua "pietra", grande o piccola che sia, l'essenziale – rimarca Berretta – è che partecipi. In questa prova sono coinvolte le massime organizzazioni rappresentative comunitarie come: il Congresso, la Fondazione, la CIBPA, il Centro Leonardo da Vinci ed il Comites. La Casa d'ltalia, anche se ancora oggi si trova in una fase critica, vuol vivere la sua, la nostra comunità. A questo proposito l'Amministrazione, che, oltre alle varie attività culturali in essere, offre corsi d'italiano per adulti, tenuti dall'Associazione dei professori d'italiano del Québec, prevede l'allestimento di una biblioteca, e di un archivio comunitario, e di una cucina moderna e funzionale per gli eventi della nostra comunità e per eventuali progetti gastronomici futuri”.
“Dunque, all'opera! Quel Tricolore che fieramente sventola sul pennone della nostra Casa, è una chiamata a raccolta, è un segnale alle nostre coscienze. Assicuratevi di poter dire in futuro: c'ero anch'io! Presto – anticipa, concludendo, il presidente Berretta – intendiamo contattarvi, incontrarvi e fornirvi ulteriori ragguagli in merito. La Casa d'Italia, la "memoria" del nostro passato, simbolo della nostra unità comunitaria, vi ringrazia in anticipo”. (aise) 

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