RENATO ZILIO: TRENTA EDIZIONI PER IL “PRETE DI FRONTIERA”

RENATO ZILIO: TRENTA EDIZIONI PER IL “PRETE DI FRONTIERA”

ROMA\ aise\ - Taglia il traguardo della trentesima ristampa “Dio attende alla frontiera”, il libro del missionario scalabriniano Renato Zilio, edito da Emi – editrice missionaria italiana. Il libro è “un invito forte e urgente a crescere in apertura di mente e di cuore, a passare dal principio di identità a quello di alterità, di solidarietà”. A metà tra diario e reportage, il libro raccoglie gli incontri, in varie forme, di padre Renato Zilio con l’Altro, il migrante, colui che “fa sua patria il mondo”. Con comunità italiane all’estero, con comunità filippine, latinoamericane o portoghesi.
Sono quadri della sua missione in Europa e in Africa, dove emigrazione, periferie, dialogo tra culture e religioni fanno da cornice e da sfondo al tema principale: la frontiera. “Luogo per eccellenza dell’incontro, del confronto, di orizzonti nuovi”.
Uscire, aprirsi all’altro. Costruire un mondo nuovo, più umano, non contrapposto. Perchè “i sistemi si oppongono, gli uomini si incontrano”. Tutto questo si rivela, oggi, urgente nella nostra società italiana, ancorata ai modi e ai ritmi di un “piccolo mondo antico”.
Queste fresche e brillanti pagine giornalistiche, - oggi alla trentesima ristampa - suggerite da incontri quotidiani a Parigi, Ginevra, a Londra, nel Sahara con persone o comunità “di frontiera” si fanno esperienza viva, attuale e trasformante. Anche per il lettore. La prefazione è di
Cristóbal López Romero, cardinale, ben noto arcivescovo di Rabat (Marocco).
Ma non è un libro. È un invito forte, insistente, ad andare alla frontiera della nostra fede, del nostro mondo. Del nostro modo di essere. Per vivere valori oggi indispensabili come l’ascolto, il dialogo, l’empatia, il saper vivere-insieme pur differenti, l’apertura di mente e di cuore. È là che Dio ci attende. Da sempre.
Renato Zilio, nato a Dolo (Ve) nel 1950, è missionario scalabriniano. Ha fatto studi universitari a Padova in campo letterario, e a Parigi in teologia, conseguendo un master in teologia delle religioni. Ha fondato e diretto il Centro interculturale di Ecoublay in regione parigina, e diretto a Ginevra la rivista “Presenza italiana”. Dopo aver lavorato a Gibuti, a Fès, a Londra e a Marsiglia, attualmente è impegnato a Loreto come Direttore Migrantes per le Marche. Ha pubblicato “Parole dal deserto” (Paoline ed.), “Lettere da Gibuti” (EMP ed.), “Elogio della differenza” (Paoline ed.), “Vangelo dei migranti” (EMI ed). (aise) 

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