“Second generation italics nelle migrazioni italiane del passato e nelle nuove mobilità”: la nuova inchiesta del Centro Altreitalie

ROMA\ aise\ - Il fenomeno migratorio nel terzo millennio, che il Covid ha solo parzialmente rallentato, induce ad interrogarsi sulla complessità e le peculiarità dell’ibridazione culturale, linguistica della nuova generazione di italiani nati fuori dai confini nazionali, figli di coloro che hanno lasciato il Paese negli ultimi vent’anni. Le famiglie transnazionali, caratterizzate da dinamiche complesse, non sono state ancora sufficientemente considerate negli studi sulle mobilità contemporanee. Diversi interrogativi sono infatti ancora in attesa di risposta: quali sono le peculiarità di queste nuove famiglie? Qual è il ruolo delle istituzioni italiane nell’aiutarle nell’educazione dei figli? Quali legami culturali mantengono con l’Italia? Come si mantengono i rapporti a distanza nelle famiglie allargate transnazionali? Quali sono i riferimenti linguistici e culturali dei figli delle nuove mobilità?
La nuova inchiesta del Centro AltreitalieSecond generation italics nelle migrazioni italiane del passato e nelle nuove mobilità” ha affrontato questi temi attraverso interviste e un questionario on line e sarà disponibile il prossimo dicembre nel numero monografico di Altreitalie 63 sul sito web www.altreitalie.it.
Maddalena Tirabassi, direttrice del Centro Altreitalie, ha intervistato sei esperti, essi stessi con figli cresciuti all’estero, per esaminare le complesse dinamiche che regolano la vita delle famiglie multiculturali. Dall’inchiesta emergono nuclei con all’interno tre o quattro nazionalità e si hanno testimonianze di case in cui si parlano altrettante lingue.
La lingua italiana è comunque il canale prescelto dai genitori per trasmettere la cultura italiana ai figli, come esamina anche Alvise Del Pra’ analizzando i risultati del questionario a cui hanno risposto circa 300 persone; e ciò è vero sia nelle famiglie con entrambi i genitori italiani sia nelle cosiddette “miste”. Anche se, come emerge dalle analisi degli esperti, molto spesso si tratta solo dell’italiano parlato, perché lettura e scrittura richiedono tempo e organizzazione da parte dei genitori.
I risultati del questionario e delle interviste confermano l’analisi della disanima dell’evoluzione della lingua italiana nel mondo, effettuata nella prima parte della ricerca, che mostra come le politiche dello Stato italiano siano oggi più concentrate sulla diffusione della lingua italiana, attraverso eventi e corsi per italofili e appassionati, e non abbiano ancora preso sufficientemente in considerazione questa nuova generazione di italiani.
L’italicità viene così trasmessa attraverso i comportamenti, come la visita a un museo, il racconto della storia del paese di provenienza, il sedersi attorno alla tavola per consumare cibi italiani, le vacanze in Italia, le conversazioni con i nonni via web. Il ruolo dei nonni è esaminato da Brunella Rallo, coordinatrice del blog Mamme di Cervelli in fuga, attraverso 20 interviste in profondità contenute nella terza parte della ricerca. In queste si registra una lunga serie di escamotage, che i nonni usano per mantenere vivi e solidi i contatti con i nipoti all’estero, che vanno dalle semplici telefonate e videochiamate alla registrazione della lettura di fiabe, alla narrazione di aneddoti famigliari e racconti della storia, ad ingegnosi metodi per portare con sé prodotti originali italiani in occasione delle visite ai nipoti. A questo proposito va rilevato che mentre la pandemia non sembra aver inciso troppo sui numeri delle uscite dall’Italia, almeno per le migrazioni più qualificate, il mondo per le famiglie transnazionali in questi due anni si è allontanato impedendo o riducendo drasticamente i momenti di incontro sia in Italia sia fuori.
Cosmopolitismo, europeismo, l’importanza della diversità emergono con forza da molte interviste quali tratti emergenti nelle nuove famiglie transnazionali. Le pluri-identità delle nuove mobilità sembrano svilupparsi spontaneamente accogliendo selettivamente usi e costumi italiani, inclusa la lingua. Ma è vero per le famiglie di chi ha istruzione, mezzi e attenzione nei confronti della cultura italiana: la maggioranza potrebbe aver bisogno di maggior aiuto da parte del paese di partenza. (aise)