Lione città del mosaico grazie ai mosaicisti friulani

LIONE\ aise\ - “Lione è una città d’arte musiva grazie ai Mosaicisti friulani!”. A dirlo è Danilo Vezzio, presidente del Fogolar Furlan di Lione.
“Siamo nel 2022 ed in questa città celebreremo il centenario della creazione della Scuola Irene di Spilimbergo, scuola unica al mondo, che ha esportato su tutti i continenti migliaia dei suoi mosaicisti, ed in particolare a Lione - ha spiegato ancora Vezzio -. L’antica Lione si chiamava Lugdunum, chi dice città romana, dice mosaico romano, ma nel nostro caso è soprattutto friulano! I primi mosaicisti friulani arrivarono già negli anni 1850 con la famiglia Mora che appunto dimostrarono le loro competenze al recupero dei mosaici antichi, al servizio dei Monuments Historique francesi, e dei famosi architetti Viollet Le Duc, Prosper Mérimée, ma anche alla realizzazione di mosaici di grande valore storico ed artistico che fanno ora parte dei circuiti turistici internazionali.
“Lione l’italiana” è anche friulana, dunque, “è una città del mosaico, grazie alle opere dei friulani Mora, Facchina, Bertin-Castellan, il cui talento è tuttora visibile su edifici prestigiosi come la Basilica di Fourvière, chiamata da alcuni la Cappella Sistina del Mosaico, oppure nelle mistiche cripte di Saint Nizier e Saint Pothin”.
Ma la realizzazione dei mosaici in zona lionese non si ferma a questi “maestri”, la storia ha continuato con gli umili artigiani del “mosaico-terrazzo veneziano” poi con l’arrivo dei mosaicisti formati dalla Scuola Mosaicisti del Friuli.
“In zona Lione vive tuttora un buon numero di questi artigiani d’arte - ha spiegato ancora Vezzio -, che hanno dimostrato brillantemente il loro straordinario know how esclusivamente friulano, quello del mosaico Scuola Spilimberghese. La Suola Mosaicisti del Friuli dà un risalto particolare al Friuli, ed ai suoi emigrati che hanno esportato la loro maestria ottenendo rispetto e ammirazione”.
La municipalità di Lione ha messo dunque a disposizione, in centro città, il prestigioso sito degli Archives Municipales de Lyon. La Scuola Mosaicisti del Friuli esporrà opere eccezionali, uniche al mondo, e rimarranno esposte da novembre a marzo 2023. In queste Archives Municipales nel 2014 e per più di sei mesi si era svolta con immenso successo la mostra “Lyon l’Italienne”, dove i mosaicisti friulani erano già presenti. Ma la richiesta di una più ampia dimostrazione di questa “Arte del Mosaico” è stata molto forte, ed il centenario di creazione della Scuola Mosaicisti Friulani è un’eccellente occasione per realizzare una mostra a cui il Fogolâr Furlan di Lione si è impegnato a fondo”.
Si suole dire che gli emigrati siano gli “ambasciatori dell’Italia all’estero”. “Si può discutere su questo - ha aggiunto infine il presidente del Fogolar Furlan Lione -, ma di sicuro esiste una diplomazia del Mosaico, è evidente che i mosaicisti friulani di Spilimbergo sparsi su ogni continente, sono davvero dei diplomatici, a Lione, le loro tracce sono visibili, ammirate da turisti del mondo intero…sono mani friulane, spesso callose, gonfiate dalla calce, screpolate dal cemento, ma mani di ambasciatori dell’eternità”. (aise)