Eduitalia scrive a Di Maio e al governo italiano: sostenere il sistema Study Abroad

ROMA\ aise\ - “Può l'Italia ambire a primeggiare a livello mondiale nell'incoming studentesco? Può il sistema Study Abroad italiano divenire potenza industriale?”. Partendo da queste domanda Eduitalia, associazione di 112 scuole/Accademie/Università pubbliche e private che offrono corsi per studenti stranieri, ha inviato in data odierna una lettera ai rappresentanti del governo italiano per presentare loro alcuni “propositi di ripartenza e di crescita”.
La lettera è stata inviata in particolare ai ministri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, del Turismo, Massimo Garavaglia, dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, e dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, nella convinzione che il settore Study Abroad italiano possa dare un contributo importante alla ripartenza dell'Italia, in quanto ”fonte di benefici accademici, culturali, economici, turistici e sociali” e dunque in grado di "rafforzare l’immagine internazionale dell’Italia, mantenere posti di lavoro e crearne di nuovi”.
Eduitalia stessa, come si legge nella lettera, “è espressione dello Study Abroad, settore che negli anni ha internazionalizzato l’Italia con la presenza sul nostro territorio di decine di migliaia di studenti stranieri”. E, sottolinea l’associazione, “per il sistema Study abroad italiano, duramente colpito dalla pandemia, è d’obbligo iniziare a (ri)programmare un futuro che possa rendere l’Italia protagonista sulla scena mondiale”.
Due sono, secondo Eduitalia, gli obiettivi principali cui puntare per la ripartenza: “ripristinare velocemente il flusso studentesco internazionale che, negli anni, ha visto la presenza sul nostro territorio di decine di migliaia di studenti internazionali”; e “potenziare e industrializzare, anche con il contributo delle Istituzioni, il nostro settore”.
L’Italia, in particolare vanta uno “splendido territorio”, “attrattività” della lingua, “qualità e costo non eccessivo della vita”, “eccellenza della qualità didattica proposta anche Ion lingua inglese” e non soltanto in “quelle materie di studio che esprimono il Made in Italy e per le quali non siamo secondi a nessuno, quali l'arte nelle sue varie declinazioni, il design, la moda”, puntualizza Eduitalia. Il nostro Paese ha perciò “le carte in regola per essere nazione tra le più attrattive quale meta di destinazione di studio”.
“La domanda ambiziosa da porsi è: può il sistema Study Abroad italiano trasformarsi in potenza industriale?”. Ed ancora: “quanto è lontana l'Italia da nazioni, in tal senso industrializzate, quali il Regno Unito?”.
“Prendendo in considerazione il flusso studentesco statunitense, prima che il mondo si ammalasse”, si legge nella lettera, “l'Italia era in posizione paritaria rispetto al Regno Unito. Lo certificano le statistiche relative all’ ultimo anno accademico censito ovvero il 2018/2019 durante il quale l’Italia sfiorò la prima posizione mondiale accogliendo 39.043 studenti statunitensi a fronte dei 39.358 che hanno scelto il Regno Unito”.
Ma c’è di più. “Il primo semestre 2020 si è caratterizzato per un incremento, rispetto al precedente anno record 2019, pari al 20% di iscritti dagli USA” e per Eduitalia “è realistico ipotizzare che, senza questa maledetta pandemia, nel 2020 si sarebbe potuta raggiungere la storica soglia delle 40.000 presenze e forse divenire l'Italia la prima destinazione mondiale dal Nord America”.
“Il dato statistico di cui sopra consente di poter affermare che il gap dell’Italia rispetto al Regno Unito, a oggi ancora consistente, è relativo all’incoming studentesco proveniente dal resto del mondo”. Eduitalia si chiede allora: “come può l’Italia rendersi in tal senso maggiormente competitiva?”; e propone tre principali “linee di azione”, ovvero: la promozione; un cambio di mentalità in termini di accoglienza; e una continua cooperazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in relazione alla tematica del visto.
Eduitalia spiega più nel dettaglio.
PROMOZIONE
“Per poter attrarre un numero maggiore di studenti internazionali è necessaria una costante e capillare azione promozionale. Quante volte in giro per il mondo, partecipando per la prima volta a eventi di settore, ci siamo sentiti dire: “Finalmente l’Italia”! L’azione promozionale in presenza è fondamentale. Il “Finalmente l’Italia” è simbolo di come, seppur l’Italia sia spesso in cima ai desideri, nella maggior parte dei casi a determinare la scelta dello studente sia l’informazione dettagliata sui corsi di studio ricevuta in presenza. Nello stesso modo per la concretizzazione dei programmi di studio con i colleghi internazionali lo strumento migliore è quello di “sedersi e discuterne a tavolino“.
È pur vero che il periodo pandemico ha visto crescere la promozione on-line, ma a parere di chi scrive è temporanea e relativamente efficace. Ben venga per la promozione del nostro sistema un Ministero degli Affari Esteri che con la sua Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese è particolarmente sensibile a questa tematica; ben venga ogni forma di sinergia pubblico/privata ai più importanti eventi promozionali quale la virtuosa collaborazione alla Nafsa 2018 di Filadelfia, ripetutasi nel 2019 a Washington nelle more delle quali il padiglione italiano fu protagonista assoluto tra le cento nazioni intervenute; ben vengano iniziative quale quella degli Istituti Italiani di Cultura che supportano la promozione dell’Italia quale meta di destinazione di studio.
In tal senso Eduitalia propone: che il sostegno al nostro settore sia sempre più presente nell'agenda istituzionale; che, nell’azioni di politica culturale cosiddette di soft power con le quali le rappresentanze Diplomatico-Consolari promuovono, nelle rispettive aree di competenza territoriale, la cultura italiana vi sia un filo conduttore con la promozione dell'Italia quale meta di destinazione di studio (in tal senso è noto come aver supportato i programmi di politica culturale AP-Italian e PRIA, gestiti dalle nostre rappresentanze Diplomatico-Consolari in USA e Russia, abbia avuto effetti diretti in termini di crescita dell’incoming studentesco); che, ove possibile, la rete Diplomatico-Consolare italiana con l’ausilio degli Istituti Italiani di Cultura organizzi eventi di settore ai quali possano intervenire con costi contenuti le scuole, Accademie e Università italiane (in tal senso è esempio di eccellenza l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo con l’organizzazione annuale del “Salone dello Studio” iniziativa che, se replicata nel resto del mondo, darebbe una spinta importante al nostro settore); una promozione dell’Italia quale meta di destinazione di studio che sia messa in opera anche dal Ministero del Turismo e in questo caso il riferimento è alla promozione delle esperienze di studio nel breve periodo quali i corsi estivi.
ACCOGLIENZA
Si deve migliorare la struttura di accoglienza al fine di rendere agevole il soggiorno studio internazionale in Italia. In tal senso è necessario calarsi sia nelle esigenze dello studente che nella mentalità di gioia, e nel contempo di premura, che hanno i genitori i cui figli studiano all’estero. Rendere più comodo il soggiorno studio degli studenti stranieri vorrebbe dire creare numerosi posti di lavoro prevedendo l'incremento di servizi opzionali dall’accoglienza in aeroporto, ai trasporti, agli alloggi, alla logistica, allo snellimento della burocrazia, alla predisposizione di eventi ad hoc, alla gestione del tempo libero, a tutor a loro dedicati, alla delicata questione sanitaria, ecc.
MAECI e VISTI
È nevralgico che il sistema Study Abroad italiano dialoghi con il MAECI da sempre attento nei confronti di coloro i quali chiedono di poter studiare in Italia. Sono numerose le riunioni tenutesi in questi anni con il recettivo Centro Visti del Ministero per una collaborazione mirata a impedire ogni abuso nella tematica del visto studio.
Sia benvenuto ogni studente, formidabile futuro ambasciatore del Made in Italy, che, in regola con i requisiti ex lege previsti, chieda di studiare in Italia. Ogni “falso studente“ è un problema di legalità per il MAECI; è un danno di immagine per Eduitalia e gli Istituti associati sempre attenti, in fase di filtro, nella valutazione delle domande di visto studio”.
In conclusione, Eduitalia si rivolge direttamente ai ministri interpellati e alle Direzioni Generali competenti, chiedendo loro “attenzione e visibilità per un settore che genera benefici accademici, culturali, economici, turistici e sociali. Realizzare quanto sopra vorrebbe dire migliorare l’immagine internazionale dell’Italia, mantenere e creare nuovi posti di lavoro”. (aise)