BICAMERALE, EMERGENZA, RIFORME E COMITES: GLI ELETTI ALL’ESTERO ALLA PLENARIA CGIE

BICAMERALE, EMERGENZA, RIFORME E COMITES: GLI ELETTI ALL’ESTERO ALLA PLENARIA CGIE

ROMA\ aise\ - Di riforma elettorale, di fondi per gli italiani all’estero, di rappresentanza degli italiani nel mondo, sia a livello parlamentare che a livello di Comites e Cgie, hanno parlato oggi due senatori, Francesco Giacobbe (Pd) e Laura Garavini (IV), e due deputati Angela Schirò (Pd) e Massimo Ungaro (IV), tutti eletti all’estero e presenti alla plenaria del Cgie svolta in videoconferenza questo pomeriggio.
Il Senatore del Pd eletto in Australia, Francesco Giacobbe, nel suo intervento ha parlato di diritto di voto degli italiani all’estero, che “va salvaguardato”, soprattutto in questo periodo in qui il “diritto di voto universale è messo in discussione”. E dunque c’è la necessità, come prima cosa, secondo il senatore dem, di un confronto.
A proposito di voto, il Senatore ha poi voluto rilanciare il dibattito sul tema “rinnovo dei Comites”, soprattutto per quanto riguarda la necessità eventuale di una riforma immediata o “se continuare così per i prossimi 5 anni”. Il senatore ha parlato anche di “diritto di cittadinanza”: l’eletto all’estero ha spiegato di aver scritto all’Inps, ma di aver ricevuto “picche” come risposta, poiché “non vogliono fare deroghe per il certificato di esistenza in vita anche se spesso è impossibile per i pensionati all’estero presentarlo entro i termini”. Questa, secondo Giacobbe, sembra essere “più una questione amministrativa che normativa”. E subito dopo, riguardo i fondi erogati dal governo per aiutare gli italiani all’estero in difficoltà, il senatore ha detto di continuare a muoversi cercando di assicurare “assistenza per gli italiani nel mondo. I fondi vanno dati agli interessati”.
L’eletto in Australia si è preso anche altri due impegni riguardo: la legge finanziaria, definendo la circolare n° 3 “non negativa”, ma diramata in “tempi sbagliati” (“c’è bisogno di rifletterci”, ha evidenziato). In più ha assicurato di star “lavorando duro per il Fondo Cultura, perché promuovere la cultura italiana non vuol dire fare un favore a noi, ma all’Italia intera e alla sua economia”.
Per la deputata del Pd eletta in Europa, Angela Schirò, la “situazione è complessa”. Nel suo intervento ha sottolineato la necessità, per tutti, “di trovare nuovi strumenti e riflettere sugli interventi che si possono fare”. Ma prima di palare di strumenti, secondo Schirò “è importante fare una riflessione sistemica sui diversi livelli di rappresentanza e il loro raccordo, alla luce del referendum che all’estero ha registrato una percentuale per il sì più alta che in Italia”.
“Prima di immaginare nuove riforme - ha sottolineato infatti l’eletta in Europa - dobbiamo riaccreditarci tutta la rappresentanza, un nuovo patto di fiducia con i cittadini che ci hanno dato un mandato democratico. Dobbiamo porre le basi di nuovo rapporto di partecipazione democratica. Come fare? Partire dai diritti e di problemi aperti, il Cgie è a fine consiliatura, noi a metà legislatura”. Ed è dunque importante fare una “comune selezione di obiettivi possibili nel tempo che ci rimane”. Tra queste ci dovrebbe essere, secondo la deputata dem, il “Rapporto tra Pa e le sue articolazioni, migliorare servizi consolari, la promozione di lingua e cultura nelle scuole, e andare incontro al disagio degli anziani e del precariato”.
Un passo importante, in tal senso, sarà la “bicamerale per gli italiani all’estero”. La deputata “spera di riuscire a portarlo a buon fine nonostante alcune resistenze di forze in Senato smentite dai fatti”.
Anche Schirò ha parlato infine di promozione di lingua e cultura italiana nel mondo, chiedendo direttamente a Comites e Cgie la necessità di ulteriori interventi (“utile verificare anche l’effettiva implementazione degli enti promotori per la Dad”). Schirò ha detto che riguardo l’istruzione è doveroso “fare riflessioni serie”, poiché la scuola è in una situazione difficile in tutto il mondo. È importante sia per gli alunni che per “l’Italia intera”.
Anche il deputato di Italia Viva eletto in Europa, Massimo Ungaro, ha concentrato il suo intervento sulla necessità di ascolto tra le diverse rappresentanze degli italiani all’estero ma ha anche parlato di alcuni temi concreti: riguardo il reddito d’emergenza ha detto che “sarà esteso per un altro mese e spero che sia accessibile anche agli ex iscritti all’AIRE”.
Un altro tema sottolineato dal deputato è stato il “super bonus 110%”, che sarà “accessibile anche ai cittadini all’estero sugli immobili in Italia”. Questa, secondo Ungaro, è “un’occasione per rimettere in sesto gli immobili alle volte in disuso”.
Il deputato ha poi informato che in questo periodo emergenziale, sta provando a “sensibilizzare la commissione Rai per potenziare sistemi televisivi in questa seconda ondata”, il tutto con l’intento di non abbandonare le comunità italiane nel mondo”.
E anche Ungaro ha evidenziato l’importanza, per la “rappresentanza degli italiani all’estero”, della “bicamerale”: “saremo di meno ma conteremo di più”. Infine, ha concluso il suo intervento parlando anche dei Decreti sicurezza e di cittadinanza, spiegando di sperare di “rivedere la cittadinanza per matrimonio. E inoltre vogliamo riprendere il discorso riguardo lo Ius culturae”, augurando che il Ministero degli Affari Esteri e quello dell’Istruzioni abbiano un rapporto più “fruttuoso”.
Ha parlato, infine, anche Laura Garavini, Senatrice di Italia Viva eletta in Europa, e ha spiegato che “in quanto italiani all’estero siamo un po’ una cenerentola e se non cerchiamo di far convergere le nostre questioni rischiamo di non trovare l’attenzione adeguata alle nostre proposte”. Ma non ha solo risposto all’appello di Michele Schiavone a un “lavoro congiunto”. La senatrice renziana ha infatti anche rivelato alcune delle informazioni alle quali ha potuto accedere partecipando ad una riunione con i responsabili della politica estera, tra i quali c’era anche il Ministro Di Maio, elencando due aspetti importanti: il primo riguarda il “rinnovo dei Comites previsto per l’anno prossimo, il che ci può tranquillizzare”; il secondo, invece, rappresenta “un’altra notizia positiva”, ossia il fatto che “il Governo ha accolto la nostra richiesta per le risorse per il fondo cultura. Di Maio ha anticipato che sono previste risorse spalmate su più anni, per un ammontare di 130 milioni, con 32 (2021), 47 (2022) e 51 (2023). Questo fa capire l’importanza che il Governo sta dando al fondo cultura, e questo ci dà un minimo di ottimismo per il futuro”.
Ma Garavini ha anche sottolineato quanto “dovremo monitorare sulla legge di bilancio”, poiché ci sono anche aspetti che hanno più difficoltà. Infatti, ha esortato, “serve un lavoro sinergico su: corsi di lingua e cultura e interventi ad hoc per incrementare le risorse”. E non solo, anche sull’esenzione Imu, che “è una richiesta che ci perviene da diversi Comuni, anche perché gli italiani nel mondo non sono potuti tornare causa pandemia e sfruttare i loro beni immobili”. E poi, per la senatrice, bisognerà attenzionale le “risorse per rappresentanza italiana all’estero, compresa quella per l’editoria”.
Ma in conclusione la senatrice ha definito “utipistico che da qui all’anno prossimo ci possano essere i margini per il rinnovo dei Comites. Come sapete, in parlamento, da mesi la discussione è monopolizzata da interventi riguardanti l’emergenza pandemica. E alla luce di questo credo che sia più serio e costruttivo dirci le cose in faccia, predisponendoci a fare le cose al meglio”.
Dunque la cosa più urgente, in questo momento, secondo la senatrice, è “la riforma elettorale per le prossime politiche: non si può andare al voto senza una riforma elettorale, la quale deve comprendere anche la circoscrizione estero. E su questo serve una posizione congiunta con tutte le rappresentanze italiane all’estero. Dovremo arrivare preparati”. Ha informato di aver avuto, a riguardo, una riunione apartitica con gli altri eletti all’estero in parlamento, dal quale sono fuoriusciti diversi punti chiave per la riforma: mantenere il voto per corrispondenza, mantenere il voto universale, e cercare di mettere in sicurezza il voto, con diverse proposte fuoriuscite dalla riunione. (l.m.\aise)

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