Una condanna che criminalizza la solidarietà: la Filef vicina a Mimmo Lucano

ROMA\ aise\ - “L’oscena sentenza che condanna Mimmo Lucano e tutta l’esperienza di Riace è una decisione di chiaro segno regressivo. Con questa condanna, che inasprisce persino le richieste del Pubblico Ministero, viene criminalizzata un’esperienza di solidarietà umana, di accoglienza, di integrazione culturale che ha costituito un esempio ed un modello apprezzato in tutto il mondo”. Questa la netta opinione della Filef - Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie, riguardo il caso dell’ex sindaco Mimmo Lucano, condannato ieri in 1° grado a 13 anni di carcere.
“Una società che considera un reato aiutare i bisognosi - spiega la Filef esprimendo la sua solidarietà a Lucano -, dar da mangiare agli affamati, vestire gli ignudi, accogliere lo straniero e curare i malati, è una società che ha smarrito l’umanità e va cambiata radicalmente. La solidarietà è vietata e sanzionata a meno che non venga gestita secondo i canoni neoliberisti di affidamento ai privati per fare profitti”.
“È inaccettabile - sottolinea ancora la Federazione - che alcuni ambienti della magistratura provino a ritagliarsi un ruolo politico alla vigilia delle elezioni in Calabria. È inaccettabile che un modello di accoglienza e di integrazione che ridava dignità ad un’area degradata dallo spopolamento venga criminalizzato e abbattuto”.
“Sembra di assistere ad un’alleanza di fatto tra chi opta per i respingimenti e al contempo incentiva una nuova emigrazione dal meridione vero le aree più ricche, mentre le mafie scorrazzano ormai dovunque compresi i salotti buoni delle regioni del centro-nord”, evidenzia ancora la Federazione.
La Filef esprime dunque piena “solidarietà a Mimmo Lucano” e inoltre “ribadisce gli apprezzamenti della esperienza di Riace continuando a lavorare per l’accoglienza e la costruzione di una società in cui le differenze siano apprezzate per il loro valore e la loro ricchezza”. (aise)