“HAPPENNINO”: NEL PESARESE IL FESTIVAL PER RIPORTARE L’APPENNINO “AL CENTRO”

“HAPPENNINO”: NEL PESARESE IL FESTIVAL PER RIPORTARE L’APPENNINO “AL CENTRO”

PESARO\ aise\ - È giunto alla seconda edizione “Happennino – Festival dell’Entroterra”, festival che dal 6 all’8 settembre nei comuni di Peglio, Borgo Pace, Mercatello sul Metauro e Sant’Angelo in Vado, in provincia di Pesaro, punterà a raccontare i luoghi, i paesaggi, la cultura e l’armonia del vivere in mezzo all’Appennino, quel luogo troppo spesso dimenticato e quasi mai valorizzato che però “tiene insieme” l’Italia, facendogli da spina dorsale.
A dare vita al festival ci saranno grandi ospiti pronti a portare le loro testimonianze e la loro arte e a contaminarle con le esperienze e la cultura locale di chi da sempre vive in simbiosi con le colline e le montagne appenniniche. Tra abbazie millenarie, piccoli borghi che resistono orgogliosamente allo spopolamento, castelli che hanno lasciato un grande segno nella Storia ed altri tesori nascosti tutti da scoprire.
Venerdì 6 Settembre sarà Marco Paolini a inaugurare “Happennino” con lo spettacolo “Filo Filò” che avrà come scenografia naturale la piazza di Mercatello sul Metauro, uno dei borghi più belli d’Italia. Sabato 7 Settembre, invece, a Sant’Angelo in Vado si riuniranno gli Stati Generali d’Appennino in un evento che vedrà la presenza di grandi ospiti chiamati ad intervenire sulle possibilità di sviluppo dell’entroterra: Airbnb, Fondazione Cariplo, Uncem, FederTrek, l’Università di Urbino, il Festival della Lentezza e Angelo Cruciani di Yezael.
Domenica 8 Settembre, infine, sarà il momento di immergersi nel paesaggio di Appennino accompagnati da una guida d’eccezione, lo scrittore Enrico Brizzi, un po’ narratore e un po’ viandante, che ci guiderà tra i sentieri che furono di briganti e contrabbandieri per un inedito Trekking con l’autore.
Questa seconda edizione ha come obiettivo principale quello di valorizzare il territorio, dimostrando che entroterra non significa solo spopolamento e mancanza di servizi ma anche turismo lento, esperienziale e sostenibile, armonia con la natura, paesaggi bellissimi e una socialità e una cultura tutte da riscoprire. Questo festival, lontano dalle rotte dei grandi eventi e dalle manifestazioni oceaniche, vuol dimostrare che anche quassù, in cima ai nostri monti, è possibile proporre eventi culturali di rilievo e “far accadere” qualcosa di bello. (aise) 

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