ONG: L’IMPEGNO DI AOI PER L’EMERGENZA CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO

ONG: L’IMPEGNO DI AOI PER L’EMERGENZA CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO

ROMA\ aise\ - Un team di dirigenti di Organizzazioni socie di AOI (Associazione delle Ong Italiane) ha volontariamente deciso di attivarsi da più di 2 settimane per fornire informazioni utili ad affrontare le situazioni di rischio del personale delle Ong espatriato, aiutandolo a restare in sicurezza nei Paesi o garantendone l’eventuale rientro in Italia.
L’associazione resta impegnata nel dialogo con la Farnesina e con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo per salvaguardare progetti e iniziative in essere che si sono dovute interrompere a causa della pandemia coronavirus.
Per farlo, spiega l’associazione, è stata lanciata una campagna di raccolta e diffusione dei dati sulle attività che le organizzazioni di solidarietà, cooperazione e volontariato internazionale aderenti ad AOI stanno realizzando nell’emergenza Covid19 in Italia e all'estero: numeri relativi all'impiego di personale professionale e volontario delle organizzazioni, medici e paramedici, operatrici e operatori del sociale, educatrici ed educatori, dirigenti in attività di emergenza nelle varie aree del Paese.
Si tratta di circa 1500 operatori - tra dipendenti e volontari - impegnati soprattutto in attività di sostegno alle fasce di popolazione più vulnerabili, supporto medico rifugiati, minori e senza fissa dimora, distribuzione di pasti e spese solidali, informazione sui rischi di contagio e supporto nell'applicazione delle direttive, educazione a distanza, sostegno ai partner locali nelle attività di solidarietà internazionale.
“La responsabilità sociale e la sussidiarietà sono valori fondanti dell’AOI, perché lo sono per le realtà associate”, afferma la Portavoce AOI, Silvia Stilli. “Non avremmo certo potuto dimenticarcene in questa emergenza globale: il covid-19 si sta diffondendo purtroppo in tutti i Paesi, va contrastato con misure di prevenzione e sanitarie e vanno attivati ammortizzatori e sostegni diretti alle persone e comunità più socialmente a rischio”.
Fine ultimo della raccolta e diffusione dei dati di cui si farà portavoce l’Associazione è dunque quello di rispondere con dati e fatti alle nuove illazioni e fake news sull’assenza dalla scena drammatica delle Ong italiane che vede le persone malate, sole, in difficoltà e intere comunità colpite dalla pandemia. (aise) 

Newsletter
Archivi