“La campana di Marbach”: la Dante Alighieri presenta il libro di Renato Martinoni

ROMA\ aise\ - Nell’ambito del ciclo “Pagine di Storia”, la Società Dante Alighieri il prossimo 25 maggio presenterà il libro “La campana di Marbach” di Renato Martinoni. La presentazione del volume sarà trasmessa dalle 17:00 in diretta streaming su Dante.global e Facebook, condotta da Alessandro Masi con la partecipazione dell’Autore.
Sullo sfondo della pittoresca natura alpina, di cime innevate e di verdi valli, si consumano i primi, travagliati anni di Antonio Ligabue, il pittore naif da molti definito il “Van Gogh italiano” per via di un comune destino da “outsider”.
Una biografia segnata fin nella sua fase iniziale da affezioni fisiche, dal disagio sociale ed economico e dalla follia, che Riccardo Martinoni, nel romanzo La campana di Marbach, ricostruisce seguendo le tappe dell’itinerario geografico ed esistenziale che il futuro artista fu costretto a intraprendere. Tanto per cominciare Zurigo, dove Antonio Costa, questo il suo nome anagrafico, vide la luce il 18 dicembre 1899 da una ragazza madre italiana, di professione operaia; poi un’interminabile sequenza di minuscoli paesi della Svizzera tedesca che il giovane prese a temporanea residenza, coinvolto nei continui spostamenti della famiglia affidataria: una coppia senza figli a cui era stato assegnato già dal 1900 e presso cui rimarrà fino al 1919.
Qui e in particolare a Marbach, un collegio per ragazzi disabili e con problemi comportamentali, Antonio imparò ad ascoltare la “voce” delle campane, che sempre risuonerà nel fondo della propria solitaria condizione interiore.
Il racconto di Martinoni si snoda fra evocazioni visive e sovrapposizioni dialogiche, descrivendo con rara sensibilità “dolore e risentimento, nostalgia e illuminazioni” e ci accompagna infine verso gli eventi che cambiarono il corso della vita di Ligabue: l’espulsione dalla Svizzera e l’arrivo a Gualtieri, nella bassa reggiana, comune di origine di Bonfiglio Laccabue, l’uomo che nel frattempo aveva sposato la madre naturale dandogli il proprio cognome. Senza conoscere una sola parola di italiano e privo di fissa dimora, lo spaesato ventenne sopporterà nuovi stenti, rifugiandosi tra i boschi e le golene del Po. Ma scoprirà anche la deflagrante potenza della propria vocazione artistica e ritroverà una personale via, finalmente, per comunicare con il mondo.
Renato Martinoni è professore emerito di Letteratura italiana all’Università di San Gallo; ha insegnato inoltre Letteratura comparata presso la Ca’ Foscari di Venezia. È curatore di edizioni critiche e autore di libri dedicati in particolare al Settecento e al Novecento, con incursioni nella pittura barocca e nella scrittura di viaggio. Sul versante narrativo ha pubblicato Sentieri di vetro (1998, Premio Schiller), Dialoghi eretici (1999), Il nome della pietra (2002), Il tramonto degli dei. Storia e romanzo di Cervo Bianco (2004), Il paradiso e l’inferno. Storie di emigrazione alpina (2011) e, con Laura Martinoni-Pasotti, Ceramica e inchiostro (2016). Dal 1994 al 2016 è stato Consigliere Centrale della Società Dante Alighieri, di cui ora è Consigliere Emerito. (aise)