SCENARI FUTURI PER LA COOPERAZIONE AGROALIMENTARE EURO-MEDITERRANEA: LA TAVOLA ROTONDA DI “PRIMA” E “UPM”

SCENARI FUTURI PER LA COOPERAZIONE AGROALIMENTARE EURO-MEDITERRANEA: LA TAVOLA ROTONDA DI “PRIMA” E “UPM”

ROMA\ aise\ - Nuove sfide, tendenze emergenti e necessità di trasformazioni: PRIMA e Unione per il Mediterraneo (UpM) hanno promosso un dibattito online, andato in scena ieri, 15 luglio, per discutere riguardo i primi risultati dell’indagine sul settore agroalimentare euro-mediterraneo, nonché riguardo soluzioni concrete e iniziative per affrontare sfide che interessano l’area del Mediterraneo in questo momento storico difficile, promuovendo una cooperazione regionale innovativa.
Alla presenza del Segretario Generale dell’UpM e dei Co-Chair di PRIMA, il focus dibattito è stato fin dall’inizio su come stimolare una reazione per la regione dopo che la pandemia ha esacerbato i problemi già esistenti da un punto di vista economico, sociale e ambientale. Discutere su queste sfide e le potenziali soluzioni future è ancora più rilevante se inquadrato nell’ambito del 25° anniversario della Dichiarazione di Barcellona, che ha aperto un’era di dialogo e cooperazione per la regione.
“Il principale risultato del sondaggio mostra che la sicurezza alimentare, il commercio elettronico, l’innovazione tecnologica e organizzativa diventeranno temi sempre più rilevanti. Mentre i consumatori presteranno maggiore attenzione alla tracciabilità, le imprese saranno indotte a dare maggiore importanza alle attività di gestione del rischio. Come PRIMA, siamo onorati di aver contribuito al dibattito e siamo impegnati a promuovere soluzioni concrete per un sistema agroalimentare euro mediterraneo sostenibile”, ha affermato Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA.
Gli speaker hanno sottolineato la fase critica che il mondo e la regione euro mediterranea stanno affrontando, nonché le azioni urgenti che devono essere intraprese a livello locale, regionale e internazionale. Le istituzioni hanno un ruolo importante nel riunire le parti interessate (gli stakeholder), sostenendo e rafforzando i partenariati, e coinvolgendo anche il settore privato. L’indagine conferma che è necessaria una governance più ampia per avere controlli più efficaci sulla produzione alimentare sostenibile.
“Promuovere la cooperazione regionale in materia di innovazione, acqua, ambiente e al contempo rispondere all’azione per il clima è la nostra metodologia per consolidare lo spirito di cooperazione lanciato 25 anni fa con il processo di Barcellona. I numerosi ecosistemi supportati politicamente da UpM e finanziariamente da PRIMA sono le più recenti incarnazioni di questo spirito, che si è adattato continuamente per far fronte a nuove sfide, realtà ed opportunità”, ha detto Nasser Kamel, Segretario Generale dell’UpM.
Osservando i primi risultati del sondaggio e stimolati dalle domande del moderatore, i rappresentanti delle diverse Istituzioni coinvolte hanno illustrato in che modo quest’ultime stanno rispondendo. La FAO (Morrison) e la Commissione europea (Lutzeyer) hanno dettagliato alcune azioni e strategie quadro su cui le due organizzazioni sono particolarmente attive, mentre EIT Food (Zynga) e JPI FACCE (Rivera Ferre) hanno evidenziato rispettivamente il prezioso ruolo delle start-up nel dare forma agli scenari futuri dell’agroalimentare e l’importanza di progetti collaborativi e pilota.
Giuliodori (Organizzazione Mondiale degli Agricoltori) e Abou Hadid (Università Ain Shams) hanno invece sottolineato due prospettive che sono fondamentali per favorire uno sviluppo sostenibile: in primo luogo, l’attenzione nei confronti degli agricoltori, che sono molto spesso all’avanguardia nel settore agroalimentare e, in secondo luogo, la necessità di stabilire partenariati su un piano paritario. Questo non solo perché le sfide principali non conoscono confini, ma anche perché conoscenze specifiche, competenze e pratiche tradizionali sono già consolidate in alcuni Paesi (ad es. quelli della sponda meridionale del Mediterraneo), a conferma della necessità di incrementare ulteriormente i processi e le forme di collaborazione.
Con oltre 350 persone registrate provenienti da 27 Paesi la tavola rotonda vuole essere l’impulso alle attività di PRIMA, e i suoi risultati principali vogliono arricchire il rapporto preparato in vista dell’evento, grazie al contributo di oltre 185 esperti che hanno partecipato all’indagine. Una pubblicazione finale sarà presto disponibile e diffusa ai network interessati. Il dibattito, che si è tenuto il 15 luglio, ha rappresentato solo un passo nell’attuazione dell’Agenda 2030, nonché del nuovo Green Deal europeo e della Strategia “Dal produttore al consumatore”. È necessario fare molto di più con riferimento alla sostenibilità, all’innovazione trasformativa e all’adattamento ai cambiamenti climatici. PRIMA e l’Unione per il Mediterraneo partecipano congiuntamente a questo sforzo.
Grazie al Segretariato italiano di PRIMA, il dibattito e le informazioni relative agli speaker e al rapporto, nonché note, commenti e video, sono disponibili su: http://www.primaitaly.it/future-scenarios-for-euromed-agrifood.
PRIMA (Partnership on Research and Innovation in the Mediterranean Area) è il programma euromediterraneo che sostiene progetti di ricerca e innovazione sui sistemi agroalimentari sostenibili e la gestione delle risorse idriche nel bacino del Mediterraneo. Il programma, che è al suo terzo anno di attuazione, ha un budget di 500 milioni su 7 anni ed è promosso e finanziato congiuntamente dalla Commissione Europea e da 19 Paesi dell'area Euro-Med, 11 membri dell’UE (Cipro, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovenia, Spagna) e 8 non-EU (Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Tunisia, Turchia).
Il Segretariato Italiano di PRIMA, istituito presso l’Università di Siena - Santa Chiara Lab, grazie al contributo del Ministero dell’Università e Ricerca, svolge le attività di promozione e di disseminazione del Programma PRIMA nel nostro Paese. Le principali attività del Segretariato riguardano aree tematiche come gestione sostenibile della risorsa idrica, agricoltura sostenibile, cibo e filiera agro-alimentare.
L’Unione per il Mediterraneo (UpM) è una organizzazione intergovernativa euro-mediterranea di cui sono membri tutti i Paesi dell’Unione Europea e 15 Paesi delle zone sud ed est del Mediterraneo. La missione di UpM è favorire il dialogo regionale, la cooperazione e l’attuazione di progetti e iniziative in grado di offrire un impatto tangibile per i nostri cittadini, con particolare attenzione ai giovani e alle donne, così da affrontare tre obiettivi strategici per la regione: stabilità, sviluppo dell’uomo e integrazione. (aise) 

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