SCAMBI CULTURALI: LA DIASPORA RUSSOFONA E POST-SOVIETICA IN SARDEGNA

SCAMBI CULTURALI: LA DIASPORA RUSSOFONA E POST-SOVIETICA IN SARDEGNA

CAGLIARI\ aise\ - Insieme - Rete per la conoscenza e aggregazione 2019-2020” è il nome del progetto di aggregazione e scambio culturale con la diaspora post-sovietica in Sardegna lo scorso 10 novembre, prima a Laconi, nello splendido e affascinante Palazzo Aymerich, e poi l’11 novembre ad Aritzo presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Maxia.
I due incontri molto partecipati hanno visto i due sindaci, Paola Zaccheddu, di Laconi, e Gualtiero Mameli, di Aritzo, fare gli onori di casa.
Nel corso dei due incontri sono stati presentati i costumi popolari bielorussi, russi e ucraini appartenenti a varie regioni, raccontandone le particolarità e il significato antropologico legato ad alcuni momenti storici e all’appartenenza sociale e professionale di chi li indossava, frutto di un approfondito lavoro di ricerca effettuato nell’ambito delle attività progettuali.
La musica e gli strumenti tradizionali che caratterizzano la cultura di qualunque popolo, sono stati al centro dell’incontro, in particolare il salterio slavo (tsymbaly), molto diffuso nei paesi dell’Europa Orientale. Sono state raccontate le peculiarità delle tecniche del salterio e la sua importanza nelle tradizioni dei popoli slavi, in particolare in Bielorussia, dove rappresenta uno strumento identitario alla pari delle launeddas per la Sardegna.
La musicista bielorussa Tatsiana Syravezhkina, oggi residente e docente del gruppo di aggregazione e laboratorio musicale di Sant’Eulalia a Cagliari, e in patria direttrice dell’Orchestra per salterio di Gomel, ha eseguito con grande maestria alcuni pezzi, sia popolari sia classici, dimostrando così la grande duttilità dello strumento, omaggiando, infine, la Sardegna con una esecuzione di un motivo di ballo sardo.
Emilia Canto, guida turistica professionistica di origini russe, ha presentato invece le passeggiate urbane che vedono insieme diaspora e cittadini locali alla riscoperta delle curiosità dei quartieri storici di Cagliari. Mentre Olesya Gamotina, giornalista anche lei di origine russe, ha illustrato le attività dedicate ai bambini delle seconde generazioni e che coinvolgono anche tantissimi bambini italiani che studiano il russo attraverso il gioco e la riscoperta di antiche fiabe e tradizioni.
Zhanna Sotnik, insegnante ucraina che da molti anni lavora in Sardegna, ha raccontato del Punto “Insieme” presso la biblioteca russofona “Rodnoe Slovo” nell’oratorio di Sant’Eulalia a Cagliari dove fra le altre cose è possibile consultare i libri in lingua russa, bielorussa, ucraina e moldava.
Infine Pier Paolo Fulio, appassionato di cultura slava e volontario dell’Associazione Cittadini del Mondo, ha raccontato delle attività del Gruppo di aggregazione “Parliamoci per imparare e fare amicizia” che organizza momenti di incontro fra i madrelingua della diaspora e gli appassionati di lingua russa.
I gruppi folcloristici di Laconi ed Aritzo hanno, a loro volta, illustrato le caratteristiche dei costumi tradizionali e le attività volte alla conservazione delle tradizioni più autentiche coinvolgendo i giovani e meno giovani, un vero e proprio investimento per la salvaguardia delle identità culturali di queste bellissime cittadine della Sardegna.
Le Associazioni culturali locali sia a Laconi che ad Aritzo in occasione degli incontri conoscitivi dedicati alla diaspora slava e post sovietica hanno organizzato una serie di visite guidate alla scoperta delle bellezze e delle strutture museali delle rispettive cittadine nel segno dell’amicizia e dello scambio culturale. (aise) 

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