La pandemia e gli emigrati italiani nelle riflessioni di Franco Ferrarotti sull’ultimo numero di Abruzzo nel Mondo

L’AQUILA\ aise\ - “La pandemia ci priva del prezioso apporto degli emigrati di ritorno”. I profondi effetti sociali, culturali ed economici della pandemia rispetto al rapporto dei nostri emigrati con le loro località d’origine, il cui ritorno è reso difficile dalle problematiche sanitarie, sono al centro delle riflessioni di Franco Ferrarotti, decano della sociologia italiana, sull’ultimo numero del bimestraleAbruzzo nel Mondo”, quello di maggio-giugno 2021.
Spesso si trascura la funzione economica svolta dagli emigrati – “un fatto spesso dimenticato” - sottolinea il sociologo che pure evidenzia come la funzione culturale degli emigrati sia altrettanto importante: “gli emigrati che tornano nei villaggi dove sono nati portano con sé, inevitabilmente, novità culturali”. Ma “l’odierna pandemia” – scrive Ferrarotti – “che ha bloccato i viaggi, ci priva del prezioso apporto degli emigrati di ritorno. Ma la pandemia non è eterna. Passerà. La vita riprenderà tutti i suoi diritti”. Le riflessioni del sociologo, che ha accolto la richiesta di offrire il suo pensiero ai lettori della rivista, va comunque oltre il contingente, con lo sguardo allargato alla mobilità degli immigrati extraeuropei nel nostro Paese.
Il tema del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è al centro dell’articolo di Nicola Mattoscio, economista e presidente dell’Associazione Abruzzesi nel Mondo che si sofferma sulla visione europeista del premier Draghi, la quale permette di aprire “una fase risolutiva per provare ad invertire il lungo trend di declino del Paese, che dura ormai da oltre un quarto di secolo”. Tra gli interventi infrastrutturali richiamati gli interventi per l’ammodernamento della tratta ferroviaria Roma-Pescara, rimasta sostanzialmente inalterata rispetto a quella inaugurata nel 1888, come documentano alcune illustrazioni d’epoca.
In “Anche se lontani”, Maria D’Alessandro dall’Argentina esprime alcune riflessioni sulla crisi dell’associazionismo. Propone anche la poesia “Sradicamento” per esprimere il suo stato d’animo, comune a tanti emigranti, diviso tra terre diverse.
Con questo numero si apre la rubrica “L’Abruzzo che ispirò i pittori scandinavi”, una galleria di opere della scuola di fine ‘800 creata da Kristian Zahrtmann a Civita d’Antino, finora e quasi del tutto sconosciuta in Italia a causa del terremoto che colpì drammaticamente la Marsica nel 1915. Le opere appartengono alla collezione Della Fondazione Pescarabruzzo e sono da poco esposte presso l’Imago Museum di Pescara. Nell’odierno numero “Corteo nuziale in Abruzzo” di Zahrtmann del 1896.
Il giornalista e scrittore Goffredo Palmerini segnala il magnifico libro “Abruzzo luoghi e visioni – Transiti di luce” di Giuseppe Smerilli, fotografo molisano vissuto a Vasto, per il progetto editoriale di Pierpaolo Bellucci. Le immagini in b/n sono arricchite da testi in italiano e in inglese di autorevoli studiosi e storici, tra cui Francesco Sabatini, Tiziana D’Acchille, Dante Marianacci, Italo Zannier e altri, che si avventurano in una sorta di viaggio tra centri minori e luoghi appartati che conservano un fascino antico. Antonio Bini scrive della torre medicea, simbolo di Santo Stefano di Sessanio, che dopo 12 anni dal terremoto del 2009 torna a dominare dall’altro il piccolo borgo fortificato all’interno del Parco del Sasso d’Italia.
In un altro articolo descrive il primo metodo pubblicato in Italia per imparare a suonare la zampogna, edito dall’editore milanese Dantone Music e curato dal giovane e brillante musicista abruzzese Manuel D’Armi. La pubblicazione è bilingue (italiano/inglese) e comprende la prefazione dell’ing. Marco Tomassi, della Liuteria di Montecassino, ritenuto il più qualificato costruttore di zampogne italiano, con l’antico strumento - simbolo della civiltà pastorale - che sembra conoscere un nuovo interesse dopo anni di oblio.
Generoso D’Agnese si occupa di due personaggi del cinema americano, entrambi di origini abruzzesi, lo scomparso Felix Silla (il cugino IT nella serie degli Addams) e Joe Lettieri, al quarto Oscar per gli effetti visivi del film Avatar. Nella rivista si annuncia l’imminente uscita del libro di Dom Serafini “I messaggeri d’Abruzzo nel mondo”, edito da Il Viandante, che racconta di cento personaggi abruzzesi, sparsi nei vari continenti. Il volume, che sarà presentato dal 4 al 17 luglio in varie città abruzzesi, contiene anche gli interventi di Antonio Bini, Goffredo Palmerini e dell’attore Federico Perrotta. Si parla anche dell’autobiografia romanzata “Il Pescatore di sogni” di Marco Maria Ferrari, delle borse di studio indette dalla Federazione Abruzzese del Michigan (FADM), del riconoscimento UNESCO per il GeoPark Maiella, ecc.
Nel numero in corso di spedizione compare l’ultimo articolo su Dante Alighieri scritto da Mario Nardicchia, scomparso nei giorni scorsi. Uomo di profonda cultura è stato tra i fondatori dell’Associazione Abruzzo nel Mondo e costante presenza nella rivista. Altre scomparse riguardano le figura di Amedeo Di Ludovico, imprenditore e figura di riferimento dell’emigrazione abruzzese in Venezuela e quella di Antonio Rullo, che fu giovanissimo partigiano della Brigata Maiella. Ricopriva la carica di vice presidente della Fondazione Brigata Maiella.
Oltre all’edizione cartacea per gli abbonati, la rivista è disponile sul sito www.abruzzomondo.it. (aise)