UNICEF: AL VIA A COLONIA IL PRIMO SUMMIT INTERNAZIONALE DELLE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEGLI ADOLESCENTI

UNICEF: AL VIA A COLONIA IL PRIMO SUMMIT INTERNAZIONALE DELLE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEGLI ADOLESCENTI

© UNICEF/UNI216394/Wogram

COLONIA\ aise\ - Quasi un terzo dei 4 miliardi di persone che vivono nelle città sono minorenni. Si stima che entro il 2050, quasi 7 bambini su 10 nel mondo vivranno nelle città, grandi, medie e piccole. Da ieri e fino al 18 ottobre, l’UNICEF lancia a Colonia il Primo Summit Internazionale delle Città amiche dei bambini e degli adolescenti (Child Friendly Cities Summit), che riunisce più di 550 tra sindaci, leader locali, esperti, tecnici, bambini e giovani di oltre 60 paesi di tutto il mondo per discutere approcci innovativi per migliorare i diritti dei bambini a livello locale.
Per l’Italia partecipano due delle città impegnate con l’UNICEF nel percorso di Città amiche quali Prato, per cui è presente il sindaco Matteo Biffoni, anche delegato nazionale ANCI per l’immigrazione, e Palermo, presente l’assessore alle culture e partecipazione democratica, Darawsha Adham.
“Dal 1996, l'UNICEF sostiene città e comunità nel tradurre la Convenzione sui diritti dell'infanzia, di cui quest’anno ricorrono i 30 anni dall’approvazione, in risultati pratici, significativi e misurabili per i bambini attraverso il programma Città amiche dei bambini”, ha dichiarato il presidente dell’UNICEF Italia, Francesco Samengo. “Da allora, il programma ha continuato a crescere e ad oggi raggiunge circa 30 milioni di bambini in 40 Paesi, compresa l’Italia, con una significativa ricaduta anche nella realizzazione dell’Agenda 2030”. Samengo “con grande piacere” ha annunciato che a Colonia, come membri dello Youth Advisory Board, partecipano due giovani volontari UNICEF del gruppo YOUNICEF: Pakinam, 18 anni, di Calci (Lucca) e Tobia, 17 anni, di Cortona (Arezzo). “Il Comitato italiano ha lavorato con molto impegno per contribuire a costruire il Summit internazionale, un’occasione importante di confronto e scambio di buone pratiche tra le città impegnate nel mondo con UNICEF a costruire contesti urbani che garantiscano benessere per i bambini e i giovani”.
Al lancio del Primo Summit Internazionale delle Città amiche delle bambine e dei bambini a Colonia, i partecipanti, tra cui sindaci, leader locali, esperti tecnici, bambini e giovani, hanno sottolineato la necessità di una maggiore partecipazione dei bambini per creare città e comunità adatte ai bambini e ai giovani. “I bambini e i giovani dovrebbero avere maggiori opportunità, come il vertice di Colonia, per attirare l'attenzione sul l diritto che essi hanno di essere ascoltati. Se non ora, quando?”, ha detto Jess, una studentessa tedesca di 17 anni, ieri in conferenza stampa.
Questo appello riflette le opinioni espresse in un sondaggio tramite U-Report lanciato dall'UNICEF prima del vertice, dove più della metà dei giovani di oltre 100 paesi ha dichiarato di non avere abbastanza opportunità di influenzare le decisioni riguardanti la propria vita e ritiene che le proprie opinioni non vengano prese in considerazione dalle proprie città e comunità.
Sono stati intervistati oltre 91.000 tra ragazzi e giovani dai 14 ai 35 anni, tra cui giovani della Nigeria, Regno Unito, Liberia, Messico, Germania, Mali, Sierra Leone, Camerun, Senegal, Mozambico, Sud Africa, Ucraina e Vietnam. I risultati del sondaggio faranno parte del Manifesto dei ragazzi i e dei giovani che sarà presentato ai Sindaci venerdì 18 ottobre, ultimo giorno del Summit.
“Noi siamo il futuro, quindi dobbiamo crescere in un ambiente confortevole”, ha aggiunto Aissatou, uno studente 18enne della Guinea. “Il modo migliore per far sentire liberi e felici i bambini e i giovani è iniziare a risolvere i problemi delle loro città e lasciare loro una parola nel processo. Non si può costruire niente di buono se non si dà loro la possibilità di farne parte”.
“Mentre celebriamo i 30 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, guardiamo anche avanti a ciò che dobbiamo fare per continuare a tradurre i diritti in risultati. Le politiche, i programmi e le decisioni locali riguardano direttamente i bambini e i giovani, ma troppo spesso non riflettono le voci, i bisogni, le priorità e i diritti dei bambini. Non possiamo costruire un futuro più sostenibile senza investire in coloro che lo porteranno avanti”, ha dichiarato Gary Stahl, direttore UNICEF della Private Fundraising and Partnerships Division.
Henriette Reker, sindaco di Colonia e ospite dell’evento, ha aggiunto che “il vertice delle città amiche delle bambine e degli adolescenti offre un'opportunità unica per promuovere attivamente i diritti dei bambini e dei giovani nelle loro città e comunità. Come sindaci, dobbiamo garantire che i diritti dei bambini facciano veramente parte della vita nelle nostre città. I sindaci, i leader locali e la società civile devono lavorare insieme per gettare le basi necessarie affinché le città e le comunità possano soddisfare i diritti e i bisogni dei nostri cittadini più giovani. Insieme possiamo realizzare il punto di svolta che garantirà che i diritti dei bambini siano veramente parte della vita nelle nostre città”.
Le città e le comunità sono motori fondamentali per la realizzazione dei diritti dei bambini. Il loro impegno attivo è essenziale se le politiche, i servizi e le strutture che utilizzano o che li riguardano, devono riflettere e affrontare le loro preoccupazioni, idee e priorità. (aise)


Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi