A lavoro per la Commissione Ue: Monica Menapace si racconta a “Mondo Trentino”

TRENTO\ aise\ - Trentina e funzionaria presso la Commissione Europea a Bruxelles, Monica Menapace è la protagonista del nuovo appuntamento di MondoTrentino, il portale dell’Ufficio emigrazione della Provincia autonoma di Trento, che si occupa dei corregionali all’estero.
Riportiamo di seguito il testo integrale della sua intervista.
D. Chi sei e da dove vieni?
R. Mi chiamo Monica Menapace, ho 53 anni, vengo da Tassullo, un piccolo paese in Val di Non, dove torno in media ogni due mesi per trovare mia madre. Dal 1996 vivo a Bruxelles, sono sposata ed ho due figli di 16 e 18 anni.
D. Quale percorso di studi e di formazione hai fatto?
R. Ho studiato sociologia a Trento svolgendo in contemporanea vari lavori (PAT, e poi insegnante di scuola primaria per due anni). Ho studiato per 9 mesi all'università di Monaco di Baviera con il programma Erasmus, che all'epoca esisteva da solo un anno. Dopo la laurea, ho passato il concorso per insegnante di ruolo ma non ho mai preso servizio in quanto mi sono trasferita a Bruxelles. Ho continuato gli studi alla VUB, Università di Bruxelles, conseguendo due master post-laurea in studi europei ed in management. In contemporanea ho svolto varie attività professionali, tra cui un anno presso un'organizzazione europea nel settore delle imprese sociali (con una borsa per tirocinio dell'Università di Trento) e 3 anni per l'ufficio di Bruxelles della società finanziaria della regione Valle d'Aosta. Dal 2001 lavoro come funzionaria alla Commissione Europea. Fino al 2019 ho lavorato nel settore della ricerca (attualmente il programma Horizon Europe).
D. Dove ti trovi ora e cosa fai esattamente?
R. Attualmente lavoro alla Direzione Generale Istruzione, gioventù, sport e cultura dove mi occupo di politiche per le scuole. Con questo posto mi sembra di chiudere il cerchio iniziato con la mia formazione di insegnante (istituto magistrale), la mia partecipazione come studente al programma Erasmus durante gli studi universitari, la mia (breve ma significativa) esperienza come insegnante, la gestione di programmi e progetti di ricerca europei nel campo delle scienze sociali e dell'istruzione per finire a lavorare per il programma Erasmus e le politiche comunitarie per l'istruzione.
D. Quando hai iniziato a lavorare come insegnante e cosa ti ha portato a trasferirti in Belgio?
R. Ho lavorato due anni come supplente annuale durante gli studi universitari. La mia vita professionale sembrava già stabilita quando ho passato il concorso per entrare in ruolo ma ci si è messo di mezzo Cupido! Ho lasciato il Trentino per seguire il mio compagno che viveva in Belgio, la cosa non è durata, ma Bruxelles mi è tanto piaciuta che ci sono rimasta da single felice. È una città fantastica con molte opportunità formative, professionali e sociali per i giovani.
D. Quando è iniziata la tua carriera alla commissione europea? e cosa ha significato all’inizio per te lavorare per l’UE? mentre oggi?
R. La mia carriera è iniziata dopo 6 anni di varie esperienze professionali e formative in Belgio. Ho passato il concorso come funzionaria nel 2000 ed iniziato nel 2001. Lavorare in un'istituzione comunitaria vuol dire poter collaborare ad un progetto di Europa in cui credo, in un ambiente stimolante dove non si finisce mai di imparare. È stato così all'inizio e lo è anche ora, dopo 22 anni di servizio.
D. In questi periodi come quello che stiamo passando oggi di guerra e ancora di pandemia, come avete vissuto e state vivendo questi momenti difficili?
R. La pandemia è stata difficile per me come per tanti altri expat. Non ho potuto vedere mia madre (gravemente malata) per un anno! Come per tanti altri settori, la pandemia ha inoltre cambiato il nostro modo di lavorare. Tra le tante conseguenze terribili della guerra in Ucraina c'è l'arrivo di un numero molto alto di giovani rifugiati da accogliere nei sistemi scolastici. Il servizio della Commissione in cui lavoro sta attivando una serie di iniziative di supporto a Stati membri, scuole ed insegnanti per accompagnare i nuovi arrivati nei loro percorsi formativi.
D. Hai famiglia a Bruxelles? sei ancora molto legata al Trentino e all’Italia in generale?
R. Vivo con mio marito e mia figlia. Mio figlio più grande ha iniziato l'università nei Paesi Bassi quest'anno. Mia madre, le mie sorelle e le loro famiglie sono in Trentino. Sono molto legata al Trentino. Mi sento europea, italiana, trentina e "nonesa" al punto di parlare spesso con i miei figli in dialetto noneso (e loro lo capiscono!). Anche loro sono molto legati al Trentino, veniamo regolarmente in tutte le stagioni ed ogni volta la bellezza del Trentino ci sorprende sempre di più.
D. Come si vive a Bruxelles al di là del lavoro, com’è il clima? il cibo? le persone? e il rapporto con il mondo belga?
R. Il clima è l'unico punto dolente per il mio vivere in Belgio. L'inverno è troppo buio, grigio, umido! Non fa freddo ma manca la luce. Spesso mi manca il colore del cielo del Trentino. Il resto dell'anno invece si sta molto bene. Bruxelles è una città cosmopolita, si sentono parlare talmente tante lingue! L'offerta culturale è ottima, è facile conoscere gente. Ma Bruxelles è anche una città molto verde, con parchi bellissimi. Sono felice di vivere qui in Belgio anche se vivere all'estero diventa complicato e triste quando i genitori lontani si ammalano e avrebbero bisogno della presenza dei figli. Non escludo di tornare a vivere in Trentino in futuro, mi piacerebbe molto.
D. Sappiamo che recentemente hai sostenuto un incontro in una scuola a Cles raccontando e raccontandoti, immaginiamo, com’è andata, ce ne vuoi parlare? ti piacerebbe ripetere l’esperienza?
R. Con l'iniziativa "back to school" i funzionari dell'Unione europea visitano le scuole dove hanno studiato ed incontrano i ragazzi per parlare del loro percorso e delle opportunità che l'Europa offre ai giovani. È stata un'esperienza bellissima ed emozionante!
D. Ti senti di rivolgere un messaggio anche data tutta la tua esperienza al Trentino, ai trentini che ci leggono e a tutta la Community di MondoTrentino?
R. Non fate come me che mi sono resa conto della bellezza del Trentino solo quando me ne sono andata! Godetevi la nostra bellissima regione”. (aise)