SIRIA: A QUASI 10 ANNI DALL’INIZIO DEL CONFLITTO PIÙ DELLA METÀ DEI BAMBINI SENZA ISTRUZIONE

Siria: a quasi 10 anni dall’inizio del conflitto più della metà dei bambini senza istruzione

© UNICEF/UN0405679/Akacha

GINEVRA\ aise\ - “I bambini in Siria continuano a pagare il prezzo più alto di una crisi che sta per raggiungere la triste pietra miliare del decimo anno, il prossimo marzo. Il sistema scolastico in Siria è sovraccarico, sottofinanziato, frammentato e impreparato a fornire servizi sicuri, equi e continui a milioni di bambini”. Inizia così la dichiarazione congiunta del Coordinatore Regionale Umanitario per la Crisi in Siria, Muhammad Hadi, e del Direttore Regionale UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa, Ted Chaiban.
“All’interno della Siria - aggiungono -, ci sono oltre 2,4 milioni di bambini fuori dalla scuola, di cui circa il 40% sono ragazze. Questo numero probabilmente è aumentato nel 2020 a causa dell’impatto della pandemia da COVID-19 che ha influito sull’interruzione dell’istruzione nel paese. Una scuola su 3 in Siria non può più essere utilizzata perché distrutta, danneggiata o utilizzata per fini militari. I bambini che possono andare a scuola spesso seguono le lezioni in classi sovraffollate e in edifici con acqua e servizi igienico-sanitari, elettricità, riscaldamenti e impianti di ventilazione insufficienti”.
“Le Nazioni Unite possono confermare circa 700 attacchi contro scuole e personale scolastico in Siria da quando sono iniziate le verifiche di atti di gravi violazioni dei diritti dei bambini. Lo scorso anno sono stati confermati 52 attacchi - hanno informato ancora -. Anche se la guerra continua, l’istruzione rimane un faro per milioni di bambini. È un diritto che dovrebbe essere protetto e preservato. Chiediamo a tutte le parti coinvolte nei combattimenti di interrompere gli attacchi contro strutture e personale scolastico in Siria”.
Hadi e Chaiban hanno dunque confermato di star continuando a “supportare l’istruzione in Siria attraverso tanti partner, ma i fondi stanno finendo. Il settore dell’istruzione è cronicamente sottofinanziato. Lo scorso anno, il nostro appello congiunto per l’istruzione ha ricevuto solo un terzo dei fondi richiesti inizialmente. Finanziamenti continuativi e di lungo periodo aiuteranno a colmare il gap e reinserire i bambini nei percorsi scolastici, fornendo loro le competenze di cui hanno bisogno per ricostruire il loro paese quando tornerà la pace”. (aise) 

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