Cooperazione: Amref e CCM insieme per l’Africa

ROMA\ aise\ - Il 2020 è stato per tutti soprattutto l’anno della pandemia. Il Covid ha mostrato al mondo quanto la salute sia una questione globale, imponendo un fronte comune per la sua tutela. Proprio in quest’anno così complicato è nata, nell’ambito della cooperazione internazionale impegnata in campo sanitario, una nuova realtà italiana che mette in pratica gli insegnamenti appresi in molti anni di lavoro sul campo grazie all’unione di due Ong molto attive in Africa: Amref Health Africa Italia e il Comitato Collaborazione Medica.
Le due organizzazioni non governative, che vantano oltre 50 anni di esperienza, hanno dato dunque vita alla nuova Fondazione Amref CCM, per rispondere meglio ai sempre maggiori bisogni in salute, grazie a un dispiegamento più elevato di competenze e risorse e a una capacità organizzativa più efficiente ed efficace. La Fondazione proseguirà dunque l’azione delle due realtà, questa volta unite, nelle aree più remote e vulnerabili dell’Africa, con l’obiettivo di garantire l’accesso alla salute a tutte le comunità africane che riesce a incontrare, con ogni mezzo a sua disposizione.
“Nel 1968 c’ero anch’io fra quei giovani, medici e studenti di medicina, che guardavano al diritto alla salute e al giuramento di Ippocrate come a qualcosa di universale e doveroso. Una missione la nostra che ci ha portati a creare il CCM, un’organizzazione intraprendente, appassionata e aconfessionale.” spiega Ugo Marchisio, medico, presidente del CCM e consigliere della neo Fondazione, sintetizzando le basi valoriali comuni alle due realtà che hanno permesso l’avvio del dialogo e guidato il processo di fusione. “Sono stati 52 anni intensi, che hanno visto un cambiamento profondo nel fare e nell’essere attori della cooperazione internazionale. Ci siamo professionalizzati, muovendoci per progetti, strutturandoci in Italia e in Africa. Sempre guidati da due concetti chiave: l’universalità del diritto ad essere curati, anche e soprattutto per le persone più povere e vulnerabili, e lo sguardo orizzontale con le comunità dove operiamo, che si è sempre tradotto in vera collaborazione e nell’impegno a portare la capacità di farcela da soli. L’ultima mia grande soddisfazione come Presidente del Comitato Collaborazione Medica – CCM è la nascita di questa Fondazione, basata su quei concetti chiave da noi sempre sostenuti, primo fra tutti il diritto universale di ogni essere umano alla salute, personale e collettiva”.
La condivisione di questa visione conferma l’impegno della nuova Fondazione verso le persone più povere del mondo, quelle che si trovano nei contesti fragili e marginalizzati, in particolare in Africa sub-sahariana ma anche in Italia. Insieme saranno raggiunte, curate e supportate più comunità e l’unione di conoscenze e competenze permetterà di agire con maggiore forza, aumentandone impatto ed efficienza.
“Stiamo fronteggiando una sfida mai vista, che vede al centro la salute. Resistere oggi, per ricostruire nei prossimi mesi ed anni, lì dove il Covid ha colpito, è il compito di organizzazioni come le nostre. Amref ha da poco pubblicato delle ricerche sugli effetti della pandemia su Hiv/Aids, violenza di genere e ansie dei giovani in Africa. Essi ci parlano di un'onda lunga del Covid, sui servizi di aiuto alle popolazioni in difficoltà, che ci preoccupa. Per una risposta più forte serve un mondo del terzo settore più compatto. Per questo - proseguendo un percorso che era iniziato per noi molto prima della pandemia - ci apprestiamo a realizzare una nuova fusione, con un'altra organizzazione. Uniti contro la frammentazione del settore, uniti per un impatto maggiore nel rafforzare i sistemi sanitari fragili. Il Covid ha accelerato e consolidato la nostra visione del futuro del mondo delle organizzazioni: soggetti più “solidi”, per sfide più complesse e cambiamenti a lungo termine.” – spiega Guglielmo Micucci, Direttore di Amref Health Africa Italia e ora alla guida della nuova Fondazione Amref – CCM che al momento della sua costituzione conta circa 60 programmi di sviluppo in Etiopia, Sud Sudan, Kenya, Somalia, Uganda, Senegal e in Italia, uno staff in Italia di circa 50 dipendenti in 5 sedi – Roma, Milano, Padova, Pisa e Torino. – “Si contano sulle dita di una mano le operazioni di fusione in Italia, e di queste, due sono state portate avanti da Amref. Ma, per noi, è da tempo, la strada più convincente per lo sviluppo di un settore, che ha visto le istituzioni no profit passare da 230mila nel 2001 a 360mila nel 2018, con una crescita media del 2% annuo (ISTAT). Oggi l'incontro con il CCM dà a questo nuovo soggetto un rafforzamento delle competenze in ambito sanitario, maggiore presenza nei territori africani e nelle Regioni italiane. Sono solo alcuni aspetti che ci permetteranno di essere più preparati a sfide complesse e a risposte ambiziose”.
Universalità e collaborazione, impatto ed efficienza indicano la strada della nuova Fondazione, nata ereditando nel suo DNA la certezza che i protagonisti del cambiamento sono e saranno sempre i beneficiari stessi degli interventi e che gli operatori africani e lo sviluppo delle loro competenze sono e saranno sempre al centro dell’azione, perché siano gli Africani, ogni giorno, a prendersi cura dell’Africa.
Amref Health Africa è la più grande organizzazione sanitaria senza fini di lucro che interviene in Africa sub-sahariana dal 1957, anno della sua fondazione a Nairobi, Kenya. Amref Health Africa in Italia inizia la sua attività nel 1987 con l’obiettivo di rafforzare l’impegno internazionale per la salute dei più deboli.
Il Comitato Collaborazione Medica – CCM nasce a Torino nel 1968 da un gruppo di medici impegnato per promuovere e assicurare il diritto alla salute a tutti, soprattutto alle fasce più vulnerabili in Africa e in Italia. (aise)