AFRICA OCCIDENTALE, CONTRO LA PANDEMIA SENSIBILIZZAZIONE E CREATIVITÀ - DI MAURA PAZZI

AFRICA OCCIDENTALE, CONTRO LA PANDEMIA SENSIBILIZZAZIONE E CREATIVITÀ - di Maura Pazzi

ROMA\ aise\ - “La sede dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) di Dakar è referente per le iniziative di cooperazione in otto paesi in Africa occidentale (Senegal, Capo Verde, Gambia, Guinea, Guinea Bissau, Mali, Mauritania e Sierra Leone) e, nelle sue azioni di intervento, promuove un approccio regionale e partenariati tra attori della società civile. L’idea, alla base, è quella di puntare sullo scambio di competenze e di esperienze pregresse per migliorare la qualità e l’efficacia delle azioni, tenendo in considerazione il fattore umano e la sua innata capacità di creare valore”. Così scrive Maura Pazzi - responsabile società civile e cooperazione decentrata sede Aics di Dakar, in Senegal, su “Oltremare”, il magazine online della Cooperazione italiana allo sviluppo, che ha pubblicato l’articolo nei giorni scorsi. Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
“La sede Aics di Dakar è in costante contatto con le numerose Organizzazioni della società civile (Osc) italiane che operano nell’area, con una particolare attenzione sia all’analisi degli aspetti tecnici e finanziari dei progetti che vengono promossi e affidati, sia alla promozione della collaborazione con i cooperanti e gli operatori umanitari che sono sul terreno.
Le tematiche di intervento delle Osc variano da paese a paese. In Senegal si lavora sulla promozione agricola, su quella del diritto alla salute riproduttiva, sulla creazione di piccole e medie imprese innovative, sulla formazione professionale. A Capo Verde si punta sul sostegno alle cooperative di donne e sul turismo responsabile; in Guinea Bissau sull’inclusione di persone con disabilità e donne che hanno subito violenza; in Guinea sul rinforzamento del sistema di salute e sulla promozione del diritto all’identità; in Gambia ci sono interventi che facilitano il recupero e il reinserimento di bambini di strada; in Sierra Leone si lavora alla promozione della salute.
L’epidemia di Covid-19, nell’area, è arrivata ad inizio marzo e, contro le previsioni catastrofiste di alcuni, ha preso piede in modo non esponenziale. Ogni governo ha attivato misure di contenimento del contagio. Le frontiere e gli spazi aerei di tutti i paesi sono state chiusi in maniera quasi contemporanea e la circolazione tra regioni vietata. Le popolazioni sono state sottoposte a misure di semi quarantena e di coprifuoco più o meno rigide e, in alcuni casi, all’obbligo della mascherina nei luoghi pubblici e nei trasporti. Divieto di assembramenti, chiusura dei luoghi di culto, contenimento degli orari di apertura dei mercati, riduzione dei passeggeri sui trasporti. Ognuno ha cercato, a suo modo, di fare tesoro delle esperienze dei paesi già colpiti dal virus e di lavorare sulla prevenzione. La Sierra Leone ha da subito lanciato un’iniziativa con i giornalisti per contrastare le fake news, che si erano invece diffuse in Senegal. Capo Verde ha chiuso i collegamenti tra le isole mentre in Gambia si stentava a dare credito alla diffusione del virus.
Le Osc si sono trovate confrontate a tutto questo, dimostrando resilienza e creatività. Le difficoltà di chi deve gestire un budget vincolato ad azioni specifiche da realizzare in tempi precisi non sono poche. Aics ha concesso di estendere la durata dei progetti di massimo 4 mesi per “emergenza Covid-19”, ma sono rimasti tanti problemi da risolvere. Alcuni dei nostri cooperanti erano a fine mandato, pronti a lasciare il paese e si sono trovati costretti a restare. Il rischio “burn out”, in queste situazioni, è sempre alto se non si riceve l’adeguato supporto psicologico, per questo, alcune Osc hanno prontamente attivato un servizio di supporto a distanza per chi si è trovato nell’impossibilità di muoversi. La realtà del mondo pre-Covid-19 era che, mal che andasse, in 48 ore si sarebbe stati in grado di raggiungere casa, bastavano un passaporto, un visto valido e una carta di credito. Oggi non è più così e questa nuova condizione inevitabilmente crea ansia e preoccupazione in chi vive lontano dai propri cari. Molti dei cooperanti in Senegal o in Mali, invece, hanno volontariamente scelto di non rientrare e vivere in loco questo evento storico, osservando l’evoluzione dell’epidemia e le scelte delle autorità per orientare i propri progetti.
Le misure di contenimento dell’emergenza sanitaria hanno portato con sé difficoltà economiche e necessità di gestione delle derrate alimentari per i nuclei più vulnerabili. In linea generale le Osc italiane hanno optato per mantenere gli obiettivi iniziali dei loro interventi e hanno dedicato altri fondi alle azioni di prevenzione del virus. Cisv Senegal ha deciso di sostenere una piccola sartoria nella confezione di 3000 mascherine da distribuire gratuitamente e di attivare una campagna di sensibilizzazione via WhatsApp trasferendo a tutti i propri contatti i messaggi già convalidati dalle autorità sanitarie nelle varie lingue del paese. Iscos Senegal ha ottenuto un finanziamento per la realizzazione di trasmissioni radio sul tema del Covid-19 nelle 7 lingue parlate nella regione della Casamance, registrandole successivamente su chiavette usb che insieme a 200 radio solari saranno distribuite agli ambulatori delle zone rurali non coperte dai media. Un’occasione per inserire al contempo trasmissioni su temi legati alla salute. Aifo Guinea ha realizzato una campagna di sensibilizzazione tramite spot radio, la produzione di un clip musicale e supporti di comunicazione sui gesti barriera. Bambini del deserto ha attivato gruppi di sostegno per genitori per supportarli nella gestione della paura nei bimbi in età pre-scolare sostenendo, insieme a Village Pilote,la realizzazione di mascherine da donare ai bambini di strada. Cospe a Sedhiou, nel sud del Senegal, ha deciso di mettere a disposizione parte del suo organico al distretto medico nell’ottica di rafforzare le campagne di prevenzione. In Mali numerose sono state le iniziative di sensibilizzazione e le misure di contenimento adottate a testimonianza, ancora una volta, di soluzioni ingegnose che possono essere realizzate insieme ai partner locali. Anche in questa occasione le Osc hanno dimostrato la loro capacità di lavorare a fianco dei beneficiari con passione e competenza”. (aise) 

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