MOZAMBICO: NUOVO PROGETTO CONTRO LE MALATTIE CRONICHE PER SPEZZARE IL CIRCOLO DI POVERTÀ E MALATTIA

MOZAMBICO: NUOVO PROGETTO CONTRO LE MALATTIE CRONICHE PER SPEZZARE IL CIRCOLO DI POVERTÀ E MALATTIA

MAPUTO\ aise\ - È stato lanciato oggi, 10 settembre, a Maputo, alla presenza di Maria Benigna Matsinhe, vice direttrice del dipartimento di salute pubblica del ministero della sanità mozambicano, il nuovo progetto contro le malattie croniche in Mozambico, sviluppato da Medici con l’Africa Cuamm in collaborazione con il programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio e AIFO.
Malattie come diabete e ipertensione colpiscono sempre più frequentemente anche l’Africa. Scarsa educazione, poca prevenzione e stili di vita non salutari sono le cause principali dell’aumento della loro diffusione nel continente africano. Per le donne si aggiunge anche la minaccia del cancro alla cervice, facilmente prevenibile in occidente, ma ancora poco conosciuto in Africa.
È la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a sottolineare il rapporto tra malattie croniche non trasmissibili e povertà: persone e famiglie più povere hanno stili di vita meno salutari e sviluppano quindi sindromi come diabete e ipertensione, che nei paesi poveri richiedono terapie costose e non sono sostenibili dai singoli. Per questo si innesca un circolo vizioso di povertà, mancato accesso alle cure e mancato sviluppo. Un circolo da spezzare con interventi mirati e a lungo termine.
“In Mozambico – spiega Giovanna De Meneghi, rappresentante paese di Medici con l’Africa Cuamm – più del 30% della popolazione soffre di ipertensione e tra il 5 e 8% di diabete. Intervenire per prevenire e trattare le malattie croniche è una priorità per il Cuamm, per non trasformare problemi gestibili in una minaccia di salute globale, con costi più pesanti per sistemi sanitari già molto fragili, ma anche per le famiglie e per i singoli cittadini”.
“L’ipertensione e il diabete sono in aumento in Mozambico, anche a causa della crescita economica e dell’allungamento della vita – afferma il dottor Fausto Ciccacci, tra i responsabili degli interventi sanitari del programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio – ma questo porta ad una doppia sfida per il sistema sanitario mozambicano: le malattie croniche emergenti accanto alle purtroppo ancora diffuse malattie della povertà. Questo progetto rappresenta per Sant’Egidio un ulteriore passo a sostegno del Ministero della salute per il benessere della popolazione mozambicana”.
Il nuovo progetto presentato oggi da Medici con l’Africa Cuamm, in collaborazione con il programma DREAM di Sant’Egidio e AIFO, vuole contribuire concretamente al raggiungimento dell’Obbiettivo di Sviluppo del Millennio 3.4: entro il 2030 ridurre di un terzo la mortalità prematura da malattie non trasmissibili attraverso la prevenzione e il trattamento e promuovere benessere e salute mentale.
Il progetto verrà sviluppato con il sostegno economico di Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), per un investimento di oltre sette milioni di euro in tre anni. Per dare una risposta concreta al problema delle malattie croniche, anche in Africa, a beneficio di una popolazione di oltre 370.000 persone.
IL PROGETTO
Tre province coinvolte: Maputo, Sofala e Zambezia. Due ospedali e dodici centri di salute, per portare la prevenzione e il trattamento di ipertensione, diabete e cancro alla cervice nei villaggi, fino all’ultimo miglio del sistema sanitario.
Medici con l’Africa Cuamm è capofila dell’intervento triennale, che vede coinvolti anche AIFO e Comunità di Sant’Egidio e che vuole portare servizi sanitari di qualità in Mozambico, innestandosi nel sistema sanitario nazionale già esistente.
Formazione dei medici locali e del personale sanitario il primo fronte di intervento: solo con il trasferimento di conoscenze sui temi delle malattie croniche sarà possibile la prevenzione e il trattamento di ipertensione e diabete. Medici con l’Africa Cuamm, favorendo la collaborazione tra medici mozambicani ed esperti internazionali, ha di recente contribuito alla stesura delle prime linee guida di trattamento del diabete mozambicane, che saranno il punto di riferimento scientifico del progetto.
Anche per il cancro alla cervice il progetto favorirà il potenziamento dell’approccio già in uso di diagnosi e trattamento immediato con crioterapia, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Allo stesso tempo il progetto prevede anche l’equipaggiamento delle strutture sanitarie con attrezzatura e medicinali, oltre che attività di screening e sensibilizzazione nella comunità, ma anche di raccolta dati e ricerca operativa. (aise) 

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