L'UNICEF IN RD CONGO: OLTRE 250.000 PERSONE E BAMBINI FUGGITI DALLE VIOLENZE NELLA PROVINCIA DI ITURI

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© UNICEF/UNI329878/Desjardins

ROMA\ aise\ - Dall’inizio dell’anno, oltre 250.000 persone - la maggior parte delle quali bambini - sono fuggite dalle violenze sempre più intense nella provincia di Ituri nella Repubblica Democratica del Congo. È quanto ha denunciato l'UNICEF, aggiungendo che ciò sta mettendo ancora più sotto pressione i servizi di assistenza umanitaria in una delle parti del paese più povere, insicure e colpite da malattie.
Dalla fine dello scorso anno circa 200.000 persone sono fuggite dalle aree di Djugu, Mahagi e Irumu, continua l'UNICEF, e hanno cercato rifugio presso comunità ospitanti e siti per sfollati estremamente sovraffollati a Bunia, capitale di Ituri, e nei dintorni.
La situazione umanitaria a Djugu è particolarmente precaria, il 70% degli operatori umanitari hanno dovuto sospendere le operazioni a causa del peggioramento delle condizioni di sicurezza.
Circa 25.000 persone recentemente sfollate, che si sono recate presso campi per sfollati interni, stanno lottando per l’accesso ad acqua e servizi igienico-sanitari sicuri. Anche prima dei nuovi arrivi, le persone sfollate potevano accedere soltanto a 5 litri di acqua al giorno, molto meno rispetto alla quantità minima giornaliera raccomandata.
A causa dell’escalation di violenze, 22 strutture sanitarie nella provincia sono state distrutte, danneggiando stock di vaccini e parti della catena del freddo. Oltre 160 scuole sono state danneggiate o saccheggiate.
La mancanza di accesso a rifugi, nutrizione, assistenza medica e istruzione ha reso i bambini particolarmente vulnerabili ad abusi, violenza e sfruttamento. Solo tra aprile e maggio, l’UNICEF ha ricevuto più di 100 segnalazioni di gravi violazioni dei diritti dei bambini, come stupro, uccisione, mutilazione, attacchi contro scuole e centri sanitari.
“Le condizioni di sicurezza a Ituri si stanno deteriorando velocemente”, ha dichiarato Edouard Beigbeder, rappresentante UNICEF in Repubblica Democratica del Congo. “Dobbiamo agire con uguale velocità per evitare una crisi che potrebbe costringere a sradicare e mettere a rischio ancor più bambini”.
L’UNICEF ha mantenuto la sua presenza e prosegue le operazioni salvavita a Ituri attraverso i suoi partner sul campo, ma i bisogni sono sempre più grandi. Migliaia di bambini rischiano di diventare gravemente malnutriti. Decine di migliaia non vanno a scuola e potrebbero non avere classi in cui tornare quando le scuole riapriranno. Inoltre, malattie letali, come il morbillo, continuano a colpire la regione.
L’appello dell’UNICEF per l’Azione Umanitaria per i Bambini per la Repubblica Democratica del Congo è di 262 milioni di dollari. Al 15 maggio, ne erano stati ricevuti solo 5,5 milioni, mentre 28,8 milioni provengono dall’anno precedente, con un ammanco di 228,3 milioni di dollari (l’87%)
Dall’inizio del 2020 a Ituri, l’UNICEF ha: fornito a oltre 10.000 famiglie utensili per la cucina, stuoie, teloni, coperte e sapone per rispondere rapidamente ai bisogni immediati degli sfollati nei territori di Mahagi, Djugu e Irumu; e ha condotto una campagna contro il morbillo in collaborazione con il dipartimento sanitario provinciale per vaccinare più di 37.000 bambini sotto i 5 anni.
Ha inoltre garantito accesso a un’istruzione di qualità a circa 50.000 bambini nei territori di Mahagi, Irumu e Djugu. Le attività comprendono l’identificazione dei bambini fuori dal sistema scolastico, l’organizzazione di programmi e classi di recupero, il sostegno psicosociale per i bambini colpiti da violenza, la formazione di insegnanti. Da quando le scuole sono state chiuse a causa del COVID-19, l’UNICEF ha aiutato a stampare 25.000 libri di testo da distribuire ai bambini nelle aree più remote. Programmi di apprendimento a distanza sono disponibili attraverso Radio Okapi e 22 radio di comunità. Nelle aree colpite dall’Ebola, l’UNICEF ha costruito 40 spazi temporanei per l’apprendimento (in tende o strutture semi permanenti) per assicurare accesso all’istruzione per 3.350 bambini colpiti da Ebola.
Ancora, l'UNICEF ha: identificato 558 bambini non accompagnati, 127 dei quali sono stati ricongiunti alle loro famiglie; aiutato 108 bambini associati a gruppi e forze armate presso centri di transizione prima della riunificazione familiare e supportato altri 150 bambini a continuare il processo di reintegrazione formativa, professionale e socio-economica; fornito supporto psicosociale e attività ricreative a oltre 24.000 bambini sfollati e altri bambini vulnerabili presso spazi a misura di bambino e ha fornito cure a circa 100 bambini vittime di stupro; curato più di 4.000 bambini sotto i 5 anni che soffrivano di malnutrizione acuta grave; e fornito a più di 21.000 persone sfollate accesso ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari attraverso la costruzione e la riparazione di latrine, docce e discariche. (aise)


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