BEIRUT/UNICEF: 80.000 BAMBINI SFOLLATI A CAUSA DELLE ESPLOSIONI

BEIRUT/UNICEF: 80.000 BAMBINI SFOLLATI A CAUSA DELLE ESPLOSIONI

GINEVRA\ aise\ - Secondo le stime dell'UNICEF, circa 80.000 bambini sono rimasti sfollati a causa delle esplosioni di Beirut del 4 agosto scorso, con famiglie colpite in disperato bisogno di aiuto. 140 sono i morti accertati fino ad adesso. 5.000 circa i feriti, e centinaia i dispersi. L'UNICEF è preoccupato per il fatto che molti bambini hanno subito traumi e sono rimasti e rimarranno sotto shock. "Nelle ultime 24 ore, l'UNICEF ha continuato a coordinarsi strettamente con le autorità e i partner sul campo per rispondere ai bisogni immediati delle famiglie colpite, concentrandosi sulla salute, l'acqua e il benessere dei bambini", ha dichiarato Violet Speek-Warnery, Vice Rappresentante dell'UNICEF in Libano.
Il porto di Beirut - dove ha avuto luogo l'esplosione - è la principale ancora di salvezza del Paese. Ora è completamente distrutto. Secondo le ultime informazioni sono numerose le segnalazioni di bambini che sono stati separati da membri della famiglia, alcuni dei quali risultano ancora dispersi; almeno 12 strutture sanitarie primarie, centri di assistenza materna, neonatale e per le vaccinazioni a Beirut sono stati danneggiati, con un impatto sui servizi per quasi 120.000 persone; un ospedale pediatrico nella zona di Karantina, che aveva un'unità specializzata nel trattamento dei neonati critici, è stato distrutto. Un neonato è morto; i rimanenti ospedali operativi sono sovraccarichi e hanno esaurito le forniture mediche essenziali; sono stati distrutti 10 container forniti dal Ministero della Sanità Pubblica con dispositivi di protezione individuale; cinque delle sette celle frigorifere per i vaccini supportate dall'UNICEF sono state distrutte nell'esplosione, con conseguenze sui programmi fondamentali di vaccinazione; molte scuole hanno riportato danni a Beirut e nell'area circostante, le valutazioni sul livello dei danni sono in corso; nelle ultime 48 ore sono stati registrati 464 nuovi casi di COVID-19.
"L'UNICEF sta sostenendo le autorità locali e i partner. I nostri team stanno lavorando 24 ore su 24 per fornire alle persone colpite l'assistenza necessaria - ha dichiarato Speek-Warnery -. L'UNICEF in Libano sta lavorando con le controparti e i partner per aumentare il sostegno ai bambini colpiti e alle loro famiglie, per rispondere alle esigenze immediate e a medio termine; fra cui: è stata distribuita acqua potabile ai soccorritori in prima linea e a coloro che vivono nella zona direttamente interessata intorno al porto di Beirut; effettuare valutazioni preliminari su magazzini, scuole, celle frigorifere, infrastrutture idriche e strutture sanitarie, compresi ospedali e unità di terapia intensiva specializzata per i neonati; si stima che il 90% delle forniture di vaccini immagazzinati sia stato salvato dal magazzino danneggiato del porto; fornire un supporto psicosociale per aiutare i bambini ad affrontare il lutto e i traumi. Supportare il ricongiungimento dei bambini che sono stati separati dalla loro famiglia e la creazione di un numero d’emergenza; lavorare con i giovani volontari che aiutano a ripulire diverse aree; stabilire un programma di trasferimento di denaro per l'assistenza abitativa temporanea alle famiglie sfollate a causa della perdita della loro casa.
“Per poter rispondere a queste enormi necessità, l'UNICEF ha bisogno immediatamente di quasi 4,4 milioni di dollari. Per questo l’UNICEF Italia ha subito attivato una campagna di raccolta fondi. In questo momento particolare i bambini del Libano hanno bisogno dell’aiuto di tutti. Vi chiediamo di fare una donazione tramite il sito web https://donazioni.unicef.it/landing-emergenze/emergenza-beirut", ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia, Francesco Samengo. (aise) 

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