IL COVID A SAN FRANCISCO E NELLA BAY AREA NELLA COMUNITÀ ITALIANA

IL COVID A SAN FRANCISCO E NELLA BAY AREA NELLA COMUNITÀ ITALIANA

ROMA\ aise\ - La vita della comunità italiana di San Francisco e della Bay Area ha cambiato drasticamente la vita giornaliera di tutti noi. Era il 13 marzo quando il Governatore della California ordinò la chiusura completa di tutte le attività commerciali in California. Per coloro che avevano attività commerciali come me fu una pugnalata al cuore non avendo mai sperimentato una cosa del genere. Capimmo pero che questa chiusura era per il bene di tutti e stare a casa per un mese non era poi così male. Questa pandemia giunta negli Stati Uniti seminava malati e morti in crescita giorno dopo giorno. In poco tempo tantissime persone si misero a lavorare da casa e scoprirono che potevano fare lo stesso lavoro che andavano in ufficio. I giovani della nostra associazione si organizzarono per fare la spesa agli anziani, alcuni iniziarono un tam tam via computer e per telefono con coloro che erano soli a casa. Alcuni inviarono mascherine a Milano quando le mascherine non si trovavano per niente. Io stesso ero sempre al telefono con i miei impiegati che avevano bisogno di sapere come fare le domande per la disoccupazione o dove potevano trovare i pagamenti per le due ultime settimane di lavoro. Un giorno dovetti tornare in albergo per definire queste pratiche e la tristezza fu tanta nel vedere questo gigante vuoto.
Dobbiamo ringraziare il Consolato Italiano di San Francisco che sotto la guida del Console Lorenzo Ortona tenne gli uffici aperti per aiutare i cittadini italiani che dovevano rientrare in Italia mentre le compagnie aeree cancellavano voli ora per ora, e per aiutare anche coloro che qui abitavano. I pasti per gli anziani, sostegno ai ristoratori, riunioni via zoom con la comunità, assistenza ai carcerati ed altre attività che ci hanno tenuti vicini al Consolato.
Oggi piano piano stiamo tornando alla vita normale, molti dei ristoranti italiani stanno riaprendo anche se con attività limitata. Molti però non riapriranno. Questo è il caso di Biba a Sacramento un rinomato ristorante italiano che per trentacinque anni aveva sfornato il miglior cibo italiano, Biba Caggiano aveva poi scritto diversi libri e molti firmati per le televisioni americane e canadesi. Possiamo consolarci sul fatto che sono riprese le vendite dei vini e del cibo italiano e speriamo che ne prossimi mesi si possa tornare alla normalità per poter organizzare le nostre feste, le nostre cene, i nostri incontri e rivedere così amici e parenti. (rino bertini*\aise)
*Presidente del Tuscany Club of California 

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