PREMIO MARIO RIGONI STERN: 15 E 16 GIUGNO LE PREMIAZIONI

PREMIO MARIO RIGONI STERN: 15 E 16 GIUGNO LE PREMIAZIONI

VENEZIA\ aise\ - Nella splendida cornice di Palazzo Ferro Fini di Venezia il Premio Mario rigoni Stern ha presentato il programma delle due giornate di premiazione (15 e 16 giugno) e annunciato i vincitori della sezione speciale “GUARDIANO DELL'ARCA - OSVALDO DONGILLI”.
Alla presenza di Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio Regionale, Sergio Frigo, presidente del Comitato organizzatore del Premio, Alberico Rigoni Stern, Maria Volpato, Soprintendenza archivistica e bibliografica di Veneto e Trentino e dell'archivista Ilaria Zacchilli, il Premio Mario Rigoni Stern ha svelato il denso programma della due giorni di eventi legati alla premiazione del concorso letterario internazionale intitolato alla figura del grande scrittore di Asiago.
LE PREMIAZIONI
Due le premiazioni, come ormai da consuetudine, che si svolgeranno per il 2019 a Venezia e ad Asiago.
Sabato 15 giugno, ore 10,30 a Palazzo Labia, Venezia. Sara Luchetta e Daniele Zovi terranno le relazioni intitolare a “I boschi di Mario” mentre sarà eseguita la cantata di Claudio Ambrosini “Le nevi di Rigoni Stern”, per voce recitante, coro maschile e pianoforte – Anteprima (con Margherita Stevanato, Matteo Liva e Coenobium Vocale, diretto da Maria Dal Bianco). Ingresso su invito.
L'indomani – 16 giugno, ore 10.30 – al Teatro Millepini di Asiago sul palco si alterneranno gli interventi di Marco Paolini e Gianfranco Bettin (vincitori della scorsa edizione del Premio) mentre il Coro il Bell'Humore di Padova curera l'intermezzo musicale “Gli alberi di Mario”. (Ingresso libero con prenotazione telefonica 0424-462221)
La conduzione delle cerimonie è affidata a Valentina Berengo.
Accanto ai vincitori e i segnalati dell'edizione 2019 – “Resto qui” di MARCO BALZANO (Einaudi) si è aggiudicato la vittoria mentre le menzioni sono andate a “Il pastore di stambecchi” di LOUIS OREILLER con IRENE BORGNA (Ponte alle Grazie), “La Strada delle Gallerie ha 100 anni” a cura di CLAUDIO RIGON (Club Alpino Italiano Sez. di Schio) e a “Veloce la vita” di SYLVIE SCHENK (trad. Franco Filice, Keller) – saranno premiati i vincitori della sezione speciale GUARDIANO DELL'ARCA - OSVALDO DONGILLI
Nato nel 2017 su proposta di Paolo Rumiz, per premiare persone e associazioni che si distinguono nella salvaguardia e nella tutela dei valori della montagna, il riconoscimento di GUARDIANO DELL'ARCA va a Mandra Schennach e a Gianluigi Rocca con le seguenti motivazioni:
Mandra Schennach “interpreta a pieno titolo gli articoli uno e nove dei principi fondamentali della Costituzione Italiana. Fin da giovanissima ha lavorato d’estate negli alpeggi della Lombardia, del Trentino e della Svizzera, per undici anni ha gestito con grande professionalità le malghe Stabolone e Rolla: lei casara, il marito pastore. Ottima la gestione di duecento ettari di pascoli con oltre duecento bovini e la produzione di formaggi tipici”.
“Autentico testimone della tradizione e della cultura alpina, Gianluigi Rocca unisce in una parvenza surreale l’approfondimento e la ricerca storica, la divulgazione culturale e l’attività quotidiana, pratica indiscussa della difesa del territorio montano e dei suoi abitanti. Attento osservatore delle problematiche del mondo pastorale, cerca in tutti i modi di non disperdere la memoria di quel mondo lasciato in balia della propria vulnerabilità e spesso dimenticato nei territori di un oblio dal quale è difficile riportarlo a nuova vita”.
MANDRA SCHENNACH
Mandra Schennach è nata il 17 dicembre 1979 a Gavardo da papà tirolese e mamma modenese che hanno deciso di allevare capre all’imbocco della Valsabbia. È la prima di sei figli: due sorelle lavorano in Svizzera negli alpeggi, un fratello è boscaiolo e due sorelle studiano e lavorano d’estate in pubblici esercizi.
Ha studiato fino alla terza media e poi ha lavorato come barista e cameriera sul lago di Garda,si è sposata a 16 anni e ha tre figli. Da dodici anni d’estate montica Le malghe di Stabolone e Rolla del Comune di Valdaone nella val del Chiese, poco lontano dalla parte meridionale del Parco Naturale Adamello-Brenta, ed è responsabile della trasformazione del latte in formaggio, burro e ricotta: insomma una casara. Con la sua famiglia al completo, è il motore di tutta l’attività della monticazione, lavora più di14 ore al giorno e tutto ruota intorno alla sua forte personalità. Produce formaggi semicotti e con latte parzialmente scremato che diventano ottimi dopo 6 mesi di maturazione ed eccellenti ad 1 anno però è difficile procurarsi qualche forma perché vengono prenotate e vendute in alpeggio. Le malghe hanno un carico di circa 110 vacche in lattazione e altrettante bovine giovani od in asciutta. Il marito assieme a 5 pastori esegue la mungitura, porta gli animali al pascolo ed esegue tutti i lavori di mantenimento dello stesso (contenimento delle specie infestanti, efficienza delle pozze e abbeveratoi, recinzioni, concimazioni, viabilità delle mulattiere di accesso alle malghe).
Ha perfezionato la sua tecnica casearia con corsi organizzati dalla Provincia di Trento nella Fondazione Edmund Mach (un tempo Istituto Agrario) di San Michele all’ Adige e in alcune malghe dell’Altopiano di Asiago.
Da ottobre a maggio conduce una piccola azienda agricola all’imbocco della Val vestino, poco distante da Gargnano, nel Garda bresciano. con cinque vacche in lattazione, due 3 manze- manzette e 15 capre, producendo un formaggio misto che vende direttamente. Mentre il marito fa il boscaiolo.
GIANLUIGI ROCCA
Gianluigi Rocca è da sempre malgaro, pittore e poeta. Si porta alle spalle quarantadue stagioni di malga negli alpeggi delle Dolomiti di Brenta e dell’Adamello. Una dimensione in cui si cala per dovere di un rito e di un’appartenenza che ha origini nelle tradizioni di un tempo lontano che sta alle radici della sua esistenza.
Originario di Larido, minuscola frazione del Comune di Bleggio Superiore in Trentino, dove nasce nel settembre del 1957 da famiglia contadina. Fin da giovanissimo si dedica alla pittura e al disegno, alternando gli studi al lavoro di servo pastore, malgaro e taglialegna. Accanto alla pittura è notevole la sua attività documentaristica nel campo della civiltà alpestre. Nel 2001 con la sua donazione ha ideato e realizzato il Museo della Malga nel Comune di Caderzone in Val Rendena. E’ stato il protagonista del film “Il guardiano dei segni” del regista Renato Morelli prodotto dalla sede RAI di Trento. Nel 2007 pubblica il volume fotografico “L’uomo di nuvole e lana” e nel 2008 il volume “ giorni di malga”.
Gianluigi Rocca divide la sua vita tra le stagioni in alpeggio sui monti del Trentino e Milano dove è docente alla cattedra del disegno alla Accademia di Belle Arti di Brera.
In pittura, sono soprattutto oggetti che Rocca dipinge. Nature morte della nostra quotidianità, della vita contadina, delle montagne. Cose perdute, depositate tra le pieghe della polvere di una memoria abbandonata, che attraverso il suo sguardo tornano a raccontarci un tempo perduto.
L'ARCHIVIO DEL SERGENTE
Da qualche mese, in quella che fu l'ultima abitazione di Mario Rigoni Stern, in Val Giardini ad Asiago, è in corso per iniziativa della Soprintendenza archivistica del Veneto e del Trentino una ricognizione sull'archivio dello scrittore, composto di svariati faldoni, scatoloni, cassette, contenenti oggetti personali e documenti relativi a varie fasi della sua vita. Nel corso delle due cerimonie di premiazione verranno esposte le riproduzioni di una piccola parte del materiale recuperato e classificato, che comprende le agendine tascabili su cui il giovane alpino annotava ogni giorno quanto gli accadeva, in particolare in guerra, in Francia, Albania e in Russia, e nella prigionia durata venti mesi in quattro lager del Terzo Reich, e da cui negli anni successivi avrebbe tratto i materiali per i suoi libri. L'archivio contiene anche foto dimenticate, encomi per prestazioni sportive o azioni militari, oggetti come il cucchiaio con cui mangiava in prigionia, la pallottola che rischiò di ucciderlo durante la ritirata di Russia, la cinghia dei pantaloni (con 61 cm di giro vita!) che indossava al rientro al paese alla fine della guerra.
Interessanti anche le testimonianze relative agli inizi della sua attività di scrittore, come il contratto con la Einaudi per la pubblicazione del “Sergente nella neve, e gli epistolari con esponenti significativi della cultura del tempo, da Giulio Einaudi a Italo Calvino, a Primo Levi.
Il materiale sarà collocato in una sala apposita della nuova Biblioteca di Asiago, l'intenzione è procedere, se si troveranno i finanziamenti, ad una totale o parziale digitalizzazione, per renderlo disponibile agli studiosi.
TRASCRIZIONI
Agende, marzo 1942, Rykovo, Urss
“Stamattina bagno e disinfezione. Lotteria, siamo stati allegri. La mia è una squadra in gamba. Oggi vi è tormenta. Oggi tutto il giorno vento e neve. Quelli della prima compagnia sono andati a fare un colpo di mano. Domenica: Stamattina messa in un edificio. É morto il Duca d'Aosta, in prigione a Nairobi”.
Lettera alla mamma, il 18 marzo del '43 da Udine:
“Mia carissima mamma, sono ritornato! Ieri ho rivarcato il confine della patria e ora mi trovo a Udine al Comando tappa M 106 per fare 15 giorni di contumacia. Ai primi di aprile verrò in licenza di un mese e non sono affatto magro e non risento delle durissime fatiche e battaglie dell'inverno scorso. Mi figuro come tu aspetterai questa lettera. Da quanti mesi non ricevi mia posta? Chissà come sarai stata in ansia per me, ma ora basta pensieri tristi che fra poco sarò con te. Come sono ansioso di rivedervi tutti”.
I SOSTENITORI
Numerosi gli Enti e le Associazioni che sostengono l’iniziativa: il Comune di Asiago, il Comune di Riva del Garda, la Provincia autonoma di Trento, il Consiglio regionale del Veneto, la Regione Veneto, oltre agli sponsor come il Gruppo ITAS Assicurazioni e Rigoni di Asiago, l'ente Riva del Garda Fiere e Congressi, il circolo Ars Venandi e la Federazione italiana della caccia, il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. (aise) 

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