PADOVA RICORDA PADRE PLACIDO CORTESE: NEL 76° ANNIVERSARIO DELLA MORTE L’ANNUNCIO DI UNA PIETRA D’INCIAMPO PER RICORDARLO

PADOVA RICORDA PADRE PLACIDO CORTESE: NEL 76° ANNIVERSARIO DELLA MORTE L’ANNUNCIO DI UNA PIETRA D’INCIAMPO PER RICORDARLO

PADOVA\ aise\ - Domani, domenica 22 novembre, la Basilica di Sant’Antonio a Padova ospiterà il ricordo di padre Placido Cortese, frate del Santo e direttore del “Messaggero di sant’Antonio”, che durante il secondo conflitto mondiale salvò dalla furia nazifascista centinaia di persone tra civili, ebrei, perseguitati politici e militari alleati.
Nella celebrazione, presieduta da monsignor Gianfranco Agostino Gardin, Vescovo emerito di Treviso, verrà anche ufficializzata la notizia della dedicazione di una “Pietra d’inciampo” al francescano Servo di Dio. La collocazione è prevista a fine gennaio, a ridosso della Giornata della memoria 2021, a lato del sagrato del santuario, precisamente davanti all'ex Museo Civico, all’angolo con via Orto Botanico, dove un’altra targa ricorda un altro martire francescano della seconda guerra mondiale: san Massimiliano Kolbe.
Sempre domani, al termine della celebrazione eucaristica, seguirà un momento di preghiera presso il Confessionale-Memoriale di padre Cortese: da questo luogo il religioso coordinava in segreto le operazioni di salvataggio.
La messa potrà essere seguita anche in diretta tivù su Rete Veneta e streaming web e social sui canali del “Messaggero di sant’Antonio”. Dalle 16.50 inoltre l’emittente televisiva manderà in onda il film documentario “Padre Placido Cortese - Il coraggio del silenzio” di Paolo Damosso (ed. Edizioni Messaggero Padova), che racconta grazie a numerosi documenti storici e video-testimonianze la straordinaria figura del francescano di cui è in corso la causa di canonizzazione.
“Siamo molto felici della notizia dell’intitolazione al nostro confratello di una “Pietra d’inciampo” – commenta padre Giorgio Laggioni, vicerettore del Santo e vice postulatore della causa di canonizzazione –. È un altro importante tassello che riconosce anche storicamente il valore dell’attività svolta da padre Cortese nella difesa degli oppressi e dei perseguitati e del suo sacrificio per difendere con il silenzio sia quanti collaboravano con lui, sia quanti aveva salvato”.
Insignito nel 2018 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella della Medaglia d’oro al merito civile, padre Cortese, originario di Cherso, venne rapito davanti al Santo nell’ottobre 1944 da due emissari della polizia segreta nazista e trasferito nel bunker della Gestapo a Trieste, dove venne barbaramente torturato per estorcergli, invano, i nomi dei suoi collaboratori e alla fine ucciso. Il suo corpo non venne mai ritrovato (venne cremato nel lager nazista della Risiera di San Sabba) e i tedeschi non lasciarono traccia del suo nome, nel vano tentativo che della sua storia si perdessero le tracce.
Sulla figura di Cortese, infine, le Edizioni Messaggero Padova hanno da poco pubblicato due interessanti volumi: il primo, “Padre Placido Cortese. Vittima del nazismo”, terza edizione ampliata della biografia di Cortese scritta da Apollonio Tottoli; il secondo, “I fioretti di padre Placido”, a doppia firma di Giorgio Laggioni e Piero Lazzarin, che racconta i momenti importanti e le scelte decisive, ma anche il pulsare quotidiano del cuore di padre Placido, alla maniera dei “fioretti” di san Francesco. I due libri avrebbero dovuti essere presentati nell’ambito di un convegno in occasione del 76° anniversario della morte di padre Cortese, ma l’evento è stato cancellato a causa delle nuove norme anti-covid. (aise) 

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