AGIRE CONTRO LA POLMONITE INFANTILE: L’APPELLO DELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE

AGIRE CONTRO LA POLMONITE INFANTILE: L’APPELLO DELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE

© UNICEF/UNI279417/Modola

BARCELLONA\ aise\ - Secondo una nuova analisi, condotta in occasione del primo Forum globale sulla polmonite infantile a Barcellona, al via oggi fino a venerdì – organizzato da nove principali organizzazioni sanitarie e per l'infanzia - UNICEF, Save the Children, ISGlobal , Every Breath Counts, la Fondazione "la Caixa", la Bill & Melinda Gates Foundation, USAID, Unitaid e Gavi/the Vaccine Alliance - aumentando gli sforzi contro lotta alla polmonite si potrebbero evitare quasi 9 milioni di morti infantili per polmonite e altre gravi malattie.
Secondo una ricerca della Johns Hopkins University, l'aumento delle cure contro la polmonite e dei servizi di prevenzione potrebbe salvare la vita di 3,2 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni. Creerebbe anche un "effetto a catena" che preverrebbe 5,7 milioni di morti sotto i 5 anni in più per altre malattie infantili gravi, sottolineando la necessità di servizi sanitari integrati.
La polmonite è causata da batteri, virus o funghi; i bambini lottano per riuscire a respirare visto che i loro polmoni si riempiono di pus e liquidi. Da sola è la malattia più letale per i bambini, l'anno scorso ha causato la morte di 800.000 bambini, uno ogni 39 secondi. Anche se alcuni tipi di polmonite possono essere prevenuti con i vaccini e possono essere curati facilmente con un antibiotico a basso costo se diagnosticati correttamente, decine di milioni di bambini non sono ancora vaccinati - e un bambino su tre con sintomi non riceve le cure mediche essenziali.
Le morti di bambini causate dalla polmonite sono concentrate nei paesi più poveri e i bambini più svantaggiati e marginalizzati sono quelli maggiormente colpiti. Le previsioni dimostrano che, se persistessero i livelli attuali, 6,3 milioni di bambini con meno di 5 anni potrebbero morire per polmonite tra il 2020 e il 2030. Nel prossimo decennio, il numero di morti potrebbe essere il più alto in Nigeria (1,4 milioni), India (880.000), Repubblica Democratica del Congo (350.000) ed Etiopia (280.000). Gli interventi sanitari che puntano a migliorare la nutrizione, fornire antibiotici e aumentare la copertura vaccinale, aumentare i tassi di allattamento – misure fondamentali che riducono il rischio per i bambini di morire a causa di polmonite – preverrebbero inoltre milioni di morti di bambini per malattie come diarrea (2,1 milioni), sepsi (1,3 milioni) e morbillo (280.000).
“Il numero di vite che potrebbero essere salvate è potenzialmente molto più alto, visto che la ricerca non ha preso in considerazione fattori come la disponibilità di ossigeno medico, o l'azione per ridurre i livelli di inquinamento dell'aria, uno dei principali fattori di rischio per la polmonite – spiega Kevin Watkins, Direttore Generale di Save the Children -. Questi risultati dimostrano ciò che è possibile. Sarebbe moralmente indifendibile stare a guardare e permettere che milioni di bambini continuino a morire per mancanza di vaccini, antibiotici economici e cure di routine con ossigeno”.
“Se vogliamo seriamente salvare le vite dei bambini – esorta Henrietta Fore, Direttore Generale dell’UNICEF -, dobbiamo fare sul serio nel combattere la polmonite. Come dimostra l'attuale diffusione del coronavirus, questo significa migliorare l'individuazione tempestiva e la prevenzione. Significa fare la giusta diagnosi e prescrivere la giusta cura. Significa anche affrontare le principali cause di morte per polmonite, come la malnutrizione, la mancanza di accesso ai vaccini e agli antibiotici, e affrontare la sfida più difficile: quella dell'inquinamento atmosferico”.
L’inquinamento dell’aria esterna contribuisce al 17,5% - o 1 su 5 - delle morti per polmonite fra i bambini sotto i 5 anni nel mondo, secondo uno studio dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME-GBD). L'inquinamento domestico dovuto all'uso all’interno di combustibili solidi per cucinare contribuisce a ulteriori 195.000 (29,4%) morti.
Il 91% della popolazione del mondo sta respirando aria all’aperto che supera gli standard dell’OMS. La dimensione della sfida dell'inquinamento atmosferico potrebbe potenzialmente compromettere l'impatto dell'aumento degli interventi contro la polmonite.
Altre cause della morte per polmonite includono malnutrizione, la mancanza di accesso a vaccini e antibiotici. Secondo la ricerca della Johns Hopkins, del totale delle 8,9 milioni di morti per tutte le cause che potrebbero essere evitate nel prossimo decennio, 3,9 potrebbero essere il risultato di maggiori sforzi nel ridurre solo i livelli di malnutrizione.
“La polmonite da pneumococco è una malattia facilmente prevenibile, spesso curabile, nessun genitore dovrebbe provare l'agonia di perdere il proprio figlio a causa di questa malattia – afferma Seth Berkley, CEO di Gavi, the Vaccine Alliance -. Nell'ultimo decennio abbiamo fatto progressi nell'aumentare il numero di bambini che ricevono il vaccino pneumococcico salvavita ed è fondamentale che continuiamo ad adoperarci per proteggere la prossima generazione da questa malattia mortale. La conferenza dei donatori di Gavi, che si terrà a giugno, offrirà alla comunità internazionale la possibilità di aiutarci a farlo”.
“La malattia che uccide la maggior parte dei bambini nel mondo non può più essere trascurata in termini di scarso finanziamento della ricerca globale. La ricerca e l'innovazione devono guidare il cambiamento delle politiche e aprire la strada a un'ulteriore diminuzione della mortalità dovuta alla polmonite”. Sono le parole di Quique Bassat, professore di ricerca presso l'Istituto di Barcellona per la salute globale (ISGlobal) e presidente del Forum globale sulla polmonite infantile.
Per Leith Greenslade, coordinatrice della Every Breath Counts Coalition, questa analisi “dimostra che l'azione collettiva per proteggere i bambini dalla polmonite potrebbe davvero potenziare gli sforzi nazionali per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile per la sopravvivenza dei bambini. I governi e le agenzie internazionali per lo sviluppo devono agire con urgenza per proteggere i bambini più vulnerabili dalla malnutrizione e dall'esposizione all'inquinamento atmosferico, e garantire che ricevano vaccini contro la polmonite e diagnosi rapide, antibiotici adatti ai bambini e ossigeno se si ammalano. Se non lo fanno, sono in gioco 9 milioni di vite di bambini”.
Tra gli annunci che saranno fatti al Forum che ha avuto inizio oggi c’è: un vaccino più economico, il vaccino PCV del Serum Institute of India e l'impegno politico dei governi dei paesi ad alto rischio a sviluppare strategie nazionali per ridurre i decessi da polmonite. (aise) 

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