La Giornata della Memoria alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

PISA\ aise\ - Immagini, letture e installazioni artistiche per celebrare la Giornata della Memoria, venerdì 27 gennaio, alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa con l’iniziativa “Dalla Shoah all’Ucraina e all’Iran, il passato è il talismano per guardare al presente e per preparare il futuro”. Il coordinamento scientifico è stato curato da Michele Emdin e Barbara Henry, docenti della Scuola Superiore Sant'Anna, rispettivamente di Cardiologia e di Filosofia Politica.
La Giornata della Memoria si aprirà, con il patrocinio degli atenei di Pisa, alle ore 9.00 di venerdì, 27 gennaio, in aula magna storica, con “L’appello”, installazione dell’artista Gianni Lucchesi, arricchita da un video di Chiara Evangelista della Scuola Superiore Sant'Anna.
“Ho ricevuto e accettato con molto piacere il nuovo invito a contribuire alla Giornata della Memoria”, spiega Gianni Lucchesi, “presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Dopo la grande mostra “Vite sospese” del 2019 allestita all’interno della Chiesa Sant’Anna, nel 2020 ho realizzato “Lo sconquasso”, installazione pensata proprio per l’aula magna storica. In quell’occasione ho utilizzato gli arredi, come i banchi e le sedie, senza introdurre ulteriori elementi, per conservare l’identità del luogo e per trasformare gli oggetti di uso quotidiano per le lezioni, in strumenti espressivi. L’installazione del 2023, “L’appello”, metterà ancora al centro dell’attenzione la quotidianità degli studenti e ciò per permettere all’osservatore di immergersi in quella specifica dimensione e di immedesimarsi. Il termine “appello”, in ambito scolastico e accademico, ha un significato noto, chiamare studentesse e studenti per nome e per cognome per verificarne la presenza. Pensando all’espulsione di quei ragazzi dall’università, dopo la firma delle leggi razziali”, conclude Gianni Lucchesi, “il termine “appello” assume dunque un'accezione inquietante, la chiamata a un atroce destino”.
L’accesso all’aula magna storica resta libero dalle ore 9.00 alle ore 19.00 di venerdì per partecipare a questo appello incessante, come quello delle studentesse e degli studenti espulsi perché di ‘razza ebraica’ e spariti nel gorgo della Shoah, espulsi da colui – Silvano d’Achiardi - che proprio da venerdì 27 gennaio non avrà più una strada intitolata al suo nome, a Pisa, grazie alla mobilitazione delle tre università pisane e della popolazione.
Alle ore 14.30 la Giornata della Memoria si sposta in aula magna, dove si apre l’evento con immagini e letture di allieve, allievi e docenti della Scuola Superiore Sant'Anna, della Scuola Normale Superiore, dell'Università di Pisa. In apertura sono previsti i messaggi di Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant'Anna; di Luigi Ambrosio, direttore della Scuola Normale Superiore; di Riccardo Zucchi, rettore dell’Università di Pisa. Seguono le letture e testimonianze di storici (Michele Battini, Carlotta Ferrara Degli Uberti, Francesco Morosi), di filosofe politiche (Barbara Henry) e di scienziati politici (Francesco Strazzari), di artisti (Annick Emdin, Ursula Ferrara), di persone che studiano e lavorano nelle università pisane (Camilla Corino, Piccarda Baccianti, Giuliana Bigongiali, Francesco Ceccarelli, Antonio Di Donato, Vinicio Di Iorio, Chiara Evangelista, Filippo Galli, Elisa Guidi, Alex Isacov, Marco Martinelli, Giulio Santini, Silvia Speriani, Sofia Morabito) e che ricorderanno ciò che è stato (la testimonianza dell'olocausto di omosessuali, ebrei, diversi) e racconteranno ciò che sta avvenendo. Racconteranno l'orrore odierno che attanaglia le popolazioni dell'Iran e, ancora, rifletteranno su come si fa ricerca e su come si interpreta la memoria, sul significato di costruire un laboratorio permanente della memoria. Fra tutte, da sottolineare la testimonianza di Eugenio Occorsio, giornalista di Repubblica, figlio del magistrato ucciso dai neofascisti di Ordine Nuovo, la formazione fondata da Pino Rauti origine di quella costellazione di gruppi che, inneggiando a Mussolini, alla Repubblica Sociale, ai tempi più bui nel nostro paese, si è resa responsabile di stragi e di assassinii. (aise)