A CAGLIARI IL SEMINARIO SUL GESUITA ARCHITETTO CHE VISSE TRA SARDEGNA E BIELORUSSIA

A CAGLIARI IL SEMINARIO SUL GESUITA ARCHITETTO CHE VISSE TRA SARDEGNA E BIELORUSSIA

CAGLIARI\ aise\ - Nella bellissima e affasciante cornice della sala conferenze al sottotetto del Dipartimento militare di Medicina legale (ex Ospedale militare), a Cagliari, diretto dal Colonnello Medico Stefano Ciancia, si è svolto lo scorso 7 novembre, con un grande successo di pubblico, il seminario di studi dedicato a "Giovanni Maria Bernardoni: un Gesuita tra Sardegna e Bielorussia", organizzato dell’Associazione Cittadini del Mondo Onlus di Cagliari con il patrocinio del Consolato onorario bielorusso e il sostegno della Regione Sardegna, dal quale è nata un’idea per un itinerario turistico-culturale sulle tracce dell’opera di Bernardoni, autore alle origini di importanti progetti in Bielorussia e in Sardegna.
Padre Bernardoni raggiunse il Complesso storico museale di Niasvizh (oggi Patrimonio dell’Unesco), ma prima di esplorare i territori dell’Europa Orientale visse e lavorò in Sardegna, dal 1578 al 1583. A lui si devono la progettazione del Collegio di Santa Croce, a Cagliari, e quella del Collegio gesuitico di Iglesias, ma fu attivo anche nei cantieri dell’Ordine di Busachi e di Sassari.
Da febbraio a novembre di quest’anno si sono succedute, con notevole successo di pubblico e di stampa, un insieme di iniziative articolate tra Bielorussia e Sardegna – a Minsk, Brest, Niasvizh e infine Cagliari – che hanno compreso una doppia mostra fotografica itinerante dedicata all’opera del Bernardoni e ai suoi lavori in Sardegna e Belarus, e una parte seminariale internazionale con la partecipazione di storici dell’arte sardi e bielorussi, tutte dedicate a questo vero e proprio “uomo-ponte” che collega idealmente occidente e oriente, Sardegna e Belarus.
L’affascinante itinerario di quest’uomo simbolo, dunque, che ha disseminato la sua opera tra Sardegna, Polonia e Belarus, si intravvede oggi come possibile percorso tematico turistico-culturale dalle grandi potenzialità: da Niasvizh a Cracovia, per concludersi a Cagliari, Busachi, Iglesias e Sassari si snoda infatti una rotta densa di architetture, paesaggi, culture diverse, che si offre alla curiosità del turista attento e appassionato. Un itinerario finalizzato alla riscoperta di questo architetto, capace di unire, con il proprio talento, terre che quattro secoli fa apparivano tra loro remote e irraggiungibili.
Alla giornata del 7 novembre scorso hanno partecipato anche il Console onorario bielorusso, Giuseppe Carboni, del Direttore del Complesso storico museale di Niasvizh, Serguej Klimov, e del rappresentante del Servizio Relazioni internazionali della Direzione Generale della Presidenza della Regione Sardegna, Marco Crotti, si sono susseguiti a cura di padre Guglielmo Pireddu, attuale superiore della comunità gesuitica di Cagliari, dello storico dell’arte Giorgio Pellegrini e di Uladzimir Karalenek, studioso bielorusso, gli approfondimenti dedicati a quest'affascinante figura di religioso, architetto/progettista e del contesto storico nel quale operò.
Una splendida serata di divulgazione che ha permesso di scoprire anche ulteriori antichi contatti sardo-bielorussi, come, ad esempio, la richiesta di affiliazione di alcuni gesuiti della Sardegna, dopo la soppressione dell’Ordine, al corpo dell’ordine ufficialmente ancora esistente nella Russia Bianca (antico nome della Belarus) di cui ha parlato padre Piredddu nel suo intervento.
La rassegna, per il pubblico folto e partecipe che l'ha animata, ha costituito anche una preziosa occasione per poter ascoltare dal vivo alcune composizioni musicali eseguite allo "tsymbaly" (salterio bielorusso) dalla bravissima musicista della Repubblica Belarus Tatsiana Syravezhkina. (aise)

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