Mare Climaticum Nostrum: l’Aics presenta la conferenza di Firenze e lancia il rapporto Euromed

ROMA\ aise\ - I Paesi mediterranei sono un’area centrale per l’azione dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). Lo ha ribadito il direttore dell’Aics, Luca Maestripieri, in occasione della conferenza stampa di presentazione di Mare Climaticum Nostrum, la prima conferenza mediterranea sul clima del che si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze dal 5 all’7 ottobre e che l’Agenzia contribuisce a organizzare.
L’evento avrà al centro la presentazione del primo rapporto scientifico sugli impatti climatici a breve e a lunga scadenza nell’area Mediterranea, stilato dalla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc Euromed).
La conferenza stampa, che si è tenuta ieri nella sede romana della Protezione civile, è stata moderata da Emilio Ciarlo, responsabile dei Rapporti istituzionali e della comunicazione per l’Aics, e vi sono intervenuti Fabrizio Curcio, capo Dipartimento della Protezione civile, Erasmo D'Angelis, presidente di EwaFoundation, Paola Mercogliano, ricercatrice del Cmcc Euromed, Laura Lega, capo dipartimento dei Vigili del fuoco, e il presidente dell'Ispra, il prefetto Stefano Laporta.
Durante la conferenza, il direttore Maestripieri ha ricordato che tra i Paesi prioritari per la cooperazione italiana ci sono quelli che si affacciano sul Bacino del Mar Mediterraneo comprendono la fascia nord-africana (Egitto e Tunisia), l’area Mediorientale (Libano e Territori Palestinesi), ma anche quella Balcanica, adriatica, con l’Albania.
Il direttore dell’Aics ha poi citato alcuni progetti che da anni l’agenzia porta avanti in tanti settori che saranno anche oggetto di workshop e seminari nel corso dell’evento fiorentino. “Nei Territori Palestinesi co-finanziamo un impianto di desalinizzazione, promuoviamo il riuso delle acque reflue trattate a scopo agricolo e l’uso di sistemi ad alta efficienza idrica, in Tunisia stiamo lavorando sulla stabilizzazione economica delle comunità costiere che vivono di pesca, ancora in Albania contribuiamo alla protezione delle aree naturalistiche di pregio, contrastando i fenomeni che alterano i cicli bio-chimici e attentano alla biodiversità, come l’innalzamento delle temperature e la potenziale acidificazione dei mari”, ha raccontato Maestripieri.
“Come agenzia per la cooperazione vogliamo dare il nostro contributo al miglioramento della resilienza delle comunità locali al cambiamento climatico che colpisce il Mediterraneo e tutte le popolazioni lungo il suo bacino”, ha aggiunto Ciarlo. “Pensiamo che il rapporto sul cambiamento climatico possa diventare un punto di riferimento per immaginare nuove policy non solo per l’Italia ma per tutti i Paesi del Mediterraneo”.
La conferenza di Firenze vedrà impegnati scienziati, esperti, decisori politici, associazioni e organizzazioni nazionali e internazionali, e tutte le strutture di protezione civile dei Paesi che affacciano sul Mare Nostrum. Ci saranno sessioni e panel a partire dalle analisi scientifiche delle dinamiche climatiche in corso con proiezioni degli impatti. Verranno discussi i piani di adattamento, le tecnologie di previsione e controllo di rischi naturali e meteo-climatici, le innovazione per le transizioni energetiche e la produzione di energia rinnovabile. “Auspichiamo che da questo confronto nascano ancora nuove idee e progettualità”, ha concluso Maestripieri. (aise)