A Porzus la Festa degli Emigranti con l’Associazione Partigiani Osoppo

UDINE\ aise\ - Si terrà a Porzus, piccolo borgo sui monti del Friuli, domenica prossima, 26 settembre, la Festa degli Emigranti.
Porzus, tristemente noto per l’eccidio dei partigiani bianchi, è un luogo simbolo del Friuli, ma anche dell'Italia intera e dell'Europa, perché nei suoi dintorni si sono concentrati i conflitti che hanno interessato l'Europa nel XX secolo. A Porzus, da oltre venti anni, l’Associazione Partigiani Osoppo rende omaggio a una generazione che, dopo aver combattuto sui vari fronti di guerra e dopo aver lottato per liberare la propria Patria si è impegnata per la ricostruzione del nostro Paese. Molti di costoro hanno lavorato sodo nelle proprie borgate, molti altri hanno dovuto prendere le vie dell’emigrazione, quasi sempre facendosi strada nei luoghi dove è giunto. Nel corso della manifestazione verranno ricordati tre partigiani della Osoppo che sono mancati nel corso dell’ultimo anno e che nella loro vita hanno percorso le strade della emigrazione: Lionello Cossettini “Nello”, emigrato in Australia, Giovanni Zucchiatti, “Zuan” che ha lavorato in molti paesi nel campo della industria petrolifera, e Benito Menis, emigrato fin dall’immediato dopoguerra a Milano.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito invece a un fenomeno inverso, ovvero milioni di uomini e donne provenienti dai più vari continenti che vengono nella nostra Europa a cercare un riscatto che nei propri luoghi di origine non è possibile. Uomini e donne che fanno difficoltà ad inserirsi in un contesto sociale, economico e culturale assai diverso da quello di provenienza. Ma anche il nostro tessuto sociale fa difficoltà ad accoglierli: "Sono tanti, sono troppi, non capiscono la nostra lingua, non capiscono le nostre leggi, a volte sono poco rispettosi, molti vivono di espedienti quando non di vere e proprie azioni di delinquenza.": sono questi i discorsi che spesso sentiamo dire dalla nostra gente.
“Ma negli ultimi anni – afferma il presidente dell’APO Roberto Volpetti - abbiamo assistito alla esplosione di un altro fenomeno: un numero sempre maggiore dei nostri giovani, che appartengono alla generazione di "Erasmus", prende la strada della emigrazione verso luoghi dove ritengono di potersi meglio esprimere ed avere successo, luoghi che paiono essere più adatti alla loro mentalità e alla loro formazione, cresciuta di pari passo con il fenomeno della globalizzazione.
“In questo tormentato tornante della storia – prosegue il presidente Volpetti - ci troviamo nella necessità di affrontare contemporaneamente tre fenomeni: il primo, rendere omaggio e sostenere la generazione dei padri e delle madri che con duro impegno e fatica ha ricostruito il nostro Paese, donandoci anni di benessere visti poche volte nella storia; il secondo l'accoglienza di un numero imponente di persone provenienti dai paesi poveri del mondo in cerca di ospitalità e fortuna, accontentandosi di fare lavori che spesso noi italiani non vogliamo più fare, ma creando seri problemi di inserimento; ed infine il terzo la crescita esponenziale di giovani italiani che preferiscono lavorare e spesso costruire legami familiari all'estero.”
“Quest'anno l’Associazione – conclude Volpetti - ha deciso di dedicare l’attenzione a quest'ultimo fenomeno: verrà infatti presentato il recente studio di Massimo De Liva, con il quale sono stati esaminati i dati statistici dell’ultimo decennio e dai quali emerge la crescita esponenziale del numero di nostri ragazzi che decidono di vivere la loro vita in altri paesi del mondo.” (aise)