Una nazione da costruire: al Museo dell’emigrazione di Frossasco la presentazione del libro di Sandro Bozzolo

TORINO\ aise\ - Il Museo Regionale dell’Emigrazione di Frossasco, comune della città metropolitana di Torino, ha organizzato la presentazione del libro di Sandro Bozzolo “Una nazione da costruire. Cinque percorsi migranti tra l’Italia e la Colombia (1810 - 1920)”, in programma sabato prossimo, 19 giugno, alle ore 18.00 nel giardino antistante il Museo. In caso di maltempo i convenuti saranno accolti nella sala conferenza interna, fino a esaurimento posti.
Un focus inedito, per il Museo frossaschese, le cui attività di divulgazione culturale non avevano ancora avuto modo di soffermarsi sull’emigrazione verso questa parte di America latina. La presenza italiana in Colombia, infatti, è rimasta inferiore, dal punto di vista quantitativo, rispetto a quella registrata in altri Paesi del continente. Non si registrano neanche colonie vere e proprie, se si escludono quelle di Bogotá e Barranquilla. La Colombia sembra essere stata una meta “di ripiego” per i migranti italiani, i quali spesso l’hanno raggiunta addirittura per sbaglio. Privo delle attrattive presenti in altri Paesi, il territorio ha imposto ai migranti un’autonomia maggiore, dovuta al disinteresse dei governi italiani e colombiani, poco interessati a disciplinare un fenomeno giudicato secondario.
Eppure la presenza di emigrati italiani in Colombia, il cui radicamento non è stato esente da forti fenomeni di discriminazione, ha interessato settori importanti quali quelli della cultura, dell’economia, della politica, imprimendo una carica innovativa che ha tracciato il cammino verso una modernità nazionale. Sandro Bozzolo ricostruisce la storia dell’emigrazione italiana nel Paese attraverso il racconto biografico di cinque emigrati che hanno raggiunto la Colombia tra il 1810 e il 1920: l’eroe mercenario delle guerre di indipendenza Geronimo Lagomarsino alias Carbonò, l’autore della prima rilevazione cartografica della Nueva Granada Agostino Codazzi, l’imprenditore Giovan Battista Mainero, il commerciante Ernesto Cerruti e i fratelli Francesco e Vincenzo Di Domenico pionieri del cinema colombiano. I loro profili, magistralmente collegati al contesto socio-politico e culturale colombiano, sono stati ricostruiti grazie ad accurate ricerche condotte in archivi e biblioteche colombiane e italiane, integrate dal ricorso a fonti orali e ben supportate da un attento esame della storiografia sull’emigrazione italiana in Colombia.
Sandro Bozzolo, Dottore di ricerca in Migrazioni e Processi culturali presso l’Università degli Studi di Genova, è uno storico e un visual etnhographer. Un giovane studioso (classe 1986) che però ha già alle spalle una carriera di tutto rispetto, con all’attivo più di quindici opere tra libri, documentari e cortometraggi. Tantissime, poi, le collaborazioni con l’Unione Montana Alta Val Tanaro, Slow Food, Università di Genova, Università di Torino, Camera di Commercio di Genova, Camera di Commercio di Savona, ATL del cuneese…
Il Museo Regionale dell’Emigrazione procede dunque nella sua attività di studio e analisi delle mobilità in uscita dal nostro Paese, cercando nuove strade per fornire interpretazioni diverse e valorizzando i saperi che emergono dal territorio. Come quelli di Sandro Bozzolo, il cui percorso lavorativo in fieri farà certo ancora parlare di sé. (aise)