Lione: i mosaicisti friulani celebrano la scuola Mosaicisti de Friuli

UDINE\ aise\ - Fra i milioni di friulani sparsi nel mondo, una buona percentuale sono mosaicisti-terrazzieri, ex allievi della Scuola Spilimbergo, naturalmente. Lione, l’antica Lugdunum, capitale delle Gallie, ne ha accolti un numero considerevole. Friulani che vivono tuttora nella città francese e che ora stanno preparando delle mostre di arte musiva, per commemorare il centenario della Scuola Mosaicisti de Friuli nata nel 1922.
Una mostra di mosaici è già in corso, poiché “il friulano” Domenico Annarelli espone nel triclinio della Villa di “zio Licinio” non lontano da Lione.
Zio Licinio, probabilmente ciociaro, era un businessman del secondo secolo DC. Aveva fatto fortuna in Gallia, tanto che si era fatto fare una villa di lusso sulle rive del grande fiume Rodano, l’autostrada fluviale dell’epoca, un po' come Gianni Versace a Miami. La sua domus era dotata di tutti comfort del secondo secolo: balneum, ipocausto, frigiderium, tepidarium, caldarium e naturalmente opus tessellatum cioè “mosaico”. È qui, col mosaico, che i friulani entrano in ballo.
La villa di zio Licinio è stata scoperta recentemente, comportava uno splendido mosaico nel suo triclinio-sala da pranzo, ed è stato recuperato, restaurato, ora è esposto in un piccolo incantevole museo che serve anche da sala mostra per artisti contemporanei.
Non si esclude che siano stati dei mosaicisti friulani, probabilmente aquileiesi, a realizzare il pavimento di zio Licinio. Questa ipotesi non impedisce Domenico Annarelli membro eminente del Fogolâr Furlan di Lione, di esporre attualmente 65 opere musive proprio nel triclinio di “zio Licinio”.
Domenico Annarelli è francese, ha origini ciociare anche lui, ma è stato recentemente naturalizzato friulano, per volontà del Fogolar Furlan, infatti come ogni mosaicista di rispetto, egli appartiene alla “scuola spilimberghese”. È un virtuoso della martellina e del tagliolo, la raffinatezza, la precisione del taglio, è la “griffe” della Scuola di Spilimbergo.
“Siamo fieri di Domenico – ha detto Danilo Vezzio, presidente del Fogolar Furlan di Lione -, che ha espresso il desiderio di essere “mosaicista friulano” come lo sono alcuni dei suoi maestri, quindi è stato accolto a braccia aperte nel sodalizio friulano. Domenico è la prova vivente dell’eccellenza della Scuola Spilimberghese che ha esportato mani, ma anche saputo trasmettere una competenza unica al mondo, la sua “fattura” è reperibile tra mille mosaici, ed è una griffe tutta friulana!”.
“I mosaicisti friulani di Lione, tutti membri del Fogolâr Furlan locale, apprezzano il lavoro di Domenico, lo considerano erede della loro arte e lo incaricano di trasmettere in Lugdunum-Lione il suo know how, il saper fare, tutto friulano, del mosaico – ha aggiunto ancora Vezzio -. Continueremo a raccontarvi storie di mosaicisti friulani nel “foresto”, il centenario della Scuola Mosaicisti del Friuli è un eccellente occasione per evidenziare, questo fiore all‘occhiello del Friuli”. (aise)