TRENTO-DUBAI: SIGLATO ACCORDO DI COLLABORAZIONE PER LA PROTONTERAPIA

Trento-Dubai: siglato accordo di collaborazione per la Protonterapia

TRENTO\ aise\ - Un nuovo traguardo per il Centro di Protonterapia di Trento: si tratta dell'accordo con l'Advanced Care Oncology Center di Al Furjan, a Dubai, che è stato sottoscritto fra il direttore generale dell'Azienda sanitaria trentina, Pier Paolo Benetollo, e l’amministratore delegato del Centro di Dubai, Bashir Abou Reslan. Si tratta, secondo la provincia autonoma di Trento, di un ulteriore riconoscimento dell'alta qualità dei trattamenti offerti dal Centro trentino, ormai sempre più internazionale. Il protocollo, infatti, consentirà di trattare pazienti provenienti anche dagli Emirati Arabi Uniti, soprattutto bambini.
La protonterapia è appunto una terapia indicata nei casi clinici più complessi, in tumori vicini ad organi o in pazienti di età pediatrica dove il trattamento è particolarmente difficoltoso e delicato. E il centro di Trento è un'eccellenza: nell'anno appena concluso, nonostante la pandemia a fine novembre erano stati oltre 300 i pazienti trattati, di cui un terzo in età pediatrica. 25 poi sono stati i pazienti provenienti dall’estero, da Austria, Spagna, Grecia, ma anche da Cile, Macedonia, Romania, ecc. a testimonianza di una elevata specializzazione medico-scientifica riconosciuta in ambito globale.
“Protonterapia si conferma sempre più come un investimento strategico, un'eccellenza sanitaria e scientifica al quale fanno ormai riferimento enti e centri sanitari al di fuori dei confini europei – è il commento dell'assessore provinciale alla salute Stefania Segnana -. Trento, d'altronde, è l’unico Centro di protonterapia afferente ad un’azienda sanitaria pubblica in attività in Europa ed è l’unico in Italia ad essere dotato di una struttura che permette di indirizzare con grande precisione le radiazioni, ruotando a 360° attorno al paziente. Senza considerare che svolge anche un'importante attività di ricerca. Dobbiamo essere orgogliosi di questa eccellenza trentina, ormai conosciuta in tutto il mondo che, anche durante la pandemia, ha continuato ad erogare un trattamento altamente specialistico per la cura dei tumori, rispettando tutti i protocolli anti Covid”.
“La definizione di questo nuovo accordo internazionale – ha evidenziato il direttore generale di Apss Pier Paolo Benetollo – è certamente un passo importante per la nostra azienda sanitaria e per tutta la nostra comunità trentina. Essere scelti da pazienti ma anche da professionisti importanti che vengono da così lontano significa di essere in grado di partecipare a pieno titolo allo sviluppo delle conoscenze e delle possibilità di trattamento in un ambito sanitario ad altissima tecnologia. Questi sono accordi importanti che stiamo puntando a sviluppare ulteriormente. È da questa rete di relazioni tra professionisti anche internazionali che vengono stimoli che contribuiscono allo sviluppo delle conoscenze e delle possibilità di trattamento per migliorare la salute globale”.
“Sono lieto di aver firmato questo importante accordo di servizi con il Centro di protonterapia di Trento – questo il commento del dottor Bashir Abou Reslan, Ceo di Advanced Care Oncology Center a Dubai, Emirati Arabi Uniti – che rappresenta una pietra miliare per il nostro Centro in quanto completa la gamma di servizi che saremo in grado di offrire ai nostri pazienti oncologici e in particolare a quelli affetti da tumori in posizioni critiche e ai bambini. Il Centro di Protonterapia di Trento rappresenta sicuramente un centro di eccellenza di trattamenti oncologici di grande esperienza e clinicamente avanzati, tra i migliori d'Europa”.
“L’offerta terapeutica del nostro Centro – ha affermato Maurizio Amichetti, direttore del Centro di Protonterapia dell’Apss – copre una numerosa serie di patologie, non solo quelle classicamente curate con protoni, quali le patologie a livello della colonna vertebrale, i sarcomi, i tumori neuro-encefalici e della base cranica, ma anche lesioni di organi in movimento quali patologie toracico-polmonari e addominali. Abbiamo un’esperienza ormai quinquennale che attrae sempre di più anche pazienti che provengono da oltre confine, da paesi europei ma non solo. In questi anni ci siamo anche aperti a collaborazioni nazionali e internazionali con gruppi di studio e grazie alla presenza di una linea sperimentale fissa abbiamo la possibilità di sviluppare progetti in vari ambiti, non solo della medicina ma anche in campo aerospaziale e dei materiali”. (aise) 

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