Famiglie divise dalla Brexit

ROMA\ aise\ - Tempi certi per i visti di ingresso in Gran Bretagna. È quanto richiede Erika Torazzina, connazionale bloccata in Italia con i figli, da più di tre mesi lontano dal marito che lavora in Scozia. Da luglio, da quando ha inoltrato richiesta di visto, Torazzina sta ancora aspettando una risposta, negativa o positiva che sia. Per questo ha presentato una petizione la Governo britannico.
“Pongo alla vostra attenzione la situazione della mia famiglia nella speranza della pubblicazione della nostra storia.
Io, Erika, sono cresciuta ed ho vissuto appieno le opportunità datemi dall'Unione europea. Ho studiato all'estero dove ho conosciuto il mio attuale britannico, che a sua volta ha studiato e conseguentemente lavorato all'estero. Dopo il matrimonio nel 2006 siamo partiti dall'Inghilterra e abbiamo vissuto e lavorato in 4 paesi diversi.
Tutto è cambiato durante l'anno COVID. Mio marito ha perso il lavoro, io lavoravo da remoto e noi, con i nostri 3 figli, ci siamo trasferiti nella nostra casa in Italia per vivere così il periodo di lockdown.
Quest'estate mio marito ha trovato un nuovo lavoro in Scozia; così appena ricevuta la notizia della nuova assunzione abbiamo iniziato le pratiche per i visti, il mio e quello dei bambini, cittadini italiani. La domanda è stata depositata il 7 luglio di quest'anno ed ad oggi, 13 ottobre, non abbiamo ricevuto alcuna notizia sulla nostra richiesta. Mio marito naturalmente si è nel frattempo trasferito per iniziare a lavorare e noi 4 siamo rimasti in Italia in attesa.
Io ed i bambini stiamo soffrendo questa forzata separazione e la situazione sta diventando insostenibile.
Sto provando in tutti i modi a contattare gli uffici immigrazione, mi sto rivolgendo ad avvocati, a vari forum per scoprire che come noi migliaia di famiglie purtroppo stanno subendo la stessa, secondo me, discriminazione. Da più di 3 mesi sto aspettando che un semplice ricongiungimento familiare venga approvato.
Per difendere i miei diritti, quelli di mio marito e dei miei figli che semplicemente vogliono la loro famiglia riunita ho scritto una petizione ma mi servono migliaia di firme per porre questo caso all'attenzione del governo. Questo il link.
Chiedo delle concessioni per chi come noi è stato “separato” e che quindi questi ritardi abissali nel processare le richieste di visti siano almeno controllati e che si dia un limite di tempo per ricevere una risposta (che, badiamo bene, può anche essere negativa), alternativa potrebbe essere quella di poter entrare nel Regno Unito ed essere riuniti con un visto temporaneo e procedere alla richiesta una volta in Gran Bretagna”. (aise)