“NOVECENTO. UN SECOLO IN BILICO TRA FRAGORI DI GUERRA E TENTATIVI DI PACE”: STUDENTI FRIULANI E SLOVENI A LEZIONE DI STORIA

“NOVECENTO. UN SECOLO IN BILICO TRA FRAGORI DI GUERRA E TENTATIVI DI PACE”: STUDENTI FRIULANI E SLOVENI A LEZIONE DI STORIA

TRIESTE\ aise\ - Martedì prossimo, 3 dicembre, a Trieste, nella sede dell’ICTP-Centro internazionale di fisica teorica dell’Auditorium dell'ex-Sissa, dalle 9.00, si terrà l'incontro “Novecento. Un secolo in bilico tra fragori di guerra e tentativi di pace”, con cui prenderà avvio il progetto didattico “L'onda lunga della Grande Guerra nella storia del '900”, promosso dall’Organizzazione di volontariato culturale “Radici&Futuro” di Trieste – con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Casali - a completamento delle iniziative assunte in occasione del Centenario del primo conflitto mondiale.
La manifestazione, alla quale parteciperanno circa 300 studenti di nove scuole (tra medie inferiori e superiori) di Trieste, Buie, Pola, Fiume e Graz, ha un duplice scopo.
“Da un lato infatti - spiega il segretario generale di “Radici&Futuro”, Laura Capuzzo – si cercherà di trarre un bilancio del percorso compiuto dal 2013 in poi dalla nostra associazione, con i sei progetti varati per il Centenario della Grande Guerra e in cui sono stati coinvolti complessivamente più di 1.500 giovani e un centinaio di docenti italiani e stranieri. Dall'altro lato – continua Capuzzo – in considerazione di ESOF 2020 e di quanto prevede in particolare il progetto studiato per quest'anno scolastico, intendiamo allungare lo sguardo oltre il periodo del primo conflitto mondiale, sconfinando dal campo della storia in quello della scienza per raccontare le vicende di un secolo tormentato com'è stato il Novecento”.
I lavori, moderati dal programmista-regista RAI Massimo Gobessi, si apriranno pertanto con la proiezione del video “Cent'anni dopo, giovani e Grande Guerra”, introdotto dall'insegnante Evelina Batagelj, cui seguiranno gli interventi di Laura Capuzzo, che presenterà il progetto “L'onda lunga della Grande Guerra nella storia del '900”, e di Raoul Pupo, docente di Storia contemporanea all'Università di Trieste, che svilupperà il tema “Terre di frontiera, terre di sangue”.
Dopo questo inquadramento storico, la seconda parte della manifestazione sarà dedicata ad una breve riflessione sul bivio di fronte al quale si è trovata nel secolo scorso e si trova tuttora la scienza: lavorare per vincere le guerre o per contribuire alla pace. A tal fine al centro dell'attenzione saranno tre figure di scienziati che hanno attraversato il Novecento, particolarmente significative per il diverso tipo di atteggiamento che hanno assunto davanti a questo dilemma.
Fritz Haber, il chimico tedesco premio Nobel nel 1918, le cui ricerche resero possibile l'uso durante la Grande Guerra dei gas tossici come armi di distruzione di massa, sarà ricordato tramite la proiezione del video di History Channel “La guerra con i gas”, mentre le diverse scelte di carattere pacifista fatte da due fisici di altrettanto prestigio - un uomo, Albert Einstein, anche lui premio Nobel nel 1921, e una donna, Lise Meitner, più volte candidata al Nobel - entrambi impegnati contro l'utilizzo dell'energia nucleare per scopi bellici, saranno invece rievocate attraverso la lettura scenica “Albert sul divano” di Lorenzo Acquaviva e Giovanni Boni, in collaborazione con gli studenti Pietro Furlanetto, Riccardo Gondolo, Caterina Di Vitto ed il maestro Giuseppe Corrieri del Liceo musicale “Giosuè Carducci” di Trieste, e mediante una conversazione di Simona Cerrato, divulgatrice scientifica di Sissa- Medialab, sul suo libro “La forza nell'atomo. Lise Maitner si racconta”, con introduzione dell'insegnante Marina Del Fabbro.
Nell'ultima parte della manifestazione si parlerà di futuro, non certo per fornire risposte ai molti interrogativi che lo avvolgono, ma portando due esempi di come storia e scienza possano aiutare a costruirlo.
Il primo esempio sarà dato proprio dai giovani italiani, austriaci, tedeschi, croati partecipanti in questi anni del Centenario ai progetti di “Radici&Futuro” che, attraverso i loro lavori (fumetti, racconti, foto, video e riflessioni) raccolti nel libro “Suggestioni triestine. I giovani raccontano la Grande Guerra”, fresco di stampa per le Edizioni Bora.
L'altro esempio verrà dalla proiezione della video-intervista concessa dall'astronauta dell'ESA Paolo Nespoli a Pif per la trasmissione RAI “Caro Marziano”. Nespoli porterà testimonianza dell'esperienza compiuta a bordo della Stazione spaziale internazionale che oggi, al comando per la prima volta di un altro astronauta italiano, Luca Parmitano, costituisce la più grande e pacifica occasione di collaborazione scientifica della storia, derivata dal superamento delle tensioni della guerra fredda e della corsa allo spazio tra russi e americani, che hanno caratterizzato la seconda metà del Novecento.
Le scuole aderenti al progetto “L'onda lunga della grande guerra
nella storia del '900” sono il Liceo classico e linguistico “Petrarca”, l’I.S.I.S. “Carducci-Dante”, il Liceo scientifico “Oberdan” e le secondarie di primo grado “Divisione Julia” e “Brunner” di Trieste, insieme a quattro istituti stranieri: tre sono scuole italiane in Croazia, la “Leonardo da Vinci” di Buie, la “Dante Alighieri” di Pola e il Liceo di Fiume, mentre una è una scuola estera con l’insegnamento dell’italiano, il Liceo Seebacher di Graz.
Il progetto, che ha tra i suoi partner Anteas Trieste Volontariato e il Comando Militare Esercito Friuli Venezia Giulia ed al quale collabora l'Institut für Theoretische und Angewandte Translationswissenschaft della Karl Franzens Universität di Graz, è patrocinato dalla Prefettura e dal Comune di Trieste, dall'Unione Italiana, dal Consolato onorario d'Austria e dal Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università di Trieste. (aise) 

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