SAMENGO (UNICEF ITALIA) NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE PER I BAMBINI INNOCENTI VITTIME DI AGGRESSIONI

SAMENGO (UNICEF ITALIA) NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE PER I BAMBINI INNOCENTI VITTIME DI AGGRESSIONI

ROMA\ aise\ - “Oggi l’UNICEF Italia ricorda la giornata internazionale per i bambini innocenti vittime di aggressioni perché nel mondo sono in troppi i bambini che soffrono a causa di violenza e abusi, sia nella vita reale sia on line”. È quanto afferma il presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo, ricordando che “circa 300 milioni di bambini tra i 2 e i 4 anni nel mondo sono regolarmente vittime di un’educazione violenta (punizioni fisiche o aggressioni psicologiche) dai loro genitori o persone che se ne prendono cura a casa e circa 250 milioni sono stati vittime di punizioni fisiche”.
Senza contare che “nel mondo 1 bambino su 4 vive in zone di conflitto o disastri”, aggiunge Samengo. “In particolare ci preoccupa la situazione dei bambini in Yemen, Ucraina Orientale e Siria”.
In Yemen a causa di un conflitto che dura da ormai 5 anni, 8.600 bambini sono stati uccisi o feriti, mentre circa 3.500 bambini sono stati reclutati nei conflitti.
In Ucraina Orientale 6 anni di conflitto hanno reso la vita di circa 430.000 bambini ancora più insostenibile. In totale, dall’inizio di quest’anno, sono stati colpiti 10 bambini a causa del conflitto, di cui 6 nella prima settimana di maggio, un numero raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
In Siria, dal 2014 oltre 9.000 bambini sono stati uccisi nel conflitto e quasi 5.000 bambini - alcuni anche di 7 anni - sono stati reclutati nei combattimenti.
“Ci preoccupa anche la violenza online per i bambini in Italia”, afferma Samengo. Secondo un’indagine Istat del 2014, il 22,2% delle vittime di aggressioni ha affermato di aver subìto una qualche prepotenza via telefoni cellulari, Internet, e-mail, durante l’anno precedente l’intervista. Tra le molteplici azioni attraverso cui il bullismo si manifesta, quella più comune è l'uso di espressioni offensive: il 12,1% delle vittime dichiara di essere stato offeso con soprannomi offensivi, parolacce o insulti; il 6,3% lamenta offese legate all’aspetto fisico e/o al modo di parlare. Più contenuta la quota di quanti dichiarano di aver subìto azioni diffamatorie (5,1%) e di esclusione dovuta alle proprie opinioni (4,7%). Non mancano le violenze fisiche: il 3,8% degli 11-17enni è stato colpito con spintoni, botte, calci e pugni da parte di altri bambini e adolescenti.
“I bambini sono bambini e devono essere protetti sempre e ovunque”, conclude Samengo. “I bambini devono rappresentare una priorità per ogni paese e governo perché i bambini di oggi sono gli adulti di domani e solo degli adulti consapevoli possono contribuire positivamente al futuro delle nostre società. Come UNICEF non smetteremo mai di ribadirlo”. (aise)


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