Agroalimentare nel Mediterraneo: Riccaboni confermato alla presidenza della Fondazione PRIMA

BARCELLONA\ aise\ - Il professor Angelo Riccaboni, rappresentante italiano del Ministero Università e Ricerca, già Rettore dell’Università di Siena, è stato eletto Presidente della Fondazione PRIMA per un ulteriore triennio, con voto unanime dei rappresentanti dei 19 Paesi partecipanti all'Iniziativa, nella riunione del Board of Trustees che si è svolta martedì scorso, 28 giugno, a Barcellona.
La Fondazione è incaricata di attuare il Programma PRIMA (Partnerships for Research and Innovation in the Mediterranean Area), un'iniziativa congiunta della Commissione Europea e di 19 Paesi dell'area Euro-Med, 11 membri dell’UE (Cipro, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovenia, Spagna) e 8 non-EU (Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Tunisia, Turchia) che promuove e finanzia progetti di ricerca e innovazione sui sistemi agroalimentari sostenibili e la gestione delle risorse idriche nel bacino del Mediterraneo. Il Programma è dotato di un budget di circa 500 milioni di euro finanziato dalla Commissione europea e dai 19 Paesi euromediterranei.
Eletto nel 2017, confermato nel 2020, Riccaboni ha guidato il Board della Fondazione nei molti impegni che hanno caratterizzato il lancio dell’iniziativa, l'apertura dei primi bandi di finanziamento, il rafforzamento del Programma, l’attivazione di collaborazioni strutturate con le principali istituzioni, quali la Commissione Europea, la FAO e l’Unione per il Mediterraneo. Sotto la guida del prof. Riccaboni, la Fondazione PRIMA, in linea con lo European Green Deal e le principali strategie proposte dalla Commissione europea, ha partecipato attivamente alla riflessione sui sistemi agroalimentari sostenibili nell’ambito del Food System Summit promosso dalle Nazioni Unite nel 2021, contribuisce all’attuazione delle Mission della Commissione Europea (Soil, Ocean, Climate), ha consolidato sinergie capaci di rafforzare i legami istituzionali con vari attori e partner di riferimento.
Nei quattro anni di attività PRIMA ha garantito un finanziamento per ricercatori e innovatori che ammonta a 230 milioni a favore di quasi 1600 unità di ricerca nel Mediterraneo, per un totale di 168 Progetti. Tra questi 129 vedono la partecipazione dell’Italia, con 60 direttamente coordinati da un ente italiano per un valore complessivo di circa 52 milioni di euro.
“La riconferma della Presidenza della Fondazione PRIMA al Prof. Riccaboni – ha commentato Maria Cristina Messa, Ministro dell’Università e della Ricerca - è un importante riconoscimento per il ruolo che in questi anni l’Italia ha ricoperto nell’ambito di questo progetto e un ulteriore stimolo a proseguire in questo percorso. PRIMA è uno strumento su cui abbiamo investito e stiamo investendo: il Mediterraneo diventerà ancora più centrale nel contesto storico che stiamo attraversando e poter guidare le politiche europee in quest’area credo sia strategico”.
“Sono felice del consenso ottenuto e di poter proseguire alla guida della Fondazione PRIMA, con il sostegno del Ministero Università e Ricerca e degli altri 18 Paesi – ha evidenziato poi il professor Riccaboni –. Il Programma, con l'importante ruolo della Commissione, ha enormi opportunità per contribuire alle sfide della sicurezza alimentare e di una gestione sostenibile delle risorse naturali, diventati di ancor maggior rilievo a causa della guerra in Ucraina e particolarmente urgenti in un'area chiave come il Mediterraneo”.
Di fronte allo scenario attuale di frammentazione e incertezza globale, il mandato di Angelo Riccaboni come Presidente della Fondazione PRIMA assume una rilevanza ancora più ampia e importante, sia nella prospettiva di diplomazia scientifica, che da sempre ha caratterizzato PRIMA, sia per la promozione di uno sviluppo sostenibile quanto mai necessario per la crescita inclusiva e il benessere della regione mediterranea.
La rielezione del Professore italiano ai vertici del programma di ricerca internazionale rappresenta anche un riconoscimento per il ruolo che l’Italia e il Ministero dell’Università e Ricerca hanno svolto e continuano ad avere all’interno di PRIMA, un ruolo che mette il nostro Paese al centro della ricerca e innovazione in un settore strategico come l'agroalimentare. (aise)