Federico II e MANN per il restauro del mosaico di Alessandro

CULTURA/ Federico II e MANN per il restauro del mosaico di Alessandro - "Scriviamo insieme una pagina importante nella storia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e quindi della conservazione dei beni culturali. Sarà un restauro grandioso". Così il Direttore del MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, ha definito l’avvio del restauro del famosissimo mosaico di Alessandro, noto a tutti come Battaglia di Isso. Un progetto che vedrà in prima linea sia l'Università Federico II con il suo Center for Research on Archaeometry and Conservation Science (CRACS), centro interuniversitario istituito tra il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Ambiente e delle Risorse (DiSTAR) dell’ateneo napoletano, che il Dipartimento di Scienze e Tecnologia (DST) dell'Università del Sannio, Benevento.
Il CRACS ha già iniziato una fitta campagna di indagini archeometriche (tecniche minero-petrografiche) con l’obiettivo di individuare l’esatta caratterizzazione dei materiali. Indagini, spiega l’ateneo napoletano, che sono oramai ritenute irrinunciabili per una corretta opera di restauro.
Il restauro, che terminerà a luglio, sarà realizzato con la supervisione dell'Istituto Centrale per il Restauro (ICR); tutte le attività diagnostiche sono promosse in rete con l'Università del Molise (UNIMOL) ed il Center for Research on Archaeometry and Conservation Science (CRACS) diretto dalla professoressa Giuseppina Balassone.
"Sarà un restauro grandioso e unico nel suo genere in quanto realizzato con nuove tecnologie e, tramite l'uso di piattaforme digitali, sarà possibile seguire tutte le operazioni, dalla fase preparatoria al restauro vero e proprio”, continua Giuglierini. “L'idea è quella di disporre di un cantiere "trasparente" che si svilupperà sotto gli occhi del mondo!".
Il restauro prevede due momenti: una prima fase (gennaio – febbraio) svolta in situ con l'allestimento di un cantiere visibile, per mettere in sicurezza la superficie prima della movimentazione dell'opera. Successivamente, tramite un sistema appositamente progettato, il mosaico sarà rimosso dall'attuale collocazione per permettere ulteriori analisi strumentali necessarie per definire gli interventi di restauro ipotizzati nella prima fase della progettazione e per garantire una corretta conservazione del manufatto.
La seconda fase (aprile – luglio) interesserà il supporto del mosaico con interventi eseguiti sulla superficie retrostante dell'opera. Un significativo contributo tecnologico sarà fornito dalla TIM che realizzerà particolari occhiali (smart glasses), indossati direttamente dai restauratori, necessari per un costante monitoraggio della corrispondenza tra la zona di intervento e la relativa superficie non visibile.
Il gruppo guidato da Balassone coinvolge docenti, ricercatori, assegnisti e dottorandi di entrambi gli atenei campani: Piergiulio Cappelletti, Alessio Langella, Alberto De Bonis, Diego Di Martire, Fabio Sossio Graziano, Tina Rispoli, Maria Verde e Francesco Izzo della Federico II e Celestino Grifa e Mariano Mercurio per Sannio. (aise)