L'APPELLO DELL'UNICEF NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L’USO DEI BAMBINI SOLDATO

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© UNICEF/UN0272641/Holt

ROMA\ aise\- Oggi, 12 febbraio, nella Giornata Internazionale contro l’uso dei bambini soldato l’UNICEF lancia un appello perché i programmi essenziali che stanno fornendo supporto ai bambini e giovani rilasciati da gruppi e forze armate in Sud Sudan potrebbero terminare entro il mese prossimo se non verranno finanziati. 900 bambini e giovani sono già stati registrati per il rilascio, ma senza nuovi e urgenti fondi l’UNICEF non potrà fornire supporto nel processo di transizione alla vita civile.
Il programma triennale di reintegro costa 2.000 dollari per ogni bambino e fornisce supporto psicosociale, un operatore sociale dedicato, servizi di tracciamento e riunificazione familiare, istruzione e altri servizi vitali per aiutare i bambini a ricostruire le loro vite.
“La parola frustrazione non si avvicina neanche a quello che provo per questa situazione”, ha dichiarato il rappresentante UNICEF in Sud Sudan, Mohamed Ag Ayoya. “I bambini sono stati registrati, controllati e sono pronti ad essere rilasciati. L’UNICEF ha un programma di registrazione comprovato ed efficace ed ora non abbiamo i fondi per continuare questo lavoro di importanza vitale. La mia frustrazione è anche quella dei bambini e dei giovani che sono già pronti a cominciare le loro nuove vite, reclamando la loro infanzia e adolescenza”.
Con la probabile formazione di un governo unificato in Sud Sudan a febbraio e un’auspicata pace prolungata, l’UNICEF ritiene che molti più bambini e giovani saranno rilasciati e avranno bisogno di supporto. Il rilascio di un bambino senza supporto sufficiente può avere ripercussioni di lungo periodo per i bambini e i giovani colpiti e ha un effetto destabilizzante sulle comunità.
Il programma è gravemente sotto finanziato da oltre un anno. L’organizzazione ha dovuto spostare risorse da altre aree di lavoro per sostenere il supporto cruciale per questi bambini incredibilmente vulnerabili. Dato che i fondi ora sono finiti, l’UNICEF non ha scelta se non sospendere il programma di reintegro a meno che non diventino disponibili altre risorse nuove.
Dal 2015, l’UNICEF ha supportato il rilascio e il reintegro di 3.677 bambini utilizzati da gruppi e forze armate in Sud Sudan. Il programma di reintegro è vasto e risponde a diverse sfide che questi bambini e giovani affrontano; assicura un reintegro concreto nella vita civile e previene ulteriori possibilità di reclutamento per quelli inseriti nel programma. La maggior parte di coloro che hanno preso parte al programma non è tornata tra forze e gruppi armati.
L’UNICEF Sud Sudan lancia un appello di 4,2 milioni di dollari per il 2020 per coprire nuovi rilasci, l’iscrizione immediata a programmi di reintegro e per consentire di continuare il programma ai bambini e giovani già rilasciati. Se adeguatamente finanziato, l’UNICEF potrà supportare circa 2.100 bambini e giovani rilasciati da gruppi e forze armate nel prossimo anno.
Ayoya ha chiesto dunque “alla comunità internazionale di fare un passo avanti e aiutare l’UNICEF con i fondi necessari a continuare il programma di reintegro che sta cambiando le vite dei bambini e dei giovani utilizzati in gruppi e forze armate, ma anche per sostenere accordi e leggi cruciali e urgenti”.
L’UNICEF sta soprattutto chiedendo al “Gruppo di Amici per i bambini e i conflitti armati” - che comprende Canada, Unione Europea, Francia, Germania, Norvegia, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti d’America - di assicurare un futuro ad alcuni dei bambini più vulnerabili in Sud Sudan e aiutare a costruire un futuro di pace e stabile per il paese. (aise)


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