GARAVINI (PD): IN ITALIA PROGRESSIVA CARENZA DI PERSONALE MEDICO MA DAL GOVERNO NESSUNA ATTENZIONE AL PROBLEMA

GARAVINI (PD): IN ITALIA PROGRESSIVA CARENZA DI PERSONALE MEDICO MA DAL GOVERNO NESSUNA ATTENZIONE AL PROBLEMA

ROMA\ aise\ - “Chirurghi, pediatri, anestesisti. In Italia mancano già oggi migliaia di medici. Ed il problema è destinato ad aumentare, con l‘entrata in vigore di „quota 100“, la nuova modalità di pre-pensionamento introdotta dalla maggioranza con la legge di Bilancio. Si stima che entro i prossimi dieci anni almeno un terzo dei residenti nella Penisola non potrà avvalersi del medico di famiglia a seguito della carenza di dottori. Contemporaneamente migliaia di specialisti di medicina di origini italiane lavorano all’estero”. È quanto dichiara la Senatrice PD Laura Garavini, Vicepresidente Commissione Difesa.
“In soli 10 anni - dal 2005 al 2015 - sono espatriati dall’Italia oltre 10.000 medici”, ricorda la senatrice eletta in Europa. “Per lo più verso la Gran Bretagna e la Svizzera, i due paesi che attraggono maggiormente i nostri neolaureati in medicina. Per l’esattezza sono 10.104 i medici che se ne sono andati dall‘Italia (dati del Rapporto sul sistema sanitario italiano 2017, elaborato da Eurispes alla luce di quanto fornito dalla Commissione Europea sulle migrazioni dei professionisti). Nella sola Gran Bretagna, interessata tra l’altro dalle conseguenze post Brexit, si stima lavorino circa 3000 medici specialisti. Un vero tesoro, in termini di capitale umano. Un tesoro di cui il paese potrebbe approfittare, se mettesse in atto politiche volte a favorire la mobilità in entrata di medici e professionisti".
"È quanto ho proposto attraverso due miei emendamenti alla legge di bilancio”, spiega Garavini. “Con il primo introduco la possibilità di entrare in aspettativa per coloro che, già assunti in Italia, decidono di trasferirsi temporaneamente all’estero per specializzarsi, con l’intento di rientrare in Italia, una volta conclusa la specializzazione. Una possibilità che è attualmente preclusa. E che costringe chi si forma all’estero a dover rinunciare al suo eventuale posto in Italia, continuando ad operare fuori dai confini nazionali. Una perdita per tutto il sistema Paese. Con un ulteriore emendamento chiedevo invece che si possa aprire l’accesso ai concorsi per medici in Italia anche a cittadini non italiani, comunitari ed extra UE, in possesso di requisiti equipollenti. Entrambi gli emendamenti sono stati purtroppo bocciati dal Governo Conte”, conclude la senatrice Pd che accusa il Governo di “totale miopia, visto il crescente problema della mancanza di medici nel nostro paese. Al contrario servono misure urgenti per fare fronte alla carenza di personale che affligge drammaticamente i nostri ospedali”. (aise) 

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