4 NOVEMBRE 2018: 100 ANNI DALLA FINE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE/ LA POSIZIONE DELLA FIVL

4 NOVEMBRE 2018: 100 ANNI DALLA FINE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE/ LA POSIZIONE DELLA FIVL

ROMA\ aise\ - “Il 4 novembre di quest’anno ricorreranno i 100 anni dalla fine dela Grande Guerra. Sul Corriere della Sera del 9 agosto è apparso il commento di un lettore friulano che contesta la proposta di rendere quella data festa nazionale.
Per la precisione, il lettore si chiede: “Festa per la vittoria?” e si risponde “Non c’è stata nessuna vittoria: tutti hanno perso”.
Ha risposto alla lettera Aldo Cazzullo, il quale fa presente che si tratta di una delle poche lettere contrarie alla proposta di rendere festiva (almeno in questo anno) la Giornata del 4 novembre”.
Comincia così il comunicato del presidente della FIVL (Federazione Italiana Volontari della Libertà) Francesco Tessarolo riguardo la recente polemica tra un lettore del Corriere della Sera e lo storico e giornalista Aldo Cazzullo.
“Segue poi una serie di argomentazioni”, prosegue Tessarolo, “con cui Cazzullo esprime la propria convinzione a favore, affermando tra l’altro che “Sul Piave e sul Grappa si combatte per salvare la Patria e le famiglie, per evitare che ad altre donne italiane toccasse quel che stavano subendo le friulane e le venete al di là del fiume, per difendere il miracolo dell’unificazione avvenuta appena mezzo secolo prima.”
Segue poi la frase conclusiva di Cazzullo che mi induce a intervenire proprio a sostegno e condivisione di quanto egli sostiene. Dice infatti il giornalista: “C’è dietro il tono della sua lettera, gentile lettore, l’eco di quel distacco dalla storia nazionale, di quello sprezzo per quanto di buono e di coraggioso hanno fatto i nostri padri – nel Risorgimento, nella Grande Guerra, nella Resistenza – che è molto nelle corde del nostro tempo, in cui si pensa che essere italiani sia una vergogna o una sfortuna. Resto convinto però che non sia così.”
“Non possiamo che sentirci in sintonia con Aldo Cazzullo”, afferma il presidente della FIVL, “che ben esprime quello che possiamo chiamare il sentimento di “attaccamento alla Patria”. La storiografia di questi anni ci ha riservato pagine tristi su quanto avvenne nel corso della Grande Guerra (ricordiamo solo le tragiche fucilazioni di soldati che avevano disobbedito agli ordini rifiutandosi di andare incontro a morte certa assaltando obiettivi assolutamente imprendibili), e nel corso della Resistenza (ricordiamo a questo proposito il clima di odio e di vendetta che portò durante la lotta di liberazione e anche a guerra finita, alla uccisione di persone senza alcun processo e senza alcun motivo se non la contrapposizione di carattere ideologico). Tutto ciò che di sbagliato ci fu, in qualche modo si è disvelato e ha trovato sede nei libri di testo scolastici, nella filmografia, nei dibattiti culturali e anche nella posizione espressa dal lettore che dice “non c’è nulla da festeggiare, perché tutti hanno perso”.
“Anche noi come Cazzullo continuiamo a credere che non sia così, perché se è vero che si sono disvelate le pagine orrende del nostro passato, ancora oggi continuano a emergere le pagine che rivelano storie di grande umanità, coraggio, coscienza del sacrificio, rispetto della persona. Pagine e pagine, scritte sui monti, nelle città, nei campi di concentramento, nelle canoniche, nelle case dei ricchi e dei poveri, nelle fabbriche e nei casolari. Ovunque emerse la cattiveria, l’invidia, l’ideologia, ma ancora più spesso la passione e la compassione per gli uomini, anche per quelli che portavano divise di altro colore”.
Conclude Francesco Tessarolo: “Continuo a credere nello spirito che animava i miei conterranei veneti che presero le armi dopo l’8 settembre per andare sui monti con i partigiani, e che portarono dentro il loro cuore il monito del loro parroco che gli disse “Andate, fate il vostro dovere, fatelo con coscienza, ma ricordatevi sempre di non sparare mai per primi”. Ecco il senso di quello che ritengo essere il sentimento di “Attaccamento alla Patria” e che mi fa dire che è giusto pensare a una giornata in cui se ne ricorda il valore”. (aise) 

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