DIPENDENTI PUBBLICI E SICUREZZA SOCIALE: SCHIRÒ (PD) INTERROGA DI MAIO E MOAVERO

DIPENDENTI PUBBLICI E SICUREZZA SOCIALE: SCHIRÒ (PD) INTERROGA DI MAIO E MOAVERO

ROMA\ aise\ - Estendere il campo di applicazione delle convenzioni di sicurezza sociale anche ai dipendenti pubblici all’estero. È quanto richiesto dai deputati Pd eletti all’estero, Schirò, Ungaro, Carè e La Marca che, come i colleghi al Senato – Garavini e Giacobbe – hanno presentato una interrogazione in merito ai ministri del lavoro e degli esteri, Di Maio e Moavero Milanesi.
Nella premessa, i parlamentari ricordano che “lo Stato italiano per tutelare i diritti socio-previdenziali dei lavoratori emigrati ha stipulato convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con i Paesi di maggiore emigrazione; tali convenzioni garantiscono in materia di sicurezza sociale la parità di trattamento con i lavoratori locali dei lavoratori italiani che si sono spostati in un altro Paese, l'esportabilità delle prestazioni previdenziali da un Paese all'altro e soprattutto la facoltà di totalizzare i contributi versati nei vari Paesi di emigrazione ai fini del perfezionamento dei requisiti contributivi minimi previsti dalle diverse legislazioni per la maturazione di un diritto a prestazione”.
“Sono circa 800.000 le pensioni in convenzione internazionale erogate dall'Inps agli italiani residenti all'estero e a quelli rientrati in Italia, e – aggiungono – sono decine di migliaia i connazionali residenti all'estero e in Italia i quali matureranno il diritto a una pensione italiana in pro-rata attraverso l'applicazione di una convenzione bilaterale o multilaterale di sicurezza sociale”;
Da questo diritto, stigmatizzano Schirò e i colleghi del Pd, “sono stati ingiustamente esclusi tutti i dipendenti pubblici i quali si sono recati all'estero per lavorare e per vivere (decine di migliaia), perché non considerati rientranti nel campo di applicazione soggettivo delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale stipulate dall'Italia; infatti, mentre i regolamenti comunitari prevedono esplicitamente sin dal 1998 (regolamento (CE) n. 1606/98) l'estensione del proprio campo di applicazione al regime speciali dei dipendenti pubblici e dei liberi professionisti, tutte le convenzioni bilaterali di sicurezza sociale stipulate dall'Italia non prevedono esplicitamente tale diritto; a causa di tale disparità di trattamento e alla inazione delle autorità competenti, i dipendenti pubblici e i liberi professionisti italiani emigrati o che emigrano nei Paesi extracomunitari sono esclusi da ogni forma di tutela previdenziale convenzionale e non possono utilizzare i contributi versati in Italia sia per ottenere una prestazione italiana sia una prestazione estera in regime di convenzione”.
Tuttavia, si ricorda ancora, “l'articolo 21 del decreto-legge n. 201 del 6 dicembre 2011 (decreto «salva Italia»), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 27 dicembre 2011, ha disposto la soppressione dell'Inpdap e il trasferimento di tutte le funzioni all'Inps dal 1o gennaio 2012; dal gennaio 2012 quindi l'Inpdap non esiste più, ma tutte le sue funzioni e competenze sono state trasferite all'Inps e le tutele previdenziali dell'Inps si applicano anche ai lavoratori subordinati del settore pubblico, attraverso una speciale gestione che fa capo all'Inps (ex Inpdap)”.
“Tutte le convenzioni bilaterali di sicurezza sociale – si sottolinea nella premessa – prevedono la loro applicabilità anche alle normative concernenti i regimi speciali per determinate categorie di lavoratori, in quanto ai rischi coperti dalle stesse convenzioni, e alle leggi, ai regolamenti e agli altri provvedimenti legislativi che modifichino tali normative”.
Ribadito che “la soppressione dell'Inpdap e la conseguente attribuzione delle funzioni all'Inps rende necessario uniformare i criteri di accesso degli assicurati alle prestazioni in regime internazionale, includendo nel campo di applicazione soggettivo anche i dipendenti pubblici e i liberi professionisti”, i parlamentari Pd chiedono “se i Ministri interrogati siano a conoscenza della discriminazione alla quale sono soggetti i dipendenti pubblici e i liberi professionisti in relazione al perfezionamento di una prestazione di sicurezza sociale in convenzione bilaterale” e “se i Ministri interrogati, visto che il combinato disposto delle previsioni delle convenzioni bilaterali e delle norme di soppressione dell'Inpdap ora lo consente, non ritengano giuridicamente corretto e opportuno formulare indirizzi alle autorità competenti alla gestione e all'applicazione delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale affinché anche i dipendenti pubblici e i liberi professionisti siano considerati rientranti nel campo di applicazione di tali accordi senza dover ricorrere alla modifica di ogni singola convenzione”. (aise) 

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