L’OCSE E L’ANALISI DEL SISTEMA FISCALE ITALIANO - DI DOMENICO LETIZIA

L’OCSE E L’ANALISI DEL SISTEMA FISCALE ITALIANO - di Domenico Letizia

ROMA\ aise\ - Disponibile una nuova indagine curata dall’Ocse e dedicata all’analisi dei sistemi fiscali di numerosi paesi e contesti nazionali.
Secondo l’indagine “2019 international tax competitiveness index”, l’Italia ha il terzo sistema fiscale meno competitivo dei paesi analizzati dall’indice.
Dal report, riportato e sviscerato dal Think Tank “Imprese del Sud”, l’Italia possiede il terzo sistema fiscale meno competitivo e meno efficace in rapporto alle tasse sugli investimenti e sul patrimonio. L’Italia si è classificata (su 36 paesi esaminati) al 31° posto per quanto riguarda la tassa sull’impresa, al 31° per le tasse sul reddito personale, al 27° per il livello di tassazione sui consumi e 35° per tassa sulla proprietà.
Una nuova conferma che riflette l’emergenza tassazione in Italia.
Le tasse sul lavoro in Italia incidono per il 42,6%, le più alte dei 28 Paesi europei. Molto alta (oltre il 20%) è la quota di contributi sociali pagati dal datore di lavoro, mentre l’Irpef incide appena sotto il 15%, molto vicino alla media Ue.
Altro dato che differenzia l’Italia rispetto al resto d’Europa è la quota dell’Iva nelle imposte sui consumi: incide solo per il 54%, il valore più basso di tutti. In Svezia, al top, incide per il 75%.
Significativa in Italia è invece la componente non-Iva sui consumi, perlopiù accise sull’energia. Per quanto riguarda le tasse sul capitale, le più elevate sono in Francia (52,8%) e Danimarca (37%), ma valori sopra il 30% si trovano pure in Italia, Belgio e Regno Unito.
Come prima della classe, secondo il “2019 international tax competitiveness index”, ritroviamo l’Estonia, seguita dalla Nuova Zelanda, dalla Lettonia e dalla Lituania. Anche l’isola di Malta ottiene un ottimo posizionamento. (domenico letizia\aise)

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