CARIO (MAIE) A CATANZARO PER CONSULTA DEI CALABRESI NEL MONDO

CARIO (MAIE) A CATANZARO PER CONSULTA DEI CALABRESI NEL MONDO

CATANZARO\ aise\ - “È la prima volta che dall'Italia si considera i connazionali all'estero una risorsa per la ripresa del paese. La Regione Calabria ci offre l'opportunità di dimostrare il nostro valore". Così il Adriano Cario, senatore del Maie eletto in Sud America, che lunedì ha partecipato all’avvio dei lavori della Consulta regionale dei calabresi nel mondo, aperta dal presidente Mario Oliverio.
Tra i 52 consultori, la comunità calabrese in Argentina è rappresentata da Julio Croci, Presidente di FACA; Francesco Rotundo, Presidente del Comites di Morón; Antonio Ferraiuolo, Presidente dell'Associazione Calabrese e di Buenos Aires e dallo stesso Cario, che è anche discendente di calabresi.
"Questa azione di rilancio proposta dal Presidente Oliverio è senza dubbio una nuova opportunità", ha affermato il senatore. “Dunque, deve essere accompagnata col lavoro, lo sforzo, la creatività e il compromesso di tutti noi calabresi all'estero".
Presente ai lavori anche Mario Borghese, deputata del Maie eletto in Sud America, che, precisa Cario, non ha origini calabresi, ma è stato praticamente adottato grazie alla “straordinaria relazione” che ha saputo costruire con la Regione Calabria e i suoi dirigenti nel corso della sua esperienza parlamentare, così come con i suoi incontri con gli esponenti più importanti delle associazioni e federazioni calabresi dell’Uruguay e del Brasile.
“Dal punto di vista personale è stato particolarmente emozionante condividere la Consulta insieme alle federazioni calabresi del Brasile e dell’Uruguay perchè sono state fondate con l’impulso di mio padre Gaetano”, ha ricordato con orgoglio Cario. “Chiunque salutavo me l’ha ricordato”.
Tante le iniziative che la regione affiderà alla Consulta: "il fatto che la Regione ci guardi come una risorsa sulla quale investire per svilupparsi è quanto stiamo chiedendo da anni all'amministrazione nazionale per tutti gli italiani all'estero”, ha commentato Cario. “Significa un cambio di passo, che potrebbe cambiare il rapporto dell'Italia con i suoi connazionali". (aise) 

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