L’INTRAPRENDENZA AL TEMPO DEL COVID-19

L’INTRAPRENDENZA AL TEMPO DEL COVID-19

ROMA – focus/ aise - È un’esperienza difficile quella degli studenti neoArchimede del 2020. La prima criticità si manifesta in occasione della finale di Milano: con le scuole chiuse per la pandemia, Fast non ha potuto organizzare “I giovani e le scienze 2020” del 7-9 marzo; ma grazie al lavoro della Giuria i premi e gli accreditamenti sono stati conferiti ugualmente e comunicati nella diretta video del 9 marzo. Sono seguite le altre brutte notizie: la cancellazione dei più prestigiosi appuntamenti internazionali riservati alle ragazze e ai ragazzi eccellenti italiani.
“Il Coronavirus non può bloccare le aspettative dei nostri finalisti meritevoli”, ha pensato Alberto Pieri, segretario generale della Fast e responsabile della selezione italiana per EUCYS-European Union Contest for Young Scientists e per i più importanti appuntamenti nel mondo. “Per ogni evento annullato la Federazione è in grado di proporre alternative, accreditando i vincitori alle manifestazioni dell’autunno o dell’anno prossimo”.
Non si è svolta Regeneron ISEF in California, negli Stati Uniti. Quattro dei cinque progetti candidati, compresi i due lavori accreditati da Fondazione Cariplo e da Etass saranno riproposti per l’edizione del 2021. Non si tiene nemmeno GENIUS Olympiad di Rochester (New York-Usa): gli studenti del Sobrero, vincitori del riconoscimento di Erica srl, si candidano per la prossima edizione, già in calendario per il 7-12 giugno 2021.
LIYSF, il London International Youth Science Forum in programma all’Imperial College è posticipato al 2021, dal 28 luglio all’11 agosto. All’appuntamento vanno anche il lavoro vincitore del riconoscimento di OCMI Group e quello scelto da Cielo Stellato Silvio Lutteri. SJWP, il premio acqua di Stoccolma viene riproposto online. Fiorenza e Giorgia dell’Omar di Novara, beneficiarie dell’accreditamento di Xylem Water Solutions, accolgono di buon grado la nuova formula.
Non ha luogo ESE, Expo Sciences Europe di Milset Europe di fine luglio in Romania, come pure il concorso di novembre Expo Science Asia ad Abu Dhabi; uno dei due lavori candidati è indicato dalla Fondazione Salvetti. Anche IEYI a Kazan in Russia, 5-10 settembre, notizia fresca, è cancellato.
Fortunatamente i nostri futuri Leonardo hanno altre possibilità per far conoscere le loro idee e presentare i progetti: BUCA IMSEF a Buca in Turchia, 29 settembre-4 ottobre; INSPO a Istanbul ancora in Turchia, 30 settembre-4 ottobre, dove è già confermato il progetto premiato da Unichim; MOSTRATEC a Novo Hamburgo, Brasile, 19-23 ottobre; ESI AMLAT a Santa Rosa, La Pampa, Argentina, 6-10 novembre; ed EXPO MEXICO a Hermosillo, Sonora, Messico, 7-11 dicembre.
Ci sono pure nella primavera del 2021 gli appuntamenti EXPORECERCA JOVE in Spagna (il lavoro già selezionato è sponsorizzato da British Istitutes Seregno), I-FEST in Tunisia, EXPO SCIENCE del Belgio. Nessuna preoccupazione, al momento, per TISF di Taipei in programma a gennaio 2021 e dove va il progetto assegnatario del riconoscimento AICA.
Fast attende infine la decisione della Commissione europea relativamente a EUCYS, Salamanca, 15-20 settembre; tra i tre progetti scelti c’è pure il lavoro insignito del riconoscimento di COREPLA.
“E mentre si cerca di averla vinta sul COVID-19”, commenta il presidente Fast Angelo Bargigia, “la Federazione si prepara alla prossima edizione di questa importante iniziativa. Le candidature devono essere presentate entro il 22 gennaio 2021; l’esposizione dei lavori selezionati dalla Giuria e la premiazione sono previsti a Milano dal 6 all’8 marzo” sempre 2021. E vinca il migliore!
Sono Matteo Spiller e Andrea Varotto i protagonisti del “Giro del mondo tra gli alumni”, progetto che vede Federica Scotellaro intervistare gli ex studenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia in questo periodo di lockdown mondiale. Il primo, Spiller, è Banking Sector nella città della costa meridionale della Cina, mentre Varotto è Strategy & Cosulting in SBT Human(s) Metter.
Questa l’intervista integrale di Federica Scotellaro:
“D. Come risponde Hong Kong all’emergenza Coronavirus?
SPILLER: A mio parere Hong Kong ha reagito bene data la precedente esperienza con la SARS. Sono state implementate subito misure restrittive e le persone hanno iniziato ad utilizzare immediatamente mascherine e disinfettanti. Inoltre, sono state messe in atto operazioni straordinarie di pulizia e disinfestazione nei luoghi pubblici. Per quanto riguarda l’Italia, credo debba essere elogiata per aver preso sin da subito seriamente questo virus e per essere stata d’esempio all’Europa nonostante le numerose critiche.
VAROTTO: La società di Hong Kong ha un ricordo indelebile della SARS, quindi prima ancora che il governo mettesse in atto misure restrittive, molti abitanti hanno iniziato ad indossare mascherine e a lavarsi le mani quanto più spesso possibile. Molte aziende hanno distribuito mascherine agli impiegati e implementato policy di remote working, mentre dal governo non c’è stata nessuna misura drastica di “lockdown”; solo recentemente a seguito di un secondo picco di contagi c’è stata nuova ondata di misure restrittive: si può uscire assieme al massimo in 4, chiusi cinema, palestre e molti luoghi ricreativi.
D. Accade qualcosa di curioso in città?
SPILLER: Fino ad oggi a Hong Kong non ho notato molte differenze, forse un po’ meno persone nei luoghi pubblici e nella metropolitana ma generalmente i negozi sono aperti e ci sono sempre molte persone per le strade seppur molte aziende abbiano deciso di far lavorare i dipendenti da casa.
VAROTTO: All’inizio abbiamo dovuto fare i conti con due settimane in cui la carta igienica era introvabile a causa di false notizie secondo cui le fabbriche in Cina si erano fermate; c’è stato addirittura un tentativo di rapina a mano armata ad un camion che stava rifornendo un supermercato.
Fenomeno interessante è stato lo scontro di culture tra gli abitanti locali di che han preso le massime precauzioni sin primi giorni, e gli “expats” (la comunità di lavoratori internazionale), che non ha dato peso alla cosa fino ad un mese fa, quando è esplosa la pandemia e che ad oggi ancora fanno “fatica” ad indossare la maschera.
D. Giornata “tipo” in lockdown?
SPILLER: La mia giornata tipo si può riassumere in tre fasi: attività abituali, videochiamate serali con amici, famiglia e fidanzata e attività fisica dopo cena.
Malgrado io possa uscire di casa tranquillamente cerco di limitare il più possibile i miei spostamenti in luoghi pubblici. Sicuramente ciò limita molto le mie amicizie ma credo che sia la cosa giusta da fare in questo periodo.
VAROTTO: Fortunatamente non siamo in full lockdown: nonostante io stia lavorando da casa, posso uscire regolarmente per fare la spesa, andare al ristorante, fare due passi al parco. Certo la vita sociale fuori casa è crollata, ma i sabati sera restano interessanti anche in video conferenza con un gruppo di amici.
D. Parliamo di mondo del lavoro. Come sta cambiando, a partire dal tuo settore?
SPILLER: Sta cambiando moltissimo, grazie a questo virus le aziende si stanno innovando.
Credo che le realtà lavorative che non sapranno reagire velocemente e che non adotteranno lo smart working falliranno nel giro di pochi mesi.
I giovani devono continuare ad essere tenaci e non devono mollare in questo periodo in cui le istituzioni finanziarie hanno bloccato le assunzioni. Credo che la situazione si sbloccherà presto grazie alla tecnologia e che prossimamente sarà possibile applicare per nuove opportunità lavorative.
VAROTTO: La consulenza ha sicuramente subito un forte colpo, in Europa più che in Asia, con molti progetti sospesi o rimandati a data da destinarsi vista l’alta volatilità di queste settimane. Per molte aziende sarà necessario ripensare i propri canali di vendita e la route to market, ossia come vendere i loro prodotti; in questo, la Cina ha già cominciato a innovare da gennaio. Consiglio di leggere molti report e articoli che parlano di come ogni industria stia spingendo per innovare nonostante il crollo di domanda; nel lungo periodo questo porterà buoni frutti”. (focus\ aise)