“ITALIA IN THE WORLD”: ITALIANI ALL’ESTERO E LOCKDOWN

“ITALIA IN THE WORLD”: ITALIANI ALL’ESTERO E LOCKDOWN

ROMA\ aise\ - Storie di italiani eccellenti nel mondo che attraverso dei mini-docufilm di 2 minuti testimoniano come in ogni settore "è stato" e "sarà possibile andare avanti". È questa la base del progetto, patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che vuole raccontare ed esaltare la grandezza dell’essere italiani in tutto il mondo. È “Italia in the World”, il primo Festival digitale al Mondo dedicato al lockdown che è stato presentato, per la VI edizione di Globo Tricolore, questa mattina, 28 ottobre, in videoconferenza.
Una presentazione, curata da Patrizia Angelini, direttrice del Festival, e Patrizia Barzotti, direttrice della comunicazione, alla quale sono intervenuti anche il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero della Farnesina, Luigi Maria Vignali, il Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Michele Schiavone, e anche i consiglieri Cgie, Vincenzo Arcobelli Carlo Ciofi.
Dall'Australia all'Italia, dalle Americhe all’Italia, dall’Europa all’Italia. Al centro del Festival ci sono i video che brevemente testimoniano le esperienze dei connazionali che hanno fatto rete, che testimoniano la perseveranza della scienza “che non si è fermata con la pandemia”, che immortalano l'emergenza con fotografie, che danno “voce al mare”, che enfatizzano i “suoni della natura”, e dunque la sostenibilità ambientale, che raccontano della “scuola vicina agli studenti”, della musica che unisce, del rapporto tra musica e giovani, tra giovani e social, di matrimoni andati oltre al periodo difficile, della protesta dei cuochi, della chiusura delle città, del nuovo turismo nei borghi, del teatro italiano e dell'immigrazione. Sono circa cinquanta le testimonianze arrivate dagli italiani sparsi in ogni angolo del mondo, ha rivelato la direttrice del Festival Angelini, fondatrice anche di Italian Women in the World - Donne Italiane nel mondo, associazione internazionale organizzatrice del Festival. La diffusione è avvenuta anche grazie alle collaborazioni con gli Istituti Italiani di Cultura e le Camere di Commercio Italiano. Ma “ne avremmo potuti avere molti di più di cinquanta, ma il lockdown ha rallentato il Festival. Questa una sfida per il prossimo anno”. Italia in the World, secondo Angelini, “vuole testimoniare il coraggio degli italiani. Ed è con questo coraggio che abbiamo deciso di non rimandarlo”. 
“Questa presentazione è un momento importante, perché rappresenta un tributo alla creatività e all’ingegno degli italiani del mondo - ha evidenziato in apertura del suo intervento il Direttore Generale Vignali -, tanto più importante in un momento difficile come questo. Creatività e ingegno, infatti, sono elementi caratteristici del genio italico, e ci hanno aiutato a sostenere gli effetti della pandemia. Gli italiani nel mondo sono riusciti a trovare il modo di aiutarsi tra di loro e aiutare la madre patria con tante manifestazioni di solidarietà, anche economiche, e sono poi stati aiutati dal Governo, che ha messo poi a disposizione sussidi e prestiti per loro”. Ma questo festival in particolare, secondo il DG per gli italiani all’estero della Farnesina, mette in risalto la “vicinanza tra Italia e le comunità di italiani all’estero”. Una vicinanza rimarcata anche dagli eventi culturali, oltre che da aiuti economici di vario genere e grado. Vignali ha infatti ricordato le diverse iniziative promosse dalla Farnesina in ambito artistico, come il fumetto “Una storia importante: 70 anni di immigrazione italiana in Belgio”, presentato la settimana scorsa in occasione della Settimana della Lingua e della Cultura italiana nel Mondo. O “L’Italia del Pére-Lachaise”, sulle storie degli italiani illustri sepolti nel cimitero di Parigi. E infine il progetto sul Turismo delle Radici, con una guida specializzata e diversa che si rivolge al bacino potenziale di 80 milioni di italo-discendenti.
Più avanti, nella presentazione, è intervenuto anche Michele Schiavone, Segretario Generale del Cgie, che ha ringraziato l’organizzazione di “Italia in the World” per “averci coinvolto in questa bella iniziativa”. Quello del Festival, secondo quanto detto da Schiavone, “è stato un lavoro certosino e di squadra”. Un lavoro collaborativo con cui il “nostro paese, chiamato dalle emergenze, trova sempre lo spirito di riemergere e sorprendere. In queste condizioni, come quella attuale, riusciamo a far nascere sempre le migliori risposte. E proprio in questi mesi, il Cgie ha avuto modo di conoscere l’entusiasmo e la resilienza delle nostre comunità, anche di fronte ai blocchi che impedivano il rientro di diverse migliaia dei nostri connazionali”, documentate da questa iniziativa. Schiavone ha poi riferito il supporto del Consiglio al Festival, affinché questo “possa continuare a dare valore alle comunità dei connazionali, che, come detto ieri dal Premier Conte alla presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2020, è essenziale”. Infine, il SG ha auspicato anche che questo spirito di vicinanza tra Italia e comunità “possa continuare a rinnovarsi. Uno spirito che passa anche dalle cose materiali”.
L’iniziativa, vede come partner Rai Cinema, Rai Cinema Channel e Rai Italia, dove, lungo tutto l’anno, verranno messi in onda i 15 progetti vincitori che verranno premiati, con il trofeo Globo Tricolore, realizzato in esclusiva dall'Architetta Isabella Resseguier De Miremont- Enbuà, domenica prossima, 1° novembre, da diversi attori fondamentali per la riuscita dell’iniziativa.
Il Festival gode infatti anche dei patrocini di Anica, ITA-Ice e di altri 60 enti del Globo Tricolore.
“Grazie a “Italia in the World” per aver portato avanti questo progetto nonostante le difficoltà - ha detto Vincenzo Arcobelli, Consigliere Cgie negli Stati Uniti, durante il suo intervento -. Gli italiani all’estero sono ambasciatori dell’Italia nel mondo, e noi ci siamo subito messi a disposizione per aiutare questa lodevole iniziativa nata l’anno scorso. Nessuno si aspettava la pandemia, ma coi mezzi limitati che avevamo a disposizione abbiamo fatto tanto”. 
Anche Carlo Ciofi, Consigliere Cgie per il Comitato Tricolore Italiani nel Mondo, ha ringraziato l’organizzazione per quanto fatto: “quando ho visionato il film del Colonnello Carlo Calcagno, eroe dei nostri tempi, sono stato molto provato. E mi sono trovato di fronte ad una situazione che merita l’aiuto di tutti, anche delle nostre istituzioni. Tutti dovremmo prendere come esempio questa storia, perché quello che sta sopportando questo signore è più della pandemia. Dobbiamo dirci, tra noi, che “sì, la pandemia è dura, ma questo signore sta passando cose molto più forti”. Le nostre comunità sono una risorsa e il MAECI sta facendo di tutto per aiutare le nostre comunità”.
I VINCITORI
Da Sydney (Australia), Veronica Olivetto con #Siamo: un'associazione nata per aiutare gli italiani bloccati all'estero: “Support Italian in Australia - Migrants Organisation”; da Brisbane (Australia), Mariangela Stagnitti con #ItalianBusinessWomensNetworkAustralia: una rete di donne italiane in Australia per superare il tragico momento; #LaScienzaNonSiFerma, con Marco Martinelli e l'istituto superiore Sant'Anna. Seguitissimo sui social: showman, cantante, conduttore, ballerino ma soprattutto uno scienziato: da Rai Scuola a Rai 1, da NY a Roma passando per Pisa alla scuola superiore Sant'Anna dove ha conseguito il dottorato di ricerca in biotecnologie vegetali. Marco Martinelli ha documentato come i ricercatori, anche sotto pandemia, non si siano mai fermati; #MaiArrendersi, sport, è il motto del Colonnello del Ruolo d'Onore dell'Esercito Italiano, Carlo Calcagni. Un campione sportivo e atleta del Gruppo Paralimpico della Difesa. Ma soprattutto un eroe dei nostri tempi che quest'estate ha portato a termine la sfida ciclistica "l'everesting10k" e l'impresa “epica” del Monte Grappa. Ex paracadutista, pilota e istruttore dell'esercito, nel corso di una missione di peacekeping in Bosnia, viene contaminato da sostanze tossiche. Un nemico invisibile che ha colpito oltre mille soldati italiani di cui 400 hanno già perso la vita. Da allora il colonnello Calcagni è costretto a sottoporsi ad invasive terapie farmacologiche. Oggi la sua diagnosi è di malattia multiorgano, neurodegenerativa, cronica, progressiva e irreversibile. Nel suo corpo sono stati trovati 28 metalli pesanti tra cui due radioattivi: 22mila volte oltre i valori di riferimento. I medici del Breakspear Medical di Londra ritengono che la vita di Carlo sia un miracolo. Il colonnello Calcagni è un esempio nel mondo del valore italiano e di quanto la forza di volontà riesca persino a ingannare la morte, facendosela amica per costringerla a restare sempre un passo indietro rispetto alla vita; la comunicazione con il regista Saverio Simoncelli ed il fotoreporter internazionale Alberto Giuliani, fotografo dell'anno 2020, che hanno documentato con Gianfranco Ioele il difficile lavoro dei soccorritori della Croce Rossa di Pesaro; #LaVoceDelMare, con l'associazione Marevivo che durante il lockdown è riuscita a registrare i suoni del mare e sperimentare la didattica a distanza le scuole italiane; l'istruzione #LaMiaScuolaMiÈVicina con l'Istituto Ungaretti di Melzo, Milano: esempio eccellente di scuola digitale per la Didattica a Distanza tanto da affiancare altri istituti italiani nel difficile percorso scolastico durante il lockdown; la cucina italiana nel mondo, #ProtestaRumorosa con la Federazione Italiana Cuochi per portare all'’attenzione dei media la grande ferita che questa emergenza sta causando al settore ospitalità; il matrimonio, #IlGiornoPiùBelloDellaVita scomparso nel giro di pochi giorni ma che Sabrina Cannas ha messo in salvo. Ventiquattro storie di un amore "trasformato" da progetto matrimoniale a "momento di riesame" con tantissime incertezze, ma una sola sicurezza: "rimandare non significa annullare, che essere uniti non significa stare vicini, che l'amore non si arrende". Succede in uno scenario bellissimo della Basilicata, a Maratea, perla del Tirreno, sotto la statua del Cristo Redentore. Un luogo amato dagli sposi è diventato il simbolo della "Rinascita" dal lockdown e la speranza per quanti hanno dovuto in questo periodo superare dure prove nella loro storia d'amore; a musica e i social: #SiamoItaliani con gli One Next: 6 adolescenti, già famosi sui social. Durante il lockdown hanno collaborato con il piccolo Coro Amadeus per interpretare il brano del cantautore Giuseppe Povia. Difficile la ricerca della tonalità giusta con l'audio proveniente da smartphone o da videochiamate; la musica e le tradizioni: #SiamoRomani. Ci sono canzoni in dialetto che vengono tramandate dai nostri connazionali nel mondo. Eredità culturale molto importante come quella del cantautore, musicista e commediografo Maurizio Fortini, Presidente dell’Accademia “I Musici” di Roma; la chiusura delle città: #DistantiMaUniti con una storia dalla Calabria il borgo autentico di Roseto Capo Spulico; e dalla Campania #AcaricaeNapule per capire come Napoli ha vissuto il lockdown, visto dal giovane fimaker Raffaele Accarino; il turismo: Angelina Fadda e Danilo Verta sono i protagonisti di questo docufilm #GirlsInItaly dedicato al turismo italiano nel mondo. Come rilanciarlo? Semplice: specializzandosi in un format per turiste che vogliono visitare il nostro Bel Paese attraverso il turismo esperenziale e trasformativo; il teatro per l'Integrazione e l'intercultura #IoFaccioLaMiaParte. Come Boccaccio nel suo Decameròn (non subire passivamente la paura del contagio, non sprecare il tempo nell’attesa, sdebitandoci con la fortuna di essere vivi) cosi con il progetto Decamerone Coop22 si è gestita l'emergenza e all'interno dei centri d'accoglienza per i richiedenti asilo. "Il Covid- 19 non è razzista, non guarda al colore ma si permette di contagiare chiunque e non c'è colore della pelle, differenza di religione, di ceto o di etnia che lo fermi. Che questa immane tragedia possa trasformarsi in qualcosa di buono e puro": Stefano Luci e LaCiurma Storta. (lu. matteuzzi\aise) 

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