SITUAZIONE CRITICA NEI CAMPI DI TINDOUF IN ALGERIA: LA DENUNCIA DI RACMI E SMIS

SITUAZIONE CRITICA NEI CAMPI DI TINDOUF IN ALGERIA: LA DENUNCIA DI RACMI E SMIS

ROMA\ aise\ - Repressioni, limitazioni della libertà e presunte deviazioni degli aiuti umanitari nei campi di Tindouf, in Algeria: questa la denuncia di Yassine Belkassem, Coordinatore nazionale della Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia (RACMI), ed El Matouat Yahya, Presidente dello Spazio Marocchino-Italiano per la Solidarietà (SMIS), firmatari di una lettera indirizzata alle Istituzioni regionali, nazionali e internazionali, media, ONG, associazioni e attivisti dei diritti umani.
La situazione nei campi, scrivono, “è più che allarmante. È ben tragica. In stretta coordinazione con l'Esercito algerino, la direzione del Fronte Polisario ha imposto un doppio cordone militare, uno all'interno dei campi dove gli spostamenti tra i campi sono ben vietati, l’altro all’esterno, e limita totalmente la libertà di circolazione all'entrata e all'uscita dei campi verso Mauritania, Marocco e il resto dei territori algerini”.
“Dal primo aprile 2019, sono in corso, delle manifestazioni quotidiane di protesta nei questi campi, per chiedere la libertà di circolazione e l’espressione”, informano i due rappresentanti della comunità marocchina in Italia. “Domenica 28 aprile, per reprimere, intimidire e disperdere i dimostranti il Polisario ha usato carri armati e veicoli militari. Il bilancio era pesantissimo: tantissimi manifestanti feriti e 14 arrestati, alcuni di loro sono in sciopero della fame all’oltranza nella prigione “Adhaybia””.
Secondo Yassine Belkassem e El Matouat Yahya, poi, un video apparso il 30 aprile 2019 sarebbe la prova “della distrazione dei fondi d’aiuti umanitari internazionali”, usati dai singoli per esigenze personali. “Siamo davanti ad un’altra chiara deviazione e dilapidazione dei fondi, malgrado le continue denunce come quelle contenute nel rapporto 2015 dell’Ufficio Europeo di Lotta Antifrode (Olaf) che aveva evidenziato una massiccia, sistematica ed organizzata deviazione degli aiuti destinati alle popolazioni dei campi”, aggiungono i due referenti dei marocchini in Italia, che indicano l’Algeria come “responsabile” di questa situazione, accusando il Paese di “rifiutare ogni tentativo di trasparenza sulla realtà dei campi, compresa l’applicazione delle raccomandazioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e dell’UE per organizzare un censimento serio della popolazione e la loro registrazione dall’ACNUR”.
Per questo, Yassine Belkassem e El Matouat Yahya chiedono “interventi urgenti per proteggere la popolazione dei campi dalle ostilità del Polisario e di aprire inchieste serie anche dai donatori sui diritti negati nei campi e sullo spreco di aiuti umanitari internazionali”. (aise) 

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