Acli Baviera: con lo spirito di Falcone e Borsellino si sradica la mafia

MONACO DI BAVIERA\ aise\ - Ricorre il trentesimo anniversario dell'efferato attentato al Giudice Falcone e alla sua scorta, vittime innocenti della cruenta e spietata mano della mafia che con 500 kg di tritolo, lungo l'autostrada verso Palermo, a Capaci, tentava con quella strage di affermare il male e la corruzione di organizzazioni malavitose in Sicilia, negando ogni finalità di giustizia e progresso. Le ACLI Baviera, in una nota stampa in occasione del 30° anniversario della tragica vicenda, attende ancora "verità da affermare, d'ancorare fermamente ai principi di legalità, un superamento di depistaggi che feriscono il sacrificio di Giudici, Magistrati, Servitori dello Stato, vittime di criminali mafiosi senza scrupoli né rispetto".
“Il 23 maggio 1992 un atroce delitto, le cui immagini rimangono vive e sconcertanti nella memoria, che richiamano e collegano agli eventi del mese del luglio successivo, a Palermo, dove in un ulteriore attentato d'inaudita ferocia, il Giudice Borsellino pagava con la vita la sua opposizione, senza tregua, alla violenza devastante mafiosa, per affermare valori di coesistenza civili inalienabili - ha scritto Carmine Macaluso, Presidente delle Acli Baviera -. Tutti questi avvenimenti, sacri alla memoria, pretendono una verità definitiva da affermare e diffondere, perché tutti noi, cittadini animati da rettitudine e probità, possiamo con fermezza e coraggio abbattere e cancellare le ordalie mafiose, disgrazia ed infamia, per un intero Popolo e Nazione”.
“In una fase in cui l'Assemblea regionale siciliana attende il voto degli Elettori, sia l'intera classe politica del futuro in grado di superare gli atteggiamenti prevaricatori, da parassiti, tipici della cultura mafiosa diffusa e, ancora percepibile nella gestione clientelare della politica, nella mancata difesa e protezione dell'ambiente, nella mancata crescita economica, nell'inadeguata proposta turistica e valorizzazione del patrimonio culturale - ha aggiunto Macaluso -. Accade spesso che i luoghi in cui si nasce impongano ai propri Cittadini una sorta di irredimibile dittatura, un'inesorabile tirannia dalla quale non tutti riescono a sottrarsi: ma proprio gli esempi di vita, di coraggio e rispetto delle istituzioni coniugati e perseguiti dai Giudici Falcone e Borsellino, impongono un risveglio duraturo e di scelte conseguenti delle nostre coscienze, sempre e dappertutto. È improponibile e moralmente inaccettabile che personaggi di ieri, notoriamente collusi con la mafia e per questo condannati a lunghi anni di carcere, oggi si ripresentino sulla scena politica e ripropongano il loro ruolo di mediatori e proponenti! Un'offesa che lacera ferite mai cicatrizzate, una sfida di inaccettabile indecenza”.
“Insieme - ha concluso infine il Presidente delle ACLI Baviera -, nello spirito di Falcone e Borsellino, si combatte e si sradica la mafia, mostrando la sua vera identità liberticida e carogna per affermare che più ancora della militanza, bisogna estirpare e debellare i comportamenti che ne caratterizzano la mentalità”. (aise)