Libia-Italia: attività congiunta nel campo dell’archeologia - di Mario Savina

ROMA\ aise\ - “Lo scorso 22 settembre è stata inaugurata a Tripoli la mostra “Libia-Italia: attività congiunta nel campo dell’archeologia”. Il progetto, che prevede un ciclo di tre mostre ispirate alle tre regioni del paese nordafricano, ha lo scopo di presentare la forte cooperazione tra i due Paesi nel settore dell’archeologia, dando risalto al lavoro svolto dal dopoguerra a oggi dagli archeologi italiani e libici”. A scriverne è Mario Savina, nell’ultima newsletter dell’AIRL - Associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia.
“L’iniziativa, secondo quanto riportato nel comunicato dell’Ambasciata d’Italia a Tripoli, è rivolta principalmente alle scuole locali, che potranno visitare la mostra al Castello Rosso della capitale fino a fine anno. Da gennaio, infatti, l’esibizione si traferirà a Bengasi, capoluogo della Cirenaica.
L’evento, fortemente promosso dalla missione diplomatica italiana e dal Dipartimento delle Antichità della Libia, è stato realizzato grazie al finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale italiano e ideato dalla “Fondazione Meda”.
Un ciclo di tre mostre ispirate a Tripolitania, Cirenaica e Fezzan
La mostra è strutturata in quattro aree. La prima permetterà al visitatore di avere una panoramica storica, dalla prima esplorazione scientifica italiana alla ricerca archeologica del dopoguerra. Nella seconda verranno presentate tutte le missioni archeologiche attive, la loro struttura scientifica e presenza storica: “Questo quadro mette in luce un universo variegato e dinamico, attivo nella conservazione di incisioni rupestri, relitti sottomarini, città antiche (Cirene, Leptis Magna, Sabratha), necropoli e pezzi unici, straordinari reperti come il Tesoro di Misurata, che dimostrano un presenza consolidata e capillare delle missioni archeologiche italiane in Libia”, spiega il comunicato. Una terza area tematica è incentrata sulle biografie di archeologi italiani e libici. Infine, l’arte del restauro è al centro della terza area dell’esibizione.
L’Ambasciata italiana evidenzia che parallelamente al lancio di tale iniziativa, “Cooperazione in mostra”, sono ripresi le attività nella tomba di Mitra, sepolcro romano situato nel centro di Tripoli. A coordinare tali lavori la professoressa Luisa Musso, a capo della Missione Archeologica dell’Università Roma Tre, in coordinamento con l’Istituto Centrale Italiano per il Restauro.
Inoltre, l’Italia a breve attiverà dei corsi di formazione archeologica, rivolti al personale tecnico del Dipartimento delle Antichità libico”. (aise)