L’AICS non dimentica la crisi in Afghanistan: il vice direttore tecnico Carmenati al Codeway

ROMA\ aise\ - “L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) è sempre disponibile a parlare di Afghanistan e a dare il suo contributo”. Lo ha sottolineato il vicedirettore tecnico dell’Agenzia, Leonardo Carmenati, durante la seconda giornata di Codeway Expo, la fiera della cooperazione che si chiude oggi, 20 maggio, a Roma.
Carmenati ha partecipato ieri all’evento “Afghanistan: una crisi da non dimenticare” che ha ospitato le testimonianze di istituzioni italiane, centri studi e organizzazioni internazionali, per raccontare la situazione del Paese del Medio Oriente a nove mesi dalla presa di Kabul e del potere da parte dei talebani.
In Afghanistan la cooperazione italiana è presente dal 2002 e ha investito 2,3 miliardi di euro in attività nel settore della giustizia, istruzione, sviluppo agricolo, beni culturali e infrastrutture, ha ricordato Carmenati. “Abbiamo avuto anche qualche successo con la nostra azione, quello che abbiamo fatto in alcune comunità fino al 2021 ha cambiato la prospettiva e la vita di molte persone”, ha affermato.
Dal 15 agosto scorso il paradigma è cambiato e dalla cooperazione si è passati agli aiuti umanitari, ha ricordato il vicedirettore tecnico AICS. “È stato aperto un tavolo presieduto dalla viceministra del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, Marina Sereni, con tutti gli stakeholder della cooperazione, riunendo enti locali, università, società civile, ministeri e diaspore per decidere come operare in aiuto al Paese”, ha riferito Carmenati. “Questo tavolo ha deciso di investire 110 milioni non solo in Afghanistan ma anche nei Paesi limitrofi”.
Oggi, nove mesi dopo “ci auguriamo che la crisi afghana diventi sempre meno crisi e che la comunità internazionale non la derubrichi. La società italiana c’è e vuole dare il suo contributo”, ha detto ancora Carmenati, che ha poi rivolto un appello a non dimenticare le altre aree di crisi come Siria, Mali e Repubblica Centrafricana in cui l’Agenzia ha operato. Quest’anno è salito a 274 milioni il numero delle persone che necessitano di aiuto e protezione, ha concluso Carmenati, citando i dati emersi nell’ultimo rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per gli affari umanitari - Ocha. (aise)